Impresari costruttori: "i soldi ci sono, è tempo di investire nell'edilizia pubblica"

Impresari costruttori: "i soldi ci sono, è tempo di investire nell'edilizia pubblica"

Maggio 16, 2019 - 14:19
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La Ssic tiene oggi la sua 102esima assemblea. I temi salienti sono stati presentati questa mattina.

Oggi a Castione la Ssic (Società svizzera impresari costruttori) Sezione Ticino, terrà la sua 102esima assemblea. Questa mattina a Bellinzona sono stati presentati alla stampa i temi salienti dell’ultimo anno di attività della Ssic che saranno al centro delle relazioni in occasione dell’assemblea annuale: l’attuale contesto economico nel settore delle costruzioni e le misure per mantenere anche in futuro un andamento favorevole, la lotta agli abusi nel settore, come pure l’impegno a favore della formazione.
Mauro Galli, presidente della Ssic Ticino ha voluto lanciare un appello, in particolare ai committenti pubblici (ma anche privati), affinché le offerte vadano valutate secondo il criterio prezzo/prestazione, ed evitare di prediligere sempre il prezzo più basso (che può portare con sé abusi o lacune nella realizzazione), sottolineando come sia nell’interesse, oltre che del committente, anche degli impresari “onesti” combattere la concorrenza sleale e il sottocosto.
Il Vicepresidente Ferdinando Santaniello ha presentato invece il progetto inerente l’ampliamento del Centro di formazione di Gordola, che nei prossimi anni conoscerà degli importanti ampliamenti.
A trattare il “tasto dolente” delle trattative sindacali è stato il membro dell’Ufficio presidenziale, nonché rappresentante nel Comitato centrale della SSIC a livello nazionale, Massimo Cereghetti. In particolare il rinnovo del contratto collettivo o di lavoro (CCL) in Ticino, che doveva essere, dopo la firma di quello nazionale, “poco più di una formalità”, si è trasformato “nell'ennesima corsa alla rivendicazione sindacale che ha quasi portato alla rinuncia ad avere un contratto cantonale”, spiega Cereghetti nel suo intervento. Eventualità, quella di una rinuncia al contratto, che non si esclude se ci dovesse ritrovare in una situazione analoga.
Il Direttore Nicola Bagnovini ha descritto l’attuale contesto congiunturale in cui gli associati della Ssic si trovano ad operare. In particolare, fra le richieste avanzate verso la politica, vi è quella di prepararsi ad alcuni segnali che vengono dal mercato, come ad esempio il forte aumento del tasso di abitazioni sfitte. Alla probabile contrazione del mercato privato gli impresari costruttori chiedono di rispondere con opere infrastrutturali e manutenzione di edifici pubblici al fine di mantenere l’occupazione. Soddisfazione è stata espressa per il messaggio per il credito quadro di 60 milioni per la progettazione di una quindicina di opere cantonali che necessitano ristrutturazioni, ampliamenti e costruzioni a nuovo. Si tratta però di un primo passo. A fronte di finanze cantonali sane, ha detto Bagnovini, “è tempo di investire nell’edilizia pubblica”. Per la Ssic bisognerà altresì impegnarsi affinché negli importanti investimenti pubblici previsti non prevalga il criterio del sottocosto.