La fattoria dei virus: nel capitalismo della sorveglianza, i dati sono il nuovo capitale

La fattoria dei virus: nel capitalismo della sorveglianza, i dati sono il nuovo capitale

Marzo 29, 2020 - 19:35
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Questo nostro piccolo speciale - "La fattoria dei virus" - è stato inaugurato con una riflessione sull'influenza negativa che l'utilizzo dei Big Data e la paura della pandemia stanno avendo sulla privacy e la democrazia (vedi qui la prima puntata). Successivamente abbiamo cercato di capire se gli effetti delle misure restrittive, volte a combattere il COVID-19, potrebbero vivere più a lungo del Coronavirus. Per farlo, vi abbiamo proposto un documentario che cerca di spiegare  l'evoluzione di internet: dai suoi albori, sino all'utilizzo commerciale odierno, attraverso il tracciamento dei dati (vedi qui la seconda puntata). In questo terzo episodio, invece, l'obiettivo è quello di inquadrare l'evoluzione che il sistema produttivo ha avuto, modellandosi attorno alle opportunità date dalla digitalizzazione del vivere quotidiano: dalle attività economiche, sino al tempo libero. 

Se, nel capitalismo industriale, il capitale e la sua accumulazione erano al centro del sistema produttivo, oggi questo ruolo di centralità sembrerebbe essere assunto dai dati. Nel nostro mondo digitalizzato, infatti, i dati sono l'elemento da accumulare e, quindi, possono essere identificati come una sorta di nuovo capitale. Anche le dinamiche del marxiano sfruttamento parrebbero aver cambiato forma. Infatti, non sembrerebbe esserci più una netta distinzione tra proletariato e borghesia, ma nemmeno una marginalistica divisione del sistema produttivo in consumatori e produttori. In quella che viene spesso definita come platform economy, infatti, sono stravolte le nozioni di tempo di lavoro produttivo e di salario, rispetto a come queste categorie erano identificate nel capitalismo fordista. Il vero protagonista del sistema produttivo odierno, pertanto, è il prosumer (crasi dei termini inglesi producer e consumer), il quale contribuisce alla produzione (di dati, tramite le varie piattaforme utilizzate) con l'atto stesso di consumare.

In un sistema socio-produttivo modellato attorno ai prosumer e all'accumulazione di dati, i dominatori della scena sono quei pochi privati in possesso delle piattaforme di interesse pubblico: Facebook, Alphabet, Apple, Microsoft, Amazon, Uber, ecc. Il sistema produttivo, per esse autopoietico, necessita di controllare i produttori/consumatori e - attraverso l'analisi dei Big Data - sviluppare degli stimoli eteronomi. Una delle recenti definizioni di questo sistema produttivo è capitalismo della sorveglianza, come indicato da Shoshanna Zuboff, sociologa che insegna ad Harvard, nel suo saggio "Il capitalismo della sorveglianza. Il futuro dell'umanità nell'era dei nuovi poteri".

Quale spunto di approfondimento di questa tematica, vi proponiamo una video-recensione del saggio di Zuboff, curata da Corrado Augias (giornalista e scrittore), pubblicata dal canale Youtube di La Repubblica. 

Alla prossima puntata.