"La libertà dei media è in pericolo anche in Svizzera"

"La libertà dei media è in pericolo anche in Svizzera"

Maggio 03, 2021 - 19:36
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Riceviamo e pubblichiamo. Comunicato stampa del sindacato Syndicom. 

Gli attacchi alla libertà di stampa, in Svizzera, arrivano da molte parti e da molti livelli diversi. In occasione della giornata internazionale della libertà di stampa, il sindacato dei media syndicom riassume gli attacchi e i vari pericoli in un grido d’avvertimento: aggressioni da parte di manifestanti, ostruzioni da parte della polizia, pregiudizi nelle procedure di diritto civile, ostacoli nelle ricerche provenienti dalla legge sulle misure di polizia. Combinati ai massicci tagli di posti di lavoro nelle redazioni e all’incertezza delle prospettive professionali dei lavoratori dei media, eccoci di fronte al nefasto mix che sta erodendo la libertà dei media così come la conosciamo.
 

Durante la manifestazione d’opposizione alle misura di lotta contro la diffusione del Coronavirus di Liestal, il 20 marzo scorso, due operatori dei media sono stati pesantemente minacciati dagli attivisti. Il 1° maggio, a Zurigo, dei rappresentanti dei media sono stati ostacolati nel loro lavoro dalla polizia. Un giornalista è stato persino trattenuto e deriso, pur avendo mostrato la sua tessera stampa. Gli attacchi e le minacce contro i professionisti dei media devono essere puniti. La polizia non può ostacolare i giornalisti nel proprio loro lavoro.

Legislazione problematica

L’avversità minaccia anche dal punto di vista legislativo. Un emendamento al codice di procedura civile, inteso a promuovere pre-censura e imbavagliamento, è in preparazione. Una maggioranza della commissione del Consiglio degli Stati vorrebbe facilitare delle misure “superprovvisorie”, che permetterebbero agli attori più importanti di impedire a priori la pubblicazione di articoli critici. Se l’emendamento verrà approvato dal Consiglio degli Stati, in giugno, impedirà le indagini e l'esposizione dei disfunzionamenti nell’economia, nel governo e nella società. La prospettiva di costose cause giudiziarie fungerà da deterrente alla divulgazione di tali informazioni. Di conseguenza, la stampa non sarà più in grado di svolgere il suo ruolo di "cane da guardia della democrazia". syndicom invita i parlamentari a non facilitare l'intimidazione giudiziaria dei media e a respingere l'emendamento all'articolo 266 (Codice di procedura civile (CPC), Misure nei confronti dei mass media).

La legge sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo, sulla quale il popolo sarà chiamato ad  esprimersi il 13 giugno prossimo, rappresenta un'ulteriore minaccia. Congiuntamente alle organizzazioni per le difesa dei diritti umani, come la Sezione svizzera di Amnesty International, i sindacati rifiutano questo progetto di legge. Con misure di polizia discutibili dal punto di vista dello stato di diritto, questa legge permetterebbe la creazione di nuovi strumenti che porterebbero a ingiustizie e arbitrarietà. Persino il lavoro di ricerca giornalistica verrebbe reso più difficile.

I tagli di posti di lavoro indeboliscono il giornalismo

La terza minaccia viene dall'interno. I massicci tagli di posti di lavoro nei gruppi editoriali svizzeri indeboliscono le risorse giornalistiche. La diversità dei media si riduce sempre di più. Nuovi progetti d’informazione, alternativi, tentano di occupare i vuoti che si creano nel paesaggio mediatico. Ma hanno bisogno di risorse finanziarie per sopravvivere accanto alle case editrici affermate e finanziariamente potenti. Il sostegno dei media online deciso dal Consiglio federale è destinato a  fornire un sostegno speciale proprio a queste nuovi piccoli progetti. Senza questo sostegno, le tendenze oligopolistiche alle quali è esposto il paesaggio mediatico svizzero rischiano di sfuggire completamente di mano.