Jessica Bottinelli in partenza da Chiasso. "I Verdi hanno il vento in poppa"

Jessica Bottinelli in partenza da Chiasso. "I Verdi hanno il vento in poppa"

Ottobre 28, 2018 - 16:34
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Jessica Bottinelli, consigliera comunale di Chiasso, è una delle cinque coordinatrici dei Verdi del Ticino. Ieri, in occasione dell'assemblea dei delegati dei Verdi Svizzeri (vedi qui), tenutasi a Bellinzona, l'abbiamo intervistata su alcune tematiche di attualità, sullo stato di salute dei Verdi, anche al di fuori della Svizzera, e sulla politica comunale di Chiasso.

Jessica Bottinelli, i Verdi hanno annunciato che presenteranno una propria lista per il Consiglio di Stato e non correranno con il Partito socialista. Avete già i candidati per il Consiglio di Stato?
La ricerca è ancora in corso e stiamo chiudendo le ultime trattative. Abbiamo già due nomi sicuri che sono stati resi pubblici: c'è il coordinatore cantonale e consigliere comunale a Lugano Nicola Schoenenberger e il consigliere comunale di Bellinzona Marco Noi.

Ve la siete presa per la dichiarazione fatta dal Ps, in modo particolare dal consigliere di Stato Manuele Bertoli, che giocava sul voto utile e dunque invitava l'elettorato dei Verdi a votare la lista socialista piuttosto che quella verde?
Assolutamente. Ormai questa delle liste separate è storia vecchia. Già dal 2003 abbiamo la nostra lista. Una lista unica a nostro modo di vedere non s'ha da fare.  Inoltre su diversi temi, specialmente con il consigliere di Stato Manuele Bertoli, non siamo assolutamente allineati. Pensiamo al referendum dello scorso anno sulla riforma fiscale e al referendum che è stato adesso lanciato anche a livello federale in materia fiscale. Chi ha la sensibilità verde, ha a cuore l’ecologia, chi ha a cuore un certo tipo di fiscalità e chi ha cuore una società con l'uomo al centro voterà verde.

Non è certo dunque che invece per le nazionali arriverete a un'intesa con una congiunzione con il Ps?
Le nazionali sono lontane e le porte sono sempre aperte per le trattative e per le discussioni. Adesso abbiamo preso una decisione a livello cantonale. Il sistema di voto a livello federale è differente e anche questo va preso in considerazione.

Avete ospitato a Bellinzona l'assemblea dei delegati dei Verdi svizzeri. Fra i temi in discussione quale secondo lei è importante per la vostra futura campagna in Ticino?
Sicuramente l'iniziativa dei Giovani Verdi contro la dispersione degli insediamenti arriva al momento giusto. Si voterà in febbraio e sarà l’occasione per parlare di protezione del territorio, dell’agricoltura e di speculazione edilizia. Sono temi che sono cari ai Verdi svizzeri, ma ancora di più ai Verdi ticinesi. Basta guardarsi attorno per vedere come in questo Cantone non vi sia più un solo metro quadro libero di terra.
Vi sono poi i temi del traffico e quello della fiscalità, che ci stanno molto a cuore in questo momento.

A livello nazionale i Verdi sono rimasti più o meno sulle stesse posizioni in termini di risultati elettorali, anche per la nascita della nuova formazione di Verdi Liberali, che vi ha eroso una parte del vostro elettorato. In altre parti d’Europa, come visto nell'ultima elezione in Baviera, c'è stata invece a sorpresa una forte avanzata dei Grüne, che invece proprio in Germania venivano dati come un partito morente. Crede che le tematiche dei Verdi possano tornare centrali nella vita politica come lo sono state a fine anni ’90, sia in Svizzera come nel resto dell’Europa?
Assolutamente sì. Se pensiamo all'attualità recente, due giorni fa a Bellinzona, a fine ottobre, c’erano 30 gradi. Stiamo vivendo veramente un’emergenza e la gente se ne rende conto. A livello europeo i risultati dei Verdi sono più che incoraggianti.  Ma anche negli altri Cantoni svizzeri le ultime tornate di elezioni cantonali e comunali ci hanno visto in crescita ovunque. Quindi un certo ottimismo è sicuramente consentito averlo.

