La pirateria è dura a morire

La pirateria è dura a morire

Dicembre 02, 2018 - 12:37

Nonostante se ne parli meno rispetto a qualche anno fa, la pirateria digitale rimane un fenomeno costante.

Nonostante l'aumento delle offerte di musica in formato digitale e l'abbassamento dei prezzi, la pirateria digitale è dura a morire. Lo conferma un rapporto della International Federation of the Phonographic Industry, secondo cui nel settore della musica si registra un livello stabile di violazione del copyright. Secondo lo studio il fenomeno riguarda il 38% degli utilizzatori. La forma più comune di violazione del copyright è il cosidetto stream-ripping (32%), ovvero la pratica, attraverso semplici siti web, di registrare l'audio da un video caricato ad esempio su Youtube. Al secondo posto c'è il peer to peer, ovvero la condivisione dei file tramite software. In terza posizione c'è l'acquisizione di file trovati tramite motori di ricerca.
“La pirateria musicale è scomparsa dai media negli anni scorsi ma di sicuro non è un fenomeno passato – ha detto al Guardian David Price, uno degli autori del rapporto -. Le persone amano ancora le cose gratis, quindi non ci sorprende che molte lo facciano. Ed è relativamente facile piratare la musica”.