La Pulce rimane a Barcellona, imprigionata in una gabbia da 700 milioni

La Pulce rimane a Barcellona, imprigionata in una gabbia da 700 milioni

Agosto 29, 2020 - 14:54
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Lionel Messi - forse il calciatore in attività più forte del mondo - potrebbe lasciare il Barcellona, dopo una ventennale carriera in blaugrana, spesa tra settore giovanile, squadra B e prima squadra. Quello di Messi sarebbe sicuramente il trasferimento più importante del prossimo calciomercato, tanto in termini economici, quanto dal punto di vista mediatico.

Far cambiare casacca alla Pulce, però, non è un'operazione semplice. Innanzitutto per via della clausola di rescissione presente nel contratto che lega Messi al Barcellona, la quale dovrebbe essere di 700 milioni di euro. Probabilmente, una cifra simile non è sostenibile per nessuna società calcistica al mondo, soprattutto in tempi di COVID-19. Gli stadi chiusi al pubblico, infatti, incidono negativamente sui ricavi di in club. I legali di Messi pare siano al lavoro per far svincolare il giocatore, in virtù di una clausola contrattuale che permetterebbe all'attaccante argentino di rescindere unilateralmente il proprio rapporto di lavoro con il Barcellona. Secondo i principali giornali sportivi italiani e spagnoli, però, Messi e il suo entourage avrebbero dovuto far valere questa clausola entro il 31 maggio. La COVID-19 ha ritardato il termine della scorsa stagione calcistica, ma non ha automaticamente prolungato le scadenze contrattuali. 

Chi vuole comprare Messi, quindi, deve innanzitutto dare al Barcellona 700 milioni di euro. A questa cifra si aggiunge lo stipendio del calciatore che, secondo Forbes, sarebbe di circa 75 milioni di euro l'anno (43 milioni di euro di base fissa, più vari bonus legati ai risultati sportivi), il quale andrebbero a gravare sul monte ingaggi di qualsiasi club. Infine, è molto probabile che anche i vari intermediari coinvolti nell'operazione che potrebbe portare Messi lontano dal Barcellona, richiederanno una percentuale. Insomma, le cifre per far muovere Messi sono proibitive. Si pensi che, ad oggi, il trasferimento più costoso della storia del calcio è stato quello di Neymar - dal Barcellona al Paris Saint Germain - per 222 milioni di euro. La somma è meno del triplo, rispetto alla clausola rescissoria presente nel contratto di Messi.

Il fenomeno argentino può anche essere stufo della sua squadra, deluso dai recenti risultati sul campo e voglioso di provare una nuova avventura. Senza il consenso del Barcellona - che potrebbe anche decidere di vendere Messi a una cifra molto inferiore a 700 milioni di euro - la Pulce è bloccata nella sua gabbia blaugrana. Da un lato, la dirigenza del Barcellona è consapevole del fatto il contratto di Messi scade il 30.06.2021 e che, quindi, al termine della prossima stagione il giocatore sarebbe libero di cambiare club. In quest'ottica, sarebbe meglio incassare un centinaio di milioni oggi, piuttosto che nulla fra meno di un anno. Dall'altro lato, però, diventare il presidente del Barcellona che ha venduto Messi, renderebbe altamente impopolari. Considerando che il presidente del club, Josep Bartomeu, è un semplice socio con il mandato in scadenza, l'impopolarità potrebbe portarlo a non essere confermato.

Peseranno di più il bilancio - e quindi accettando una cifra inferiore a quella della clausola da 700 milioni - oppure la poltrona di Bartomeu, e quindi evitare lo smacco di vendere Messi? Secondo il modesto parere di chi scrive, nessuno si assumerà la responsabilità di vendere Messi, il quale potrebbe cambiare squadra l'estate prossima, a parametro zero. Da interista, si spera di sbagliare.

 

TM