"La democrazia deve fare le regole, non la polizia"

"La democrazia deve fare le regole, non la polizia"

Novembre 19, 2018 - 15:16

La riforma della legge sulla poliza apre al controllo indiscriminato sulla popolazione.

In democrazia le regole deve farle la politica, non la polizia. Il legislatore deve dare i margini di azione a chi poi si occupa (per lavoro!) di usare il monopolio della violenza e del controllo. I poliziotti non devono quindi pretendere nuove regole, ma al massimo indicare alcuni problemi che vivono stando sul campo.
Se un parlamentare conosce bene il mondo della polizia, allora deve aiutare a fare le leggi migliori possibili. Deve però fare la legge dall’ottica dei cittadini, dei sani principi democratici, non come se fosse un membro della polizia che chiede sempre di più.
Giorgio Galusero, poliziotto (in pensione) e Gran consigliere, ha firmato il rapporto di maggioranza della riforma della legge sulla polizia. Purtroppo ha deciso di fare il legislatore a nome della polizia e non a nome dei cittadini. Il risultato: tutti i ticinesi hanno potuto la dura opposizione dell’ordine degli avvocati (non certo un manipolo di progressisti!). Esprimono preoccupazione vera, tangibile.
Non basta: dal rapporto di minoranza scopro che tutte e quattro autorità penali del canton Ticino hanno criticato il disegno di legge in una presa di posizione congiunta. Procuratore generale, Giudice dei provvedimenti coercitivi, Tribunale penale cantonale e Corte di appello e revisione penale. Non si è mai visto! Ora fatemi capire: veramente in questo disgraziato cantone Gobbi e Galusero stanno costruendo una legge di polizia con tutti gli operatori del diritto penale contrari?
Chi ha il diritto di girare con la pistola in mano e fermare i cittadini (ovvero: la polizia) deve agire in chiari limiti. Mentre Galusero, come ogni poliziotto, ha quell’istinto (forse persino comprensibile, ma non condivisibile) di voler “spostarsi un po’ più in là” rispetto alle regole di base che dicono quali sono i limiti di intervento della polizia.
Il legislatore ticinese non è solo Galusero, poliziotto. Il parlamento rappresenta tutta la popolazione. Tutti i cittadini meritano quindi di essere considerati quando si parla p.e.:

  • di controllo a casaccio della vita di chiunque su internet con strani algoritmi costruiti in America,
  • di possibilità di sbatterti dentro senza che hai fatto niente e nemmeno sei sospettato di qualcosa,
  • di limitare in senso paternalista diritti personalissimi di cittadine e cittadini minorenni.

Ora Galusero dice che la riforma dell’intera legge di polizia è fatta per beccare i pedofili. Chi di noi mette in dubbio che i pedofili vanno fermati? Nessuno! Ma come sappiamo: fai la leggina con la scusa dei pedofili e intanto ti compri il software dalla Silicon Valley per scandagliare la rete e controllare i fatti nostri. E con la scusa di voler far stare al fresco tre ubriaconi in giro a Robasacco, riaprono pure le pretoriali.
Galusero vuole mettere i localizzatori GPS sulle auto. Cosa non dice: che si può già fare tutto se c’è un sospetto, ci si mette d’accordo col procuratore. Ma Gobbi e Galusero non vogliono quei rompiballe dei procuratori in giro, e quindi vogliono mettere localizzatori GPS anche senza sospetto. A me, a te: con che criteri? Boh! Lo vedete che stan svaccando?
Tutta la riforma della legge di polizia è pensata per dare alla polizia strumenti di indagine e repressione senza dover sottostare ai requisiti garantiti dai diritti fondamentali. Si tratta di una riforma che inoltre contraddice la logica: “non sei ancora sospettato, quindi io ti faccio un controllo preventivo per essere sicuro che non diventerai un sospettato”. Cosa comodissima per spiare tutti gli oppositori politici come ai tempi della schedatura di massa.
La polizia potendo controllare indiscriminatamente su internet (e non solo) chi vuole quando vuole, senza che si possa chiedere di mostrare cosa sta registrando, ci potrà schedare tutti. Non si tratta di una giusta lotta alla pedofilia, qua si instaura lo Stato di polizia. Se non fai il bravo ti reprimo un po’, ma senza farlo diventare diritto penale eh, perché sennò avresti dei diritti.
 
Filippo Contarini, www.comitatodiberna.org