Il ruolo di Bentancur a Bellinzona non crea un conflitto di interessi?

Il ruolo di Bentancur a Bellinzona non crea un conflitto di interessi?

Settembre 21, 2019 - 16:03
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Lo scorso mese di giugno, si è appreso che il manager uruguaiano Pablo Bentancur ha avviato una partnership con l’AC Bellinzona. Al momento, i rapporti tra Bentancur e il club granata dovrebbero fondarsi unicamente su una “collaborazione tecnica” (ovvero delle consulenze, per quel riguarda il calciomercato), tramite la quale, il noto procuratore si impegna a portare a Bellinzona alcuni calciatori, in particolar modo quelli da lui patrocinati.
 
Questo legame tra le due parti è stato anche confermato, in una puntata della trasmissione di Teleticino “Fuorigioco”, dal presidente dell’AC Bellinzona, Paolo Righetti, e dal responsabile marketing, Lalo Delcò.
 
La speranza della società di calcio in questione, è che, grazie a tale collaborazione, si possano creare le condizioni per far tornare la squadra - in breve tempo – nelle più alte categorie del calcio svizzero.
 
In fin dei conti, Bentancur non è che sia proprio l’ultimo arrivato, nel mondo del calcio. L’uruguaiano, infatti, è il procuratore – oltre che di Jonathan Sabbatini, del Lugano – di giocatori del calibro di Lucas Torreira (Arsenal), Nahitan Nandez (Cagliari) e Gaston Ramirez (Sampdoria).
 
In questi mesi, infatti, Bentancur è riuscito nell’intento di rafforzare la rosa granata, portando a Bellinzona gli uruguaiani Sergio Cortelezzi (dal Wil), Leonardo Melazzi (dal Rampla Juniors), Franco Martinez (dal Penarol) e Guillermo Padula (dal Mendrisio), e l’argentino Gonzalo Soto (svincolato).
 
Che l’AC Bellinzona faccia bene (calcisticamente parlando), oppure no, ad avvalersi di questo tipo di collaborazioni, non è oggetto di analisi di questo articolo. Non lo è, nemmeno, la biografia di Bentancur. In fin dei conti, il mondo del calcio è pieno sia di club che si affidano a procuratori, per la gestione del proprio calciomercato, sia di agenti con un curriculum vitae non propriamente irreprensibile.
 
Stringendo un forte legame tra un procuratore e una società di calcio, però, si fa anche nascere un punto interrogativo. Indipendentemente dal fatto che, il legame citato, sia de iure oppure de facto, l’agente di un calciatore potrebbe ricoprire un doppio ruolo, nel corso della gestione di un trasferimento. Infatti, se l’intermediario portasse un calciatore della propria scuderia, nella squadra con cui ha una collaborazione, rappresenterebbe tanto gli interessi del club, quanto quelli del giocatore.
 
Nel rappresentare questi duplici interessi, inoltre, un procuratore potrebbe farsi pagare una commissione sia dal club – per aver portato a buon fine l’acquisto di un giocatore – sia dal calciatore, per avergli fatto sottoscrivere un nuovo contratto.
 
Di seguito, quindi, un’ipotesi che, forse, non è nemmeno troppo azzardata.
 
Un certo procuratore, il quale ha degli ottimi contatti con la squadra A, riesce a concludere un accordo, per il trasferimento del calciatore 1 (della sua scuderia), alla squadra B, presso la quale ha un accordo di “collaborazione tecnica”. Il trasferimento avviene, dietro il pagamento del cartellino del giocatore, per un valore di 500'000 CHF.
 
La squadra A, forte dell’incasso di mezzo milione, affida al medesimo procuratore, la gestione della trattativa, per l’acquisto di un nuovo calciatore. Il procuratore – guarda caso – ha un proprio patrocinato, con le caratteristiche tecniche idonee. Questo secondo giocatore è tesserato nella squadra C, con cui il procuratore ha un’altra “collaborazione tecnica”.
 
Il procuratore è molto bravo, e riesce a portare a buona conclusione la compravendita. Il secondo calciatore si trasferisce dalla squadra C alla squadra A, la quale compra il cartellino, per 500'000 CHF.
 
Riassumendo, a muoversi sono sempre gli stessi 500'000 CHF, i quali generano non soltanto due trasferimenti, ma anche: una commissione, pagata dalla squadra A al procuratore, per la cessione del primo giocatore; una commissione, pagata dalla squadra B al procuratore, per l’acquisto del primo giocatore; una commissione, pagata dal primo giocatore al procuratore, per la stipulazione del nuovo contratto; una commissione, pagata dalla squadra C al procuratore, per la cessione del secondo giocatore; una commissione, pagata dalla squadra A al procuratore, per l’acquisto del secondo giocatore; una commissione, pagata dal secondo giocatore al procuratore, per la stipulazione del nuovo contratto.
 
In poche parole, queste “collaborazioni tecniche” rischiano di creare una confusione di ruoli, nel business del calcio. Inoltre, contribuiscono a dare ai procuratori un peso che – probabilmente – è eccessivamente influente, non solo nella vita di un calciatore, ma anche in quella di una società sportiva.
 
Forse, il Bellinzona potrebbe cercare altre vie – rispetto alla “collaborazione tecnica” con Bentancur – per rincorrere il sogno di tornare in Challenge League.