La pandemia, la guerra e l’uso delle parole

La pandemia, la guerra e l’uso delle parole

Gennaio 23, 2021 - 10:07
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Ormai da circa un anno, il nostro mondo è confrontato con la COVID-19. Da più parti, gli sforzi per contrastare la pandemia sono stati definita una guerra: lo hanno fatto i media, la politica, i professionisti della sanità e la gente comune. Di questa metafora bellica ha parlato lo storico Alessandro Barbero, protagonista di questa puntata di Rewind. Sull’accostamento tra guerra e pandemia (a partire dal minuto 12:45 del video) Barbero porta una riflessione interessante. Da un lato, lo storico ritiene che per medici e infermieri sia giustificato parlare di guerra, in quanto “gli vengono richiesti degli sforzi enormi, senza niente di paragonabile a quella che è la vita normale”. Dall’altro, però, evidenzia come sia allarmante il fatto che a parlare di guerra sia anche la politica. Secondo Barbero, infatti, spiega che “la guerra è il momento in cui un governo ha il diritto di sospendere la libertà d’informazione”, ma anche il momento in cui – in tutta la storia dell’umanità – milioni di persone venivano costrette a mettere la divisa e ad andare in un luogo nel quale si poteva essere uccisi. In generale, l’utilizzo delle parole andrebbe sempre ponderato, anche se sembrerebbe una cosa passata di moda.

TM