La macchina sostituirà l'uomo? Non può (e non deve). Il convegno di IBSA a Lugano

La macchina sostituirà l'uomo? Non può (e non deve). Il convegno di IBSA a Lugano

Ottobre 10, 2019 - 16:29
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Giornata dedicata all'intelligenza artificiale e alla farmaceutica ieri a Lugano. Il convegno organizzato dalla Fondazione IBSA ha visto la partecipazione di numerosi esperti del settore e si è provato a rispondere alla domanda: le macchine prenderanno il nostro posto?

Intelligenza artificiale e farmaci, quale futuro si delinea in campo medico grazie all’avvento  delle “macchine intelligenti”? Ieri al Lac di Lugano se ne è parlato in un convegno organizzato dalla Fondazione IBSA, in collaborazione con Andrea Danani, dell’Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale, e da Farma Industria Ticino (l’associazione che rappresenta il settore farmaceutico ticinese).
La giornata dedicata a questo argomento ha visto nel pomeriggio la presenza di numerosi studiosi internazionali, che hanno esposto i miglioramenti che potrà apportare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel campo farmaceutico. Fra di loro Jürgen Schmidhuber, condirettore dell’IDSIA e fra i “padri “delle reti neurali e del  Deep learning, Alessandro Curioni, direttore dei laboratori di ricerca IBM a Zurigo , Ed Griffen, co-fondatore della MedChemica Ltd., azienda britannica specializzata nell’uso dell’intelligenza artificiale per la progettazione di farmaci. 
Alla sera invece a discutere più in generale sul tema dell’intelligenza artificiale, in una conferenza dedicata ad un pubblico più ampio, sono stati Francesco Morace, sociologo, presidente del Future Concept Lab, specializzato sugli scenari relativi all’introduzione delle nuove tecnologie, Damiano Costa, docente di filosofia all’Usi e vicedirettore dell'Istituto di Studi Filosofici di Lugano e il direttore dei laboratori di ricerca IBM Alessandro Curioni, moderati dal giornalista Damiano Realini. 
Il tema dell’incontro ha preso spunto proprio da un libro scritto da Morace, “Futuro + Umano - Quello che l’intelligenza artificiale non potrà mai darci” (Egea, 2018), con l’intento di indagare quanto l’intelligenza artificiale potrà cambiare le nostre vite, non mancando di affrontare anche gli aspetti problematici, come può essere quello della sostituzione dell’uomo con la macchia.
Su questo punto i relatori hanno concordato sul fatto che la macchina non sostituirà l’uomo. Anzi, secondo il sociologo italiano l’intelligenza artificiale ci farà apprezzare di più le nostre caratteristiche umane: l’empatia, la capacità di porsi delle domande, o comprendere il significato delle cose e dei concetti gli ha fatto eco Costa. Tutte cose che una macchina non può fare. 
Quello che le macchine possono fare, ha spiegato Curioni, è ottimizzare  i processi, migliorando la capacità di analisi e di raccolta dei dati, garantendo maggiore velocità e completezza dell’informazione. “Ci sono alcune cose in cui gli umani non sono perfetti”, ha osservato Curioni. “Lo scopo dell’intelligenza artificiale non è riprodurre l’essere umano, ma compensare i nostri difetti”. E alla fine, in cima alla “catena di comando” ci sarà sempre l’essere umano. Le macchine non possono (e non devono) prendere le decisioni al posto dell’uomo.