"Kulo di pietra 2". La vendetta. "Raouletto" è ancora in pista

"Kulo di pietra 2". La vendetta. "Raouletto" è ancora in pista

Gennaio 06, 2020 - 23:50

La definizione fu coniata negli anni '90, da Flavio Maspoli, allora direttore de "Il Mattino", per l'allora consigliere nazionale Werner Carobbio. Ma l'attaccamento alle "cadreghe", in casa socialista, non si ferma certo a Lumino. L'erede più "meritevole" abita le sponde del Ceresio...

Nei primi anni '90 Flavio Maspoli, allora direttore de "Il Mattino" (forse su ispirazione di Dario Robbiani, ma non lo sapremo mai), coniò il termine di "kulo di pietra", per il consigliere nazionale socialista Werner Carobbio. Il quindicinale "Il Diavolo" decise di prendere il termine in prestito e per quattro anni (1995-1999) produsse un'infinità di articoli per ricordare ai propri lettori l'attaccamento alla "cadrega" del consigliere nazionale di Lumino, tanto da rappresentarlo ogni settimana disegnandolo con un naso da Pinocchio. 
 
Il povero Werner Carobbio subì tutto ciò, nonostante accettò (probabilmente di mala voglia) di rinunciare a una propria ricandidatura solo sette anni dopo che si era costituito il nuovo Ps Ticino (infatti quest'ultimo è nato nell'autunno 1992).
 
Chissà come "Il Diavolo" oggi, se esistesse ancora, dovrebbe raffigurare e definire il buon Raoul Ghisletta, anche se è vero che non è stato 20 anni in Consiglio nazionale (anche perché in Consiglio nazionale non è mai riuscito a farsi eleggere, nonostante per ben cinque volte è stato candidato)? 
 
Raoul Ghisletta è riuscito a fare il consigliere comunale a Porza, poi nel Mendrisiotto, e infine a Lugano. Statutariamente il suoi bei 12 anni in Consiglio comunale li ha fatti e la “Magna Charta" dei socialisti prevede che tre legislature bastano. Ma Ghisletta è avvezzo alle deroghe. Infatti dopo essere entrato in Gran Consiglio nella seconda metà degli anni '90, come subentrante, c'è rimasto fino al 2011, poi ha fatto quattro anni di pausa e nel 2015, visto che tutti lo rimpiangevano, per la causa, si è ricandidato. Ma l'appetito vien mangiando e dunque nel 2019 si è ricandidato, nonostante al congresso elettorale di Manno i giovani di Giso (Gioventù socialista) avevano chiesto esplicitamente di non ricandidarlo. E dunque, deroga su deroga, si va avanti, incollati alla sedia (in questo caso del Parlamento cantonale). 
 
Ma come fa il futuro Legislativo di Lugano, che entrerà in carica nella Primavera del 2020, a privarsi della presenza di Raoul Ghisletta? Sicuramente dispiacerebbe molto al municipale leghista Lorenzo Quadri, che è molto affezionato, lui che proviene dai quindicinali satirici, a quel "Raouletto" che girava nel '92 per Piazza Riforma durante una manifestazione leghista (per chi non se lo ricorda "Raouletto" era un cartello che Maspoli e Bignasca misero sopra a un ignaro asino. Chi vuole può andare all'Archivio cantonale e risfogliarsi "Il Mattino" dell'epoca).
 
Ecco perché l'8 gennaio i socialisti si ritroveranno all'ordine del giorno la proposta di votare una deroga per la ricandidatura di Raoul Ghisletta al Consiglio comunale. Le sorti del Paese lo richiedono. 
 
La cosa interessante sarà vedere se l'8 gennaio l'esponente di spicco di Giso, Mattea David, seguirà la linea dettata dai suoi compagni di sezione giovanile in quel di Manno, meno di un anno fa, o se pragmaticamente farà finta di nulla e darà il suo avallo alla ricandidatura di Raoul Ghisletta.
 
Sicuramente Ghisletta potrà contare sul sostegno a una sua ricandidatura da parte di Sergio Roic, Alberto Leggeri e Aurelio Sargenti (non si va in lista al posto di Simona Buri a caso). Per il resto ci sarà qualche mugugno, ma alla fine sarà una lettera alla posta. Viva il rinnovamento (di cui Raoul Ghisletta era un sostenitore nel lontano 1995), anche se era in lista per il Consiglio nazionale nella lista ufficiale, dove arrivò ottavo. 
 
Ultimo quesito che ci poniamo è se l'ex consigliere comunale di Lugano, Nenad Stojanovic, che pubblicamente pochi mesi fa attaccò sui media la "cadreghite" di Ghisletta, questa volta preferirà stare in silenzio. 
 
Ma d'altronde chi volete che sia il futuro capogruppo socialista in Consiglio comunale? La scelta ricadrà fra Ghisletta e Sargenti.