La sinistra silente sulle manifestazioni molinare. Spot elettorale a Mendrisio

La sinistra silente sulle manifestazioni molinare. Spot elettorale a Mendrisio

Novembre 02, 2020 - 00:05
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Qualcuno ha intenzione di spiegare come mai le misure anti-covid per le sedute di Gran Consiglio ora non vanno più bene? Silenzio della sinistra sulla manifestazione dei "molinari"...

L'abbiamo già scritto nel precedente “Schegge" (vedi qui), ma quanto è costato adibire la sala del Gran Consiglio con le "misure anticovid" (plexiglass e tutto il resto, ovviamente per mandato diretto, niente concorso, con la scusa dell’urgenza)? E quanto costerà adibire il Mercato coperto di Mendrisio per fare le due sedute di novembre (ovviamente anche qui niente concorso ma mandati diretti, ah questa urgenza...Eventmore ringrazia)?

Anche "l'interpellante per eccellenza", alias Matteo Pronzini, sorvola sulla questione.

Ma correggeteci se sbagliamo. L'adeguamento della Sala del Gran Consiglio con le misure anticovid non va più bene? Valutazioni errate? Si immaginava (come dichiarato a maggio 2020 dal membro del task force nazionale Tanner) che non ci sarebbe stata nessuna seconda ondata? Ma in quel caso allora perché spendere soldi per il plexiglass e accessori vari?

Probabilmente la risposta è che si voleva trasferire alcune sedute del Gran Consiglio a Mendrisio, città in cui è municipale il leghista presidente del Parlamento Daniele Caverzasio, un po' come spot elettorale per le elezioni comunali. Intanto il Mattino di Lorenzo Quadri, molto bravo a fare il castigatore dei politici, ieri non aveva nulla da dire su questa immensa castroneria.... Sarà che se è un leghista ad avere la brillante idea di aumentare inutilmente i costi, il Mattino della Domenica sorvola.... .

 

 

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Silenzio assordante a sinistra sulla manifestazione di sabato da parte dei molinari a Lugano.

Negli ultimi mesi la sinistra in Ticino, come nel resto d’Europa, si è mostrata molto "fobica" sul coronavirus, schierandosi in prima fila a sostegno dei vari lockdown e provvedimenti restrittivi....

Dunque è chiaro che la sinistra non vuole manifestazioni, proteste o quant'altro (in questa fase di coronavirus, ma forse non solo).

Il Csoa, centro sociale occupato autogestito "Il Molino”, è una piccola parte della sinistra cantonale, che piaccia o non piaccia, e ha "osato" scendere in Piazza, per di più per criticare i provvedimenti "liberticidi" delle misure anti-covid.

La sinistra istituzionale spesso si è schierata a sostegno dei molinari, mentre questa volta il silenzio è stato assordante.

Noi, nel nostro piccolo, sosteniamo il diritto di manifestare da parte dei molinari, come di chiunque altro, ribadendo ovviamente in modo chiaro e netto che le "testate" e le aggressioni fisiche a terzi (che siano giornalisti o meno) devono essere evitate e non possono essere tollerate.

Ma è evidente che a sinistra si inizia a vedere qualche netta spaccattura, non per forza fra l'ala estrema e quella moderata, ma fra chi pensa che il primato essenziale sia difendere la vita di alcuni (molto spesso ultraottantenni) e chi vuole esercitare i diritti costituzionali e ha un "target" più giovanile.

Ma non si capisce bene perché i sindacati a Berna possano fare manifestazioni (lo stesso giorno) per rivendicare salari più alti al personale sanitario e altri non possono (o non potrebbero) manifestare.

Il covid è una bella occasione per togliere ogni elemento sostanziale al concetto di democrazia e mantenere questa parola svuotata da tutti i contenuti, in modo sterile, solo come semplice "forma".