Qual è la posizione dei Verdi del Ticino su uno dei temi più sentiti, almeno a livello federale,  ovvero i rapporti fra la Svizzera e l'Unione europea?
È chiaro che per i ticinesi,  la nostra situazione, in primis a livello geografico, è molto diversa da quella dei nostri amici zurighesi.  Noi subiamo il problema del frontalierato in maniera molto più prorompente.  Di misure di accompagnamento si parla ormai da decenni, ma non sono mai state messe in atto delle misure vere e proprie a salvaguardia dei lavoratori in Ticino. Stiamo ancora aspettando che la nostra iniziativa accettata dal popolo, “Salviamo il lavoro in Ticino”, venga tradotta in una legge d’applicazione, che è attualmente ferma in commissione.
Per quanto riguarda l’Unione europea siamo critici. Questa è una Europa che guarda all’economia, non è un'Europa dei popoli, questo è un fatto innegabile.

Lei siede anche in Consiglio comunale a Chiasso.  Nelle ultime settimane si è parlato molto della polemica riguardante la municipale Roberta Pantani, in merito al suo scritto sul Mattino della Domenica inerente i due bambini adottati che facevano i chirichetti di Don Feliciani. Il suo collega di Consiglio comunale Marco Ferrazzini ha chiesto addirittura le dimissioni da vice sindaco della Pantani.  Lei condivide il fatto che la consigliera nazionale Roberta Pantani debba dimettersi dalla carica di vice sindaco e magari anche dal Municipio?
Sono tutti atti che spettano alla signora Pantani. Erano delle esternazioni scritte, non si può dire, come se fossero state delle dichiarazioni verbali, che uno si è fatto un po’ prendere la mano. Si è trattato di affermazioni scritte molto gravi. Ritengo che visto il ruolo che ricopre ci si debba chiedere se è ancora adeguata a ricoprire queste cariche. Si è trattato di dichiarazioni che sono andate a mio avviso al di là del consentito.

Chiasso negli ultimi 10-15 anni, a partire dal sindacato di Claudio Moro ha iniziato una fase in cui si è puntato molto sulla cultura.  Oggigiorno però anche Mendrisio, che è a pochi passi da voi, fa altrettanto. Non crede che questo creerà dei doppioni,  in una regione tutto sommato piccola come il Mendrisiotto e che tra l'altro ha vicino l’Italia, con a due passi Milano, una metropoli che fornisce un programma culturale di importanza europea? Si rischia di mettere in crisi il progetto culturale di Chiasso?
Viviamo in una realtà come ben dice che non è enorme.  È importante parlarsi, creare delle sinergie e non dei doppioni. Sicuramente ci saranno delle collaborazioni che si metteranno in atto fra i due municipi e i due dicasteri della cultura.  Credo che sempre di più nel futuro lavoreranno gomito a gomito per offrire un panorama variegato e per cercare di non pestarsi i piedi.
Va detto che Chiasso è una realtà che è già più consolidata, specialmente con il Max Museum, mentre Mendrisio, a cui faccio gli auguri, è tutto più nuovo e da scoprire.

Come Verdi quale priorità avete nella politica comunale di Chiasso?
Personalmente la battaglia che combatto a Chiasso da quando sono entrata in Consiglio comunale, quindi ormai quasi 11 anni fa, è la battaglia contro le plastiche e contro le stoviglie monouso. Finalmente sulle stoviglie monouso dopo una mozione presentata, l’ennesima, lo scorso gennaio siamo arrivati a qualcosa di concreto. L'anno prossimo dovrebbe partire un progetto pilota, che spero sarà approvato dal Consiglio comunale del prossimo dicembre, per avere finalmente anche a Chiasso le stoviglie multiuso in occasione di feste e eventi.  Questa secondo me era una questione veramente importante. In Svizzera interna e in Svizzera romanda quella delle stoviglie multiuso è una realtà completamente assodata da decenni. In Ticino ancora sembra la grande novità, ma siamo noi che siamo indietro di 20-30 anni. Era giusto portare avanti questo progetto fino alla fine.

Qual è il suo futuro politico personale?
Intraprenderò nuove strade e nuove vie oltre Gottardo e quindi dopo diversi anni di attività politica nel Consiglio comunale di Chiasso lascerò il posto a qualcun altro.

Lascerà  anche il posto di coordinatrice dei Verdi a livello cantonale?
L’appuntamento è per il 17 novembre a Massagno. Vi aspettiamo numerosi.