In Italia si paga per andare a vivere nei Comuni spopolati

In Italia si paga per andare a vivere nei Comuni spopolati

Settembre 09, 2019 - 08:32
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La regione italiana del Molise paga le persone per trasferirsi nei piccoli centri con sempre meno abitanti. L'obiettivo è arginare il loro spopolamento

Lo spopolamento delle periferie, problematica nota anche nelle nostre valli, sembra aver assunto in Italia dimensioni preoccupanti, specialmente in alcune Regioni. Molti centri urbani, spesso anche centri storici di valore artistico o culturale, vedono il numero di abitanti diminuire costantemente, con il rischio di rimanere, fra qualche decennio, completamente abbandonati.
È il caso di numerosi centri della regione del Molise, dove, come riporta il Corriere della Sera, è stato messo in campo un "piano" per fermare l'emorragia di abitanti che affligge numerosi centri abitati. Come? Con un "reddito di residenza attiva”: 700 euro al mese per chi accetta di trasferirsi in uno dei 100 Comuni molisani (su 137) con meno di 2'000 abitanti. Il neo-abitante si impegna ad aprire un'attività in uno di questi piccoli centri per almeno 5 anni. Il problema infatti non riguarda solo il numero di abitanti, ma anche la progressiva chiusura delle attività commerciali (negozi, servizi vari, ecc.), che rende ancora meno attrattiva la residenza in uno di questi Comuni “in via di estinzione”. A Pizzone, in provincia di Isernia, ad esempio, sono rimasti solo 300 abitanti. L'ultimo esercizio commerciale rimasto è un bar, che funge anche da piccolo negozio di alimentari.
A copertura del "reddito di residenza attiva" è stato stanziato dalla Regione un fondo di un milione di euro, autorizzato dal Ministero dello sviluppo. Ora è tempo di selezionare le candidature al reddito di residenza.