Il ritorno di Bruno Cereghetti. "Nella socialità serve meno teoria e più pratica"

Il ritorno di Bruno Cereghetti. "Nella socialità serve meno teoria e più pratica"

Gennaio 18, 2020 - 17:38
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A Locarno per il Partito socialista ritorna in lista Bruno Cereghetti, già municipale sulle sponde del Verbano dal 1992 al 2004 per tre legislature. Cereghetti è stato anche granconsigliere e capo dell’Ufficio assicurazione malattia del Canton Ticino (ed è noto anche per aver sovente “bacchettato” le casse malati). 
Oggi ritorna in corsa per un posto nell’Esecutivo locarnese. Al termine dell’assemblea che ha approvato la lista per il Municipio di socialisti e comunisti (vedi qui), lo abbiamo intervistato.

Bruno Cereghetti, come mai ha deciso di candidarsi per il Municipio di Locarno?
Locarno è sempre stata la mia passione. Il pensiero è sempre stato in direzione di Locarno, anche quando sono stato attivo a livello cantonale. Quando si è presentata questa opportunità ho accettato con molto entusiasmo. Mi sento molto più uomo di esecutivo che non di legislativo e se si presenterà l'opportunità di tornare in Municipio sarà accettata con grande entusiasmo. 
 
 
 
Dal suo punto di vista oggi quali problematiche vanno affrontate con maggior urgenza a Locarno?
Prima di tutto bisogna focalizzarsi sul concetto di socialità. Esso non deve essere più inteso solo rivolto alla cerchia dei bisognosi, ossia coloro che hanno concretamente bisogno di un aiuto sociale per raggiungere il minimo vitale o avere un'esistenza dignitosa.
 
Ormai il concetto di socialità bisogna interpretarlo estensivamente: il ceto medio oggi fa fatica ed è gravato di molti oneri. La popolazione ha paura e questo deve essere oggetto di seria considerazione e di modalità di approccio in grado di lanciare un messaggio. Il messaggio che deve essere lanciato è di speranza. Guai a far paura a questa parte della popolazione. Bisogna essere molto propositivi e molto attivi nel fornire speranze, accanto a un aiuto concreto. 
 
Il pericolo è che, se queste persone dovessero essere vittime della paura, diventino facilmente preda di una destra che purtroppo si sta sempre più profilando e che purtroppo cattura sempre più persone. 
 
Mi preoccupa il fatto che recentemente è stata proposta dalla destra una riforma dello stato sociale. Mi preoccupa che questa proposta venga da certe frange, perché vorrebbe dire l'indebolimento del complesso dello stato sociale, che si ripercuoterà inevitabilmente su tutte le persone. 
 
 
 
Lo stato sociale oggi è ancora adeguato alla società?
Lo stato sociale è in funzione dello stato della società, che ha avuto una grande evoluzione. Di conseguenza anche l'approccio nei confronti della socialità deve essere modificato. Meno teoria e molta più pratica nella realtà. Oggi a creare un problema all'interno dello stato sociale è l'estrema burocratizzazione, in cui più o meno avvertitamente si è caduti, nell'illusione che regolamentando il tutto si riuscisse a risolvere i problemi. In realtà si sono creati molti più problemi, perché tutto è diventato molto più complicato. Per fare un esempio concreto: è inammissibile che oggi per gestire una domanda di prestazione complementare, o per interpretare certe decisioni in merito di assistenza, una persona debba rivolgersi a uno studio legale. Il tutto deve essere estremamente semplificato ed essere molto più vicino al bacino di utenza. 
 
 
Non c'è il rischio, così facendo, di aprire la porta a situazioni di abuso di prestazioni sociali?
Il fatto che ci siano troppi profittatori è un tema che è stato molto portato avanti da chi è intenzionato a fare un discorso economicistico e quindi a ridurre l'importanza della socialità. Oggi la cosa più drammatica nella socialità non sono i profittatori, ma una certa tendenza a non più dare sufficienti disponibilità economiche per intervenire. Molte volte si prende l'abuso ad esempio per operare un intervento drastico. Si è tanto parlato, e si è riusciti a convincere il popolo, dei falsi invalidi e dunque della necessità di interventi di controllo dello Stato. Il messaggio di fondo è quello di ridurre le prestazioni per paura che vi sia troppo uso improprio. 
 
Sovente però il fatto che vi siano troppi approfittatori è un po' una leggenda metropolitana, o campagnola. Che qualcuno effettivamente ci sia è nella normalità delle cose e che siano combattuti è più che giusto. Ma non è questo il fenomeno che oggi mette in ginocchio la socialità. Quello che la mette in ginocchio è la politica di chiusura, la mancanza di mezzi. Oltretutto il bisogno sociale è in aumento e questo dovrà essere una priorità di legislatura, a cui deve corrispondere un supporto finanziario adeguato. 
 
 
Se venisse eletto dunque, punterebbe a tornare a dirigere il Dicastero Socialità? 
Se venissi eletto in Municipio sarei pronto ad assumere qualsiasi ruolo. È altrettanto vero che la mia specializzazione è sempre stata la socialità in senso lato, comprensiva della sanità in modo particolare.  Ritengo sia necessaria una sanità equa per tutti, indipendentemente dalla situazione economica, oltre che a una socialità mirata che coinvolga le persone che si trovano nel bisogno.
 
 
La sua candidatura sulla lista del Ps di Locarno, visto che il suo è sicuramente un nome forte, rischia di tagliare la strada ad altri che magari ambivano al Municipio?
Credo che oggi il partito debba esprimere quello che ritiene di dover mettere in campo al fine di ottenere il miglior risultato. Partito socialista che, non dico abbia grossi problemi, ma deve essere reimpostato e deve riaffermarsi. 
 
In modo particolare abbiamo visto che nelle elezioni federali, dove il centro sinistra nel suo complesso è cresciuto, il Partito socialista ha marciato sul posto. Oggi si tratta di marcare presenza e dare il giusto slancio e il giusto peso specifico al Partito socialista.
 
 
Durante l'assemblea del Ps si è detto che si punta a raddoppiare i propri seggi. I Verdi a Locarno correranno con una loro lista al Municipio. La sinistra nel suo complesso potrà raddoppiare con un seggio verde o è realistico pensare che il Ps possa eleggere due municipali?
Ogni tornata elettorale ha le proprie dinamiche e non bisogna focalizzarsi troppo con confronti con le votazioni cantonali e federali. Se leggo i risultati degli anni passati a Locarno il Partito socialista ha la potenzialità di un raddoppio della sua presenza in Municipio ed è quello che il partito ha posto come obiettivo. Si correrà per questo obiettivo, sperando di essere seguiti dall'elettorato e sperando non ci siano troppe dinamiche interne che portino ad altri scenari.