La sinistra dovrebbe "sparire dal mondo del visibile"?

La sinistra dovrebbe "sparire dal mondo del visibile"?

La sinistra dovrebbe "sparire dal mondo del visibile"?

Agosto 05, 2019 - 18:05
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Lo scorso mese di aprile, alle recenti Elezioni cantonali, la sinistra ha potuto festeggiare una vittoria storica. Il Partito Socialista (PS) non solo ha mantenuto il proprio seggio in Consiglio di Stato - dato come traballante anche dal presidente Igor Righini - ma ha anche confermato i 13 seggi in Gran Consiglio. Analoga sorte anche per I Verdi, capaci di tenere i propri 6 seggi in Parlamento, nonostante le defezioni dalle proprie fila. Tra i fuggiaschi dal partito ecologista, la deputata Tamara Merlo che - con la nuova formazione politica "Più donne" - è riuscita a ottenere 2 seggi. Come sottolineato da Ticinotoday lo scorso 8 aprile, però, il risultato più importante è stato ottenuto dalla sinistra radicale, la quale ha stra-vinto portando a casa 3 seggi sotto la bandiera del Movimento per il Socialismo (MpS) e 2 seggi sotto quella del Partito Comunista (PC). 
 
Forte dei risultati recentemente ottenuti, la sinistra ha deciso di unire le proprie forze alle prossime Elezioni federali, con l'intento di riconquistare un secondo seggio al Consiglio nazionale. Un'alleanza tra I Verdi, PC e il Forum Alternativo di Franco Cavalli, infatti, ha dato vita alla lista "Verdi e sinistra alternativa" (congiunta alla lista del PS), unione a cui non ha però preso parte l'MpS del votatissimo Matteo Pronzini. Insomma, qualcuno penserà che - finalmente - l'area progressista ha deciso di fare fronte (quasi) comune, lavorando più su quel che unisce le varie organizzazioni politiche, piuttosto che su quanto divide. Addirittura - in una notte d'estate a Zurigo - Greta Gysin ha deciso di tornare in Ticino (forse per dare una mano a qualche operaio in difficoltà), candidandosi sia al Consiglio nazionale che al Consiglio degli Stati. 
 
La strategia dei "tanti cuori una capanna", però, potrebbe non essere quella vincente. Alla luce dei risultati delle Elezioni cantonali, durante le quali ognuno ha deciso di correre per conto proprio, non può che venire in mente l'imitazione di Fausto Bertinotti (già Segretario del Partito della Rifondazione Comunista e Presidente della Camera dei deputati, in Italia), fatta da Corrado Guzzanti: "dividiamoci, anche se la pensiamo - tutto sommato - allo stesso modo", diceva il comico in un suo spettacolo non più proprio recente. L'obiettivo dichiarato del Bertinotti/Guzzanti non era quello di "sparire dalla scena politica", ma addirittura "dal mondo del visibile", creando "microscopici partiti comunisti, indistinguibili l'uno dall'altro". 
 
Se le Elezioni federali dovessero andare bene alla sinistra, allora sarà giunto il momento di chiedere a Guzzanti di aggiornare la propria satira. Se, invece, il raddoppio del seggio progressista non dovesse essere raggiunto, potremmo vedere Cavalli, Ay e la Gysin correre nel cuore della notte, suonando i campanelli e urlando "la rivoluzione non dorme mai".