La Nuova UE, a data da definirsi...

La Nuova UE, a data da definirsi...

Luglio 30, 2020 - 18:11

È vero, ci si è messo il covid di mezzo. Ma non è che ora, perché ci sia la pandemia, che si debba abbandonare qualsiasi progettualità e lasciarsi andare all’eterna incertezza di quale numero ci regalerà il bollettino dei contagi del giorno, della settimana o del mese prossimo.

Era partita bene, sulla carta, Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea che lo scorso anno ha preso il posto di Jean-Claude Juncker (in ogni caso a fare meglio di quest’ultimo non è impresa colossale).

La scorsa estate presentava (o meglio, la stampa riportava), il suo piano per il futuro dell’Unione, articolato in quattro “pilastri”. Ora, forse (“non dire gatto se non ce l'hai nel sacco”, il Parlamento europeo deve ancora votare) porterà a casa il “Ricovery fund", ma per i suoi “pilastri” per ora non si vedono passi avanti.

Saranno anch’essi l’ennesima “bella riforma” dell’Unione europea, che però rimarrà lettera morta? Staremo a vedere…

25 agosto 2019

 

Ursula von der Leyen sarebbe già al lavoro per cambiare sostanzialmente i punti cardini dell'Ue. La prossima presidente della Commissione europea, carica in passato ricoperta da personaggi come Romano Prodi e Jacques Delors, stando al giornale economico Financial Times, avrebbe elaborato un documento di 173 pagine per il programma quinquennale per il "Governo" dell'Ue.

Fondamentalmente sono 4 i pilastri su cui la von der Leyen si concentrebbe nel prossimo quinquennio.

Primo. Dotarsi di un quadro legislativo semplificato per essere più reattivi nella guerra commerciale e di dazi che Trump persegue. Secondo. Di controcanto, introdurre regole più stringenti per le gare d'appalto europee per le aziende cinesi che beneficiano di importanti sussidi in patria.

Terzo. Creare un'assicurazione per la disoccupazione su scala europea. Se questa misura fosse veramente realizzata, sarebbe un importante cambiamento di paradigma per l'Ue, trasformandola in una fornitrice di prestazioni sociali, mettendo le basi per un walfare a livello continentale.

Quarto. Dar vita ad un fondo sovrano dell'Ue, sulla falsa riga di quello cinese (China Investment Corp). Questo è sicuramente il progetto più importante, ma anche più controverso per Ursula von der Leyen. L'intenzione, stando sempre alle indiscrezioni della testata britannica, sarebbe quella di creare un "European Future Fund" (questo il possibile nome del fondo sovrano dell'Ue), dotato di almeno 100 miliardi di euro, raccolti fra soggetti privati e pubblici  dell'Ue , per investire direttamente nel capitale delle imprese europee. L'obiettivo è quello di creare quei "campioni" europei (colossi aziendali) in grado di essere competitivi in alcuni settori, primo fra tutti quello digitale e che siano in grado di far concorrenza al cosidetto "BAT" cinese (Baidu, Alibaba, Tencent) e al cosidetto "GAFA" statunitense (ossia Google, Apple, Facebook,Amazon).

L'idea di  un European Future Fund piace molto a Macron e alla Merkel (e non è un caso che la Siemens tedesca e la francese Alstom vogliano unire i rispettivi settori ferroviari, creando un "campione europeo" in ambito di treni e affini, anche se per il momento hanno ricevuto uno stop dalla commissaria Ue per la concorrenza Margrethe Vestager).

Staremo a vedere se Ursula von der Leyen riuscirà nei suoi intenti, o se come per la "Carta costituente europea" (affossata dal francese Laurent Fabius), "l'Agenda digitale europea di Lisbona" e tante altre importanti riforme comunitarie, rimarrà solo il documento, ma niente di più.