Il Servette e PornHub: dobbiamo indignarci?

Il Servette e PornHub: dobbiamo indignarci?

Novembre 09, 2019 - 08:12
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Le partite casalinghe del Servette non sembrano suscitare un grande interesse, almeno in termini di pubblico pagante. La media degli spettatori a partita, infatti, sembrerebbe essere di circa 7'000 persone. Pochino, per una squadra che occupa lo Stade de Genève, un impianto relativamente moderno - inaugurato nel 2003 - con una capienza di 31'084 posti a sedere.

 

Per cercare di attirare qualche tifoso in più, in vista della recente partita con lo Young Boys, la società ha pubblicizzato l'evento utilizzando un'immagine, presa da PornHub, noto sito pornografico.

 

La foto in questione è un fermo immagine, preso da un video che dovrebbe essere stato girato nel 2016, proprio nello stadio ginevrino, in occasione di una fiera erotica. Ecco quindi che, in casa Servette, hanno scoperto l'accostamento del logo del club, a una ragazza in mutande, inquadrata di spalle. 

 

L'operazione di marketing, però, ha suscitato un certo clamore e qualche accusa di sessismo. Tanto che il club di Super League ha dovuto dare alcune spiegazioni: "volevamo riderci su, ci scusiamo con le persone che abbiamo ferito", come riportano mattinonline.ch e calciomercato.com (sì, la questione è addirittura uscita dai confini nazionali).

 

Che utilizzare la pornografia, a scopi pubblicitari, non sia un espediente propriamente corretto - soprattutto verso le donne, ma anche verso quei ragazzi, di cui un club di calcio è formatore - è evidente. Che quanto fatto dal Servette sia scandaloso, però, è, perlomeno, un giudizio opinabile.

 

Certo, la pubblicizzazione della partita con lo Young Boys è stata fatta sfruttando un'immagine proveniente da PornHub. Questa foto, però, non mostra nulla in più di quel che possiamo vedere andando a fare il bagno in estate, guardando la televisione e video pubblicati su internet, su siti non pornografici.

 

Indignarsi, inoltre, appare eccessivo. Nel mondo del calcio ci sono altri problemi. Dai cori razzisti e alla violenza negli stadi; ai morti nella costruzione degli impianti, per i mondiali di Qatar 2022; sino al sostegno pubblico alla guerra in Siria, da parte dei calciatori della nazionale turca. In questo elenco ci sono solo questioni recenti e dal richiamo internazionale; quindi, la lista potrebbe essere molto più lunga.

 

Pier Paolo Pasolini, nella sua ultima intervista (rilasciata il giorno prima di morire), disse: "io penso che scandalizzarsi sia un diritto, essere scandalizzati un piacere e chi rifiuta il piacere di essere scandalizzato è un moralista, il cosiddetto moralista".

 

Per il caso del Servette e di PornHub, forse, "l'elogio" pasoliniano alla scandalo rappresenta un discorso eccessivamente ampio. Però, almeno imparare a non prendersi sempre troppo sul serio - valutando quel che richiede indignazione e quel che, invece, no - sarebbe un buon esercizio.