La diva che c'ha dato "senso"

La diva che c'ha dato "senso"

Maggio 31, 2021 - 18:11

Nasceva 100 anni fa Alida Valli, una delle più grandi attrici italiane. Nel corso della sua carriera ha lavorato Alfred Hitchcoc, Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci...

Il 31 maggio 1921, 100 anni fa, nasceva Alida Maria Altenburger von Marckenstein und Frauenberg, che tutti noi conosciamo con il suo nome d'arte Alida Valli, forse assieme alla grandissima Anna Magnani, la più grande attrice italiana del novecento e sicuramente, a differenza della Magnani, grande diva del cinema, pari, se non superiore, alle Lollobrigida e Loren.

Debutta sul grande schermo nel 1936, quindicenne, con "I due sergenti", due anni dopo l'inizio del successo con "Mille lire al mese" (la cui canzone presente nel film divenne un grande successo), e a 20 anni, nel 1941, Mario Soldati la vuole per il film "Piccolo mondo antico". 

Finita la seconda guerra mondiale, nel 1947 vola ad Hollywood per recitare in un film del grande maestro Alfred Hitchcock, "Il caso Paradine", con Gregory Peck protagonista. Due anni e, siamo nel 1949, recita a fianco del grande Orson Welles (reduce come regista da "Quarto Potere") in "Il terzo uomo" di Carol Reed, che vinse il "Grand Prix" come miglior film alla terza edizione del Festival di Cannes.

Basterebbe questo per dire che la Valli è stata una grandissima attrice, ma siamo solo agli inizi. Scappata da Hollywood per divergenze con le major, Alida Valli torna in Italia e a 33 anni è protagonista del capolavoro di Lucchino Visconti"Senso" (1954). Tre anni più tardi, nel 1957, lavora con il maestro del surrealismo italiano, Michelangelo Antonioni ne "Il grido" (che si aggiudicò il premio della critica al Festival di Locarno). Nello stesso anno lavora con un altro grande cineasta, come Gillo Pontecorvo in "La grande strada azzurra". Nel 1962, è protagonista nel secondo film di Franco Brusati "Il disordine". L'anno successivo lavora con il cineasta francese Claude Chabrol (regista molto amato dal critico Claudio G. Fava, già capostruttura di Raidue) in "Ofelia", nello stesso anno partecipa alla realizzazione de "L'uomo di carta". E poi lavorerà con Pier Paolo Pasolini, nel 1967 in "Edipo Re". Nel 1970 per il suo assistente nel "L'accattone", ovvero Bernardo Bertolucci,  interpreta "La strategia del ragno" e 6 anni più tardi il capolavoro per eccellenza di Bertolucci "Novecento". L'anno dopo, nel 1977, Alida Valli lavora con il fratello minore di Bernardo Bertolucci, Giuseppe, al suo esordio alla regia in "Berlinguer ti voglio bene", che segna anche l'esordio come attore e sceneggiatore di Roberto Benigni. Nello stesso anno l'attrice è nel cast di "Suspiria" capolavoro di Dario Argento che segue il successo di "Profondo rosso". La Valli continuerà nel 1981 con "La caduta degli angeli ribelli" (1981) di Marco Tullio Giordana, il "Lungo silenzio" (1993) di Margarethe von Trotta, per concludere la sua intensa attività di attrice nel 2000, alla vigilia del suo ottantesimo compleanno con un film di Giuseppe Bertolucci "L'amore probabilmente", che sarà anche l'ultimo film di Bertolucci.

Alida Valli, partita come attrice molto bella e affascinante, tanto da essere definita la "fidanzata degli italiani", in 70 anni ha lavorato con i più grandi cineasti, mostrando a tutti le sue doti recitative e la capacità interpretare ruoli e generi molto diversi.