La fattoria dei virus: da un internet per condividere a una rete per controllare

La fattoria dei virus: da un internet per condividere a una rete per controllare

Marzo 28, 2020 - 18:42
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Swisscom sta monitorando l'attività dei propri utenti - su richiesta delle autorità federali - con l'obiettivo di capire se il divieto di assembramenti di oltre cinque persone è rispettato. Questo divieto è una delle misure speciali per combattere la pandemia di Coronavirus, che il Consiglio federale ha varato lo scorso 21 marzo. 

La richiesta fatta a Swisscom di intaccare la privacy dei propri clienti è una misura che parrebbe eccezionale. Si dice che serva a controllare gli spostamenti della popolazione, in una fase delicatissima come quella attuale. Riflettendoci bene, però, la grande particolarità del mandato che ha ricevuto Swisscom è che sia stato erogato alla luce del sole; anzi, con una certa accettazione da parte di coloro che, per la compagnia telefonica sono utenti, mentre per la Confederazione sono cittadini. 

Che determinati dati vengano presi ed elaborati, infatti, non è una novità. Prima della pandemia - però - avveniva silenziosamente, come nel noto scandalo che ha colpito Cambridge Analytica, o per la targettizzazione dei clienti, operata da molte imprese commerciali. Un certo controllo esisteva anche prima dell'avvento dei Big Data, come dimostrato dall'emersione del nostrano Fischenaffäre (vedi qui).

L'elemento importante che ha portato la pandemia - o per meglio dire, la paura della pandemia - è la richiesta di essere controllati, da parte di una fetta della popolazione. Che ci siano delle regolamentazioni ad hoc, per la gestione dell'attuale contesto, potrebbe anche essere giusto. A far riflettere, però, è che queste misure non sono arrivate all'improvviso, come il Coronavirus, ma sono il frutto dell'evoluzione dell'utilizzo di internet e della gestione dei dati che tramite la rete vengono generati. Insomma, il COVID-19 ha forse rotto un argine - costituito da alcuni valori liberal-democratici, quali la libertà individuale e il diritto alla privacy - permettendo un forte indebolimento della resistenza a un utilizzo invasivo dei Big Data. Questa erosione, però, ha radici profonde; pertanto, anche una volta passata la pandemia, si rischia di non più tornare indietro. 

Uno dei rischi che sta correndo la società occidentale è che, una volta superata l'emergenza Coronavirus, possa risvegliarsi in una distopia. Un po' come nel film "Brazil", protagonista della prima puntata di questo speciale, "La fattoria dei virus" (vedi qui). In questa seconda puntata, invece, vi proponiamo uno speciale realizzato dal TG1 nel 2019, per ricordare il cinquantesimo anniversario del primo collegamento tra computer, avvenuto nel 1969, tra quattro università statunitensi. 

Con questa seconda puntata, "La fattoria dei virus" vorrebbe dare uno spunto di riflessione, volto a comprendere come è nato internet e soprattutto come è evoluto. In poche parole, uno stimolo a comprendere come si è arrivati alla commercializzazione di internet, per riuscire a immaginare come la rete potrà evolvere, tenendo presente le riflessioni abbozzate in questo articolo. 

Alla prossima puntata.