Il virus, Frankenstein e il panico

Il virus, Frankenstein e il panico

Marzo 11, 2020 - 11:50
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In questi giorni il coronavirus occupa sempre più i media, e si assiste ora anche a numerose prese di posizione, che spiegano ognuno cosa si potrebbe fare sul virus. Anche fra i medici vi è dibattito. Al presidente dell'ordine dei medici Franco Denti, che chiede auspicava una chiusura delle scuole e delle frontiere, hanno risposto con un articolo altri due medici: Franco Cavalli e Beppe Savary (vedi qui). Interessante quanto dicono sulla chiusura delle frontiere: il virus è già in Ticino, non è che lo blocchiamo chiudendo le frontiere. 
 
Tuttavia il "clima" in Ticino sembra stia diventando veramente caldo (e il surriscaldamento globale non centra), anche perché da parte di alcuni media si sentono toni sempre più "apocalittici" nel riferire delle nuove notizie sul coronavirus. Nelle prossime ore con tutta probabilità verranno annunciate misure più restrittive su scuole e dogane, anche se magari serviranno a poco (un servizio del Tg3 italiano mostrava chiaramente come a Roma, dove le scuole sono chiuse come in tutta Italia, i ragazzini si ritrovano allegramente in piazza, di certo non preoccupandosi molto del "social distancing"). E poi, a confermare un certo stato d'ansia, per non dire panico (che tuttavia non giustificano certi atteggiamenti), arrivano episodi come quello segnalato dall'aeroporto di Zurigo, con i passeggeri che "scippavano" con bottiglie di plastica il disinfettante posto nei distributori (vedi qui). 
 
Ma il mondo va avanti anche con il coronavirus. Negli Stati Uniti Joe Biden ha messo a segno un altra vittoria su Bernie Sanders (vedi qui). Ormai, a meno di ulteriori sorprese, sembra delinearsi lui come candidato democratico per sfidare Trump. Un mese fa forse in molti avrebbero detto che non aveva molte chance di batterlo, ma con un rischio di recessione economica, forse cambia tutto. 
 
Infatti quello che è certo e che il coronavirus ci creerà parecchi danni a livello economico. Quanto dipenderà dal fatto che diventi o meno una pandemia. Ieri il BAK dava, nella migliore delle ipotesi, un -0,2% di crescita del PIL in Svizzera nel 2020. In caso di pandemia globale invece, "la stagnazione è la migliore delle ipotesi" (vedi qui). Detto in altri termini, non è da escludere che si vada in recessione. 
 
Intanto 
 
Oggi, 11 marzo, ricorre fra le altre cose l'anniversario della prima pubblicazione del romanzo della scrittrice britannica Mary Shelley, "Frankenstein", incentrato sul mostro creato nel laboratorio del dottor Victor Frankenstein appunto. Un romanzo horror e di fantascienza, ma in cui molti hanno letto anche una critica alla modernità e un'anticipazione delle questioni di bioetica. Fino a che punto può spingersi il progresso della scienza? Senza voler scomodare le teorie "complottistiche" (ma neanche troppo, sembrerebbe, vedi qui) sulla creazione in laboratorio del coronavirus, sicuramente è un argomento che anche oggi ci interroga.