Jermini vuole "liberarsi dei politici che non ascoltano gli scienziati". Anche nel Ps?

Jermini vuole "liberarsi dei politici che non ascoltano gli scienziati". Anche nel Ps?

Marzo 11, 2020 - 16:37
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Jermini se la prende con i politici che non ascoltano gli "scienziati". Vale anche in casa socislista a Lugano, visto che il Ps sembrerebbe intenzionato a continuare con gli eventi?

 
L'ex consigliere comunale socialista di Lugano, nonché direttore del Laboratorio cantonale Marco Jermini sui social ha sparato a zero contro i politici che non ascoltano gli "scienziati" nell'adottare le misure contro il coronavirus. 
 
Siamo amici con Jermini, ma la sua "sparata" su Facebook ci lascia perplessi. Era necessario questo sfogo contro i politici cantonali (leggi i consiglieri di Stato) che non hanno optato per la chiusura delle frontiere e delle scuole (che alcuni "scienziati" avrebbero caldeggiato)?
 
Sicuramente Jermini ha il contatto diretto con il "suo" consigliere di Stato socialista Manuele Bertoli per formulargli, privatamente, le sue osservazioni e critiche. Probabilmente, visto il ruolo esercitato fino a prima di essere in procinto di andare in pensione, ha pure "canali diretti" con il consigliere di Stato, direttore del Dss, Raffaele De Rosa, sempre per formulare critiche ed osservazioni.
 
Forse per chi ha ricoperto cariche professionali di primo livello e un importante ruolo politico come Marco Jermini ha fatto, non è il caso di "incitare" via social alla rivolta contro i politici che non ascolterebbero sufficientemente gli “scienziati".
 
L'opinione pubblica è già abbastanza preoccupata e in parte angosciata che non abbisogna di ulteriori contrapposizioni sul modello italiano dove l'esperta di epidemiologia dell'ospedale Sacco di Milano litigava in tutti i talk show per giorni con l'epidemiologo Burioni.
 
 
 
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Una cosa è se la chiusura delle frontiere e delle scuole (comunali e non) la chiede la Lega (come infatti ha fatto la sua sezione di Lugano) o l'Udc. Per queste due formazioni politiche è una questione di coerenza con quello che hanno sempre rivendicato.
 
Un altra cosa è se a chiedere di mandare a casa i consiglieri di Stato è qualcuno come Jermini che milita in un partito come quello socialista, che di fatto è l'unico dei grandi partiti a Lugano ad organizzare eventi elettorali. 
 
L'Udc ha annullato la sua festa (prevista per il week end scorso, il 7 marzo) dei lavoratori. Il Ps di Lugano non ha ancora comunicato se annulla la sua Festa multietnica. 
 
Tre giorni fa, lunedì 9 marzo il Ps di Lugano aveva in programma un evento elettorale allo Studio Foce dal titolo "Donne pioniere e donneperledonne", e il lunedì 2 marzo (solo 10 giorni fa, ad emergenza coronavirus già inoltrata) sempre la sezione socialista di Lugano ha organizzato sempre allo Studio Foce un dibattito sulla mobilità con Mattea David, la liberale Karin Valenzano, il pipidino Michel Tricarico e il leghista Michele Foletti.
 
Visto che la media di età dei membri del Ps è ben superiore ai 60 anni e come abbiamo avuto modo di scrivere nella nostra rubrica Ultima Parola, i dati statistici ci dicono che è soprattutto (quasi esclusivamente) la fascia degli over 65 ad aver bisogno di terapia intensiva per il Coronavirus, prima di chiudere le frontiere, ma soprattutto le scuole, sarebbe da stare attenti agli eventi elettorali, ce di norma aggregano un pubblico anziano. Il Plr di Lugano, per primo ha annunciato già settimana scorsa l'annullamento di tutte le manifestazioni ed eventi in programma. Quello di Mendrisio altrettanto. 
 
Il Ps di Lugano, invece sembrerebbe intenzionato a proseguire con i propri eventi.
 
Marco Jermini oltre a voler scacciare i politici che non danno retta agli "Scienziati" vuole magari anche scacciare l'attuale gruppo dirigente del Ps di Lugano?
 
Intanto Franco Cavalli (che ci permettiamo di definire uno scienziato) e Beppe Savary hanno mandato ai media un articolo a nome del Forum Alternativo in cui espressamente scrivono che la chiusura delle frontiere è inopportuna e al massimo non vanno chiuse le scuole, ma solo quelle medio-superiori e quelle apprendistiche. Dunque mantenendo aperte le scuole dell'obbligo.