Jelmini: "ci vuole la lista più forte possibile"

Jelmini: "ci vuole la lista più forte possibile"

Ottobre 17, 2018 - 13:42
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Il già presidente cantonale del Ppd, nonchè candidato al Consiglio di Stato nel 2011, Giovanni Jelmini, ha dato la sua disponibilità a candidarsi anche nel 2019 all'Esecutivo cantonale. Il motivo? Per passione politica e per dare un aiuto al partito, ci dice. Secondo Jelmini il seggio in Consiglio di Stato non è a rischio per il Ppd, ma è comunque opportuno presentare una lista forte...

Giovanni Jelmini, lei ha dato la sua disponibilità a candidarsi sulla lista del Consiglio di Stato per il Ppd. Come mai?
Ho dato la mia disponibilità innanzitutto perché la passione per la politica e per il proprio territorio non si cancella facilmente. Inoltre penso che la mia disponibilità possa dare un contributo al Partito popolare democratico in campagna elettorale, in questo momento di difficoltà.

In queste settimane sono circolati molti nomi. Sembrerebbe che la commissione cerca abbia deciso di non candidare alcuni profili che potrebbero essere elettoralmente "forti", come il suo o quello quello del procuratore pubblico Nicola Respini. Come se lo spiega? Si verso una lista di "accompagnamento"?
A questo non so rispondere. Sono invece sicuro che il Ppd debba fare tutto il possibile per presentare la lista più forte possibile. Più la lista è forte e più l'elettorato si mobilita.

Ritiene che il rischio di perdere il seggio in Consiglio di Stato sia concreto?
Non credo. Il Ppd ha ancora i numeri per mantenere il seggio in Consiglio di Stato. Non credo che questo sia a rischio.
Quello che il Ppd deve fare è però invertire la tendenza che lo vede perdere consensi. In vista delle prossime elezioni cantonali il rischio, questo sì, è quello di perdere uno o due seggi in Gran Consiglio. Non possiamo permettercelo.

Attualmente i nomi che dovrebbero, stando alle indiscrezioni, far parte della lista sono quelli dell'uscente Paolo Beltraminelli, del granconsigliere Raffaele De Rosa e di Michele Rossi. Di recente si sono aggiunti quelli del direttore di Ticino Turismo Elia Frapolli e dell'ex direttrice del Giornale del Popolo Alessandra Zumthor. Questa eventuale lista sarebbe una "lista forte"?
Non spetta a me valutare i nominativi presenti in lista. Nella lista dovrebbero però essere presenti persone con una certa forza elettorale, visibilità e esperienza. La lista nel suo complesso, al di la di De Rosa e Rossi, che hanno capacità, esperienza e competenza, dovrebbe forse presentare delle alternative, con persone con più visibilità, presenti ed elettoralmente capaci.

Ci vuole una “sfida interna”, come quella fra lei e Beltraminelli nel 2011 e fra Beltraminelli e Fabio Ragazzi nel 2015?
Nel mio periodo di presidenza ho sempre cercato di proporre la lista più forte che si poteva proporre. Penso di averlo fatto sia quattro anni fa, come otto anni fa, accettando senza remore e senza condizioni, anzi, di buon grado, la competizione con Paolo Beltraminelli, che poi ha vinto per una manciata di voti.