La "grande liberazione" della pandemia. Funerale al reggiseno?

La "grande liberazione" della pandemia. Funerale al reggiseno?

Luglio 14, 2020 - 19:38

Secondo il Guardian durante la pandemia molte donne hanno scoperto che il reggiseno è scomodo, addirittura una "tortura". Durerà la "grande liberazione" si chiede il giornale inglese?

“La morte del reggiseno: durerà la grande liberazione dalla lingerie dell’isolamento?”. È stato ripreso da diverse testate in tutto il mondo un articolo del Guardian che ha fatto parecchio parlare. Parla di reggiseni, ma si intravvedono implicazioni sociali e culturali non da poco.

Durante la pandemia, pare, molte donne hanno scoperto quanto sia più comodo non indossare un reggiseno (e con il ritorno alla vita normale quanto sia scomodo indossarlo).

La recente (in realtà ci sono già stati movimenti come “free the nipple” ecc. che avevano tematizzato l’argomento del seno libero) ondata di “liberazione da reggiseno” è partita, spiega il Guardian, da un tweet della giornalista americana Tomi Obaro, che ha raccolto 500mila "cuoricini", e che diceva: “Non vedo come il reggiseno possa tornare dopo tutto questo”. Da qui è partito il dibattito. In realtà, ricorda il Guardian, già da prima della pandemia vi erano state donne che avevano mostrato la loro insofferenza per l’accessorio di biancheria intima (fra le altre la modella Kate Moss e la cantante Rihanna). Il Guardian interpella pure una politica britannica, Emma Roddick, che spiega che durante il lockdown “mi ero abituata a non indossarlo per i primi due mesi e ora penso che lo butterò via”. Il dibattito è stato anche notato dall’industria produttrice di accessori di biancheria. “Credo che i reggiseni siano qui per restare", dice al Guardian Clare Turner, responsabile della pianificazione dei prodotti e delle forniture per il marchio di lingerie Bravissimo. "Abbiamo visto una crescita enorme" di reggiseni non con ferretto, ma con stili più confortevoli, dice. Non sarebbe un trend totalmente scatenato dalla pandemia. ”La gente vuole prendersi cura di se stessa e mettere sul proprio corpo cose che la facciano sentire bene, e questo è diventato più importante per molte persone rispetto al loro aspetto, o di pari importanza".

Il reggiseno come lo conosciamo oggi ha fatto la sua comparsa meno di 100 anni fa ed è diventato (perlomeno nel mondo Occidentale) come qualcosa di “obbligatorio”, spiega il Guardian. “Un reggiseno può aiutare ad alleviare il dolore tenendo il tessuto mammario in posizione", spiega al giornale Joanna Wakefield-Scurr, docente di biomeccanica all'Università di Portsmouth. Un altro degli argomenti riguardanti la salute a favore dell’accessorio è quello relativo ai possibili problemi alla schiena che potrebbe prevenire, anche se su questo, dice il Guardian, in realtà non esistono studi scientifici. Insomma, scrive  Il Guardian, “ci possono essere motivi di salute legittimi per indossare un reggiseno, come la riduzione del dolore al seno o alla schiena, e per alcune donne, i seni che pendono più in basso possono causare problemi alla pelle”. Ma “per molte donne è un problema estetico. Il seno, ci è stato detto per secoli, deve essere vivace e pieno (e i capezzoli non devono essere visibili). Anche se i reggiseni femministi di fine anni Sessanta erano in gran parte un mito, l'atto di abbandonare il reggiseno ha sempre avuto inevitabili connotazioni politiche - come, tediosamente, ogni scelta personale che una donna fa”.