Il ritorno di Jacques Ducry (in lista per il Plr). Ma “io sono sono sempre lo stesso”

Il ritorno di Jacques Ducry (in lista per il Plr). Ma “io sono sono sempre lo stesso”

Gennaio 16, 2020 - 20:58
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Il consigliere comunale indipendente di Lugano Jacques Ducry sarà candidato il prossimo aprile sulle liste del Plr per il Consiglio comunale.  
Ducry era stato eletto quattro anni or sono sulle liste del Ps quale indipendente in Consiglio comunale. Alle scorse elezioni cantonali non si era ripresentato per il Gran Consiglio, dove era stato eletto nella passata legislatura anche qui fra le fila dei socialisti quale indipendente (lista in cui, era il 2015, era risultato il più votato in assoluto, come alle comunali del 2016 in Consiglio comunale). 
Ora, fatto salvo per sorprese dell'ultimo minuto durante l’assemblea del Plr, che dovrà approvare le liste, Ducry torna ad essere candidato per il Plr, partito in cui ha iniziato la sua esperienza politica, e per cui era stato granconsigliere dal 2003 al 2011.

Jacques Ducry, come mai ha deciso di ripresentarsi per il Consiglio comunale a Lugano in lista per il Plr?
Sono stato avvicinato anche da altri per una candidatura a Lugano, ma non era mia intenzione ripresentarmi. In Gran Consiglio ero un deputato indipendente, ma ho lavorato con il gruppo Ps. Oggi per me però è un capitolo chiuso. 
A livello comunale invece, dopo quanto è successo nella campagna elettorale di quattro anni fa, ho deciso, già in occasione della seduta costitutiva del Consiglio comunale, nel maggio del 2016, di dichiararmi indipendente a tutti gli effetti. Con il gruppo Ps a Lugano non ho mai lavorato e infatti non sono stato in nessuna commissione. Dunque a Lugano sto finendo un quadriennio formalmente da indipendente.
 
 
Come mai?
Per tutto quanto è successo nella campagna delle scorse comunali. Il partito per cui ero candidato aveva il ‘terrore’ che io riuscissi a battere l’uscente (Cristina Zanini Barzaghi, ndr). In realtà non avevo nessuna intenzione di battere l'uscente. La mia idea era, sulla linea di quanto fatto con Incontro Democratico, quella di creare un'area progressista che raggruppasse social democratici, 'radicali liberi’ e verdi. L'operazione in quanto lista, è andata in porto, ma la campagna è stata davvero una brutta esperienza.
 
 
Tornando al Plr, cosa l’ha convinta a candidarsi?
Il presidente della sezione di Lugano Guido Tognola, che non conoscevo, mi ha avvicinato in dicembre e abbiamo fatto un paio di lunghe chiacchierate. Mi ha proposto questa possibile candidatura, anche se a fine dicembre avevo deciso di non candidarmi.
 
Il suo nome è stato valutato anche per la lista Municipio?
Girava il mio nome anche per il Municipio.
 
Cosa è cambiato poi?
Ad inizio settimana ho avuto modo di ridiscutere con il presidente Guido Tognola. Per quanto riguarda il Municipio ovviamente, visti gli sviluppi, non se ne è più discusso. Per il Consiglio comunale mi sono fatto prendere dall’emotività, per così dire. Avendo avuto modo di conoscere Tognola mi è parso una persona fuori da alcune brutte logiche di una certa politica, di strategie, di carrierismi, ma con una determinata visione, come altri avevano nel partito anni fa. Mi è piaciuto il suo entusiasmo.
Per quanto mi riguarda la passione politica non mi è mai mancata. Non sono mai stato un carrierista e ho fatto scelte, oso dire, sempre coerenti. Non mi sono mai candidato per impedire a qualcun altro di farlo o impedire di essere eletto o eletta. Se posso portare i miei principi a beneficio della comunità e di un'attività politica positiva ben venga.
 
 
Lei aveva lasciato lasciato il Plrt perché si è spostato troppo a destra...
Se si fosse spostato a destra per scelte e strategie chiare, dopo un dibattito interno intelligente, come è sempre stato fatto, fra i "masoniani" e i "righettiani", decenni addietro, sarebbe stato un conto. Ma nel Plr non c'era più dibattito. Non c'era più nulla, solo un pragmatismo concernente alcuni carrieristi. Mi sono detto: ma io che ci sto a fare? 
 
