Il Ps Ticino diventa un partito essenzialmente sopracenerino. I Verdi sapranno raccogliere la sfida?

Il Ps Ticino diventa un partito essenzialmente sopracenerino. I Verdi sapranno raccogliere la sfida?

Ottobre 30, 2018 - 08:40
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Con l'uscita di Durisch dalla lista per il Consiglio di Stato del Ps Ticino non c'è più un rappresentante del Mendrisiotto in lista e solo una del Sottoceneri. Chi beneficerà del vuoto lasciato?

Il Ps Ticino sembrerebbe abbia già deciso: fuori Durisch dentro Danilo Forini (e in panchina Tessa Prati, la giovane consigliera comunale di Lugano che si era messa a disposizione per candidarsi al Consiglio di Stato, ma d'altronde per lei che non è collocabile né come "bertoliana" di stretta osservanza, né come carobbiana, le chances di essere ripescata erano veramente minime. Senza "padrinati" alle spalle non si va da nessuna parte...). Con questa mossa, il Ps Ticino per la prima volta presenta una lista per il Governo di composta da ben 4 (su 5) sopracenerini: Bertoli e Sirica del locarnese e Forini e Riget del bellinzonese. Solo Amalia Mirante rappresenterà il Sottoceneri (e confermiamo quanto scritto in un precedente "Schegge" la dirigenza socialista, con queste scelte, favorisce oggettivamente l’economista ed ex municipale di Torricella-Taverne).
Come nel 2007 la leadership del Ps Ticino esclude qualsiasi rappresentate del Mendrisiotto (infatti i candidati di allora erano Patrizia Pesenti, Manuele Bertoli, Marina Carobbio, Pelin Kandemir Bordoli e Carlo Lepori, con quest'ultimo che non passò il congresso a favore del mendrisiense Lurà, che poi arrivò secondo ad aprile dietro la Pesenti e battendo Bertoli).
Se anche il Ppd optasse per non candidare nessuno dei "momò" (leggi Giovanni Jelmini), gli elettori del Mendrisiotto avrebbero solo 2 candidati per il Governo: il liberale Gaffuri e il leghista Caverzasio. Come regale i voti del Ticino meridionale ai due principali partiti.
 

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La candidatura di Danilo Forini potrebbe creare anche altri problemi. Dando per scontata la sua candidatura per il Gran Consiglio, Forini da bellinzonese sarebbe interessato a prendere il posto dell'attuale presidente del Parlamento Pelin Kandemir Bordoli (che non si ricandida, in vista delle elezioni federali). Ma il posto della Kandemir Bordoli interessa anche alla giovane carobbiana Laura Riget. E allora, che succederà? Rimarrà fuori l'uscente (che si dovrebbe ricandidare) Henrik Bang? Non sarebbe bello per chi 4 anni or sono era candidato al Consiglio di Stato trovarsi non rieletto. E poi Bang ha un suo "capitale" di voti personali che non è propriamente nulla.
Andrà a finire che vedremo una guerra all'ultimo voto, non per il Consiglio di Stato, bensì per il Gran Consiglio fra la carobbiana Riget e il bertoliano Forini? Non è escluso che qualcuno si faccia male, rimanendo escluso dal Parlamento. Da capire se Riget, Bang o Forini.
I socialisti avranno gioco facile nel dire che punteranno ai tre seggi nel bellinzonese, ma anche nelle comunali della nuova Bellinzona 2017 dicevano che puntavano ai tre municipali ma ne hanno fatti solo due, lasciando Henrik Bang il ruolo di subentrante. Che magari il Ps Ticino vuole bissare le elezioni comunali della nuova Bellinzona?
 

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A sinistra ci sono "praterie" elettorali nel Mendrisiotto del tutto libere, visto che il Ps Ticino non candiderà nessuno di quella regione. Ma Mps e Pop non brillano per candidati forti mendrisiensi e anche il Pc (se correrà da solo) non ha candidati conosciuti del Mendrisiotto. E allora l'occasione non devono farsela perdere i Verdi. Da noi interpellata, una degli esponenti più rappresentativa per gli ecologisti del Mendrisiotto, Jessica Bottinelli, c'ha detto che non si candiderà per il Consiglio di Stato (e lascerà pure il Consiglio comunale di Chiasso prossimamente, vedi qui). Rimane la granconsigliera Crivelli Barella, non rieletta nel 2015, ma entrata dopo in Parlamento grazie alle dimissioni di Sergio Savoia. Ma forse per i Verdi il Mendrisiotto vale due candidature.... .