La buona fede e la festa di Pinocchio

La buona fede e la festa di Pinocchio

Luglio 07, 2021 - 11:43
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Mercoledì 7 luglio. In questo giorno sono nati fra gli altri il compositore austriaco Gustav Mahler (1860), il cantante Ringo Star (1940) e il grande regista italiano Vittorio De Sica (1901).

Il 7 luglio del 1881, 140 anni fa, venne pubblicato per la prima volta nella sua versione finale il celebre libro “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi.

Non ci sta invece a passare come “pinocchio” il sindaco di Lugano Marco Borradori, che ieri nella seduta del consiglio comunale di Lugano ha risposto a nome dell’Esecutivo luganese alle domande poste negli atti parlamentari dei consiglieri comunali inerenti le vicende dello sgombero e della demolizione dell’ex Macello, nella notte dello scorso sabato 29 maggio. Niente di sostanzialmente nuovo è però emerso dalle risposte (visto che l’Esecutivo continua a far valere il silenzio motivato dall’inchiesta penale in corso), se non appunto, le lamentele del sindaco per la “buona fede” che a lui, su questa vicenda, viene, ha detto, negata. Ha criticato pure certi giornalisti e coloro che lo avrebbero già condannato prima che la giustizia faccia il suo corso (a noi non risulta, ma è pur vero che a Palazzo Civico nell’ultimo anno la comprensione della differenza fra accuse e domande non è il punto forte). Per quanto riguarda la discussione generale sulla vicenda, chiesta dal capogruppo socialista Zoppi, senza sorprese, è stata bocciata dalla maggioranza del Consiglio comunale, con solo Ps-FA-PC, Verdi, Più donne e MTL che si sono dichiarati favorevoli (33 contro 12, vista la tarda ora, erano rimasti solo in 45 su 60).

A livello nazionale, invece, “passata la festa, gabbato lo santo”: incassato il risultato del referendum sulla legge covid, il covid è tornato al centro dei solerti moniti di funzionari federali, esperti vari, media. Si è passati dall’obiettivo di quota di vaccinati del 60% all’80%, dal “liberi tutti” e agli annunci di riapertura generalizzati a nuovi “timori”, e, da un po’ di tempo misteriosamente silenti, sono tornati appunto gli esperti, anche se con nuovi volti: quello del economista comportamentale e un’anonimo famoso epidemiologo citato dal Blick. Entrambi in sostanza suggeriscono ora di punire (o discriminare) chi non si vaccina (senza per altro fare differenza, fra, ad esempio, personale sanitario o qualsiasi altra persona dai 12 anni in su, pare di capire). Pensavate davvero che fosse finita?