 
Oggi vede la possibilità che si ritorni a un simile dibattito nel Plr?
Se sono in lista è merito di Guido Tognola e delle discussioni avute con lui. Mi sembra una persona di buona fede, a cui non torna in tasca nulla, anzi. Si impegna e voglio dagli una mano.
 
 
Per quanto riguarda la sinistra, non ha trovato invece quello che cercava?
No. A parte in alcune persone. Metto in primis fra le eccezioni Ivo Durisch, con cui ho lavorato in Gran Consiglio. 
In genere però ho trovato un idealismo troppo razionale, senza il lato emotivo ed empatico, passionale, eccezione fatta per alcuni giovani, come Fabrizio Sirica, Laura Riget e altri. Per me i rapporti umani sono fondamentali. 
Chiaramente poi il fatto che “l'ex Plr” abbia fatto il primo posto sulla lista per il Gran Consiglio è piaciuto a pochi. Questo ha condizionato anche la discussione in occasione di una mia possibile candidatura a Berna (alle federali del 2015, quando Ducry si era proposto quale candidato d’area della sinistra per il Consiglio degli Stati, ndr). Chi voleva che fossi un candidato per andare contro l'ala sinistra, l’ala sinistra, in particolare l'attuale consigliera agli Stati, che temeva io andassi in lista anche per il Nazionale e così via. Tutte cose che a mi hanno disgustato. In quel momento mi sono chiesto perché mettermi in lista. Per creare divisioni? “Arrangiatevi voi”, mi son detto. Il mio modo di essere non piace a tutti e a me non piace un altro modo di essere. 
 
Tornando a Lugano, come vede la presenza nella lista per il Municipio del Plr di Fabio Schnellmann, un esponente liberale "patriottico" e con posizioni anti-europeiste, ben lontane dalle sue sull’Europa?
Io sono un europeista, un laico e un libero pensatore. Schnellmann è un amico. Ha le sue posizioni, molto profilate e le rispetto. Io la penso in un modo, lui in un altro e gli altri sei in lista per il Municipio probabilmente ancora in un altro. La lista è di sette e ognuno interpreta un approccio. 
 
Quale vede più vicino alle sue posizioni?
Non conosco tutti bene. Conosco molto bene Giovanna Viscardi e Morena Ferrari Gamba, gli altri no.
 
A Lugano, per il Consiglio comunale, si candidano alcuni "ex" di peso della politica, come il già presidente cantonale e nazionale del Plr, nonché già consigliere nazionale Fulvio Pelli per il Plr, nel Ppd sembrerebbe Paolo Beltraminelli. Secondo lei è un’occasione persa per un rinnovamento, oppure avere esponenti di grande esperienza è positivo?
La mia generazione era diversa in politica. C'era meno carrierismo. Ora mi sembra che la generazione di mezzo sia cresciuta in modo un po' diverso. Io ho avuto gli esempi dei Righetti e dei Masoni, molto profilati sulle ali, ma c’erano anche “centristi” illuminati. Oggi non abbiamo molti esempi di quarantenni che emergono e ciò credo sia il motivo per cui le varie Commissioni cerca hanno cercato determinate figure. 
Credo ci voglia innanzitutto un buon mélange di empatia, passione e principi, e poi di esperienza e nuove generazioni. Io sono sempre stato vicino ai giovani. Vorrei vedere però più energie spontanee, senza che si pensi se convenga o meno, prima di prendere posizione. Io sono europeista, laico, libertario e libero pensatore. Si potrebbe dire che le ho addosso tutte per non essere eletto, ma io queste posizioni le ho espresse da quando avevo vent'anni e continuerò a farlo.
Fulvio Pelli in Ticino era un presidente un po' diverso, a Berna ha dovuto affrontare altre logiche. Però ha sempre parlato chiaro, anche creando contrasti polemici. Se venissi eletto con lui sarà interessante partecipare a un lavoro di legislativo comunale con i nostri rispettivi modi di essere. Ad ogni modo due “geronti” in lista non precludono agli altri di candidarsi!