La Svizzera ha sottovalutato la 'ndrangheta?

La Svizzera ha sottovalutato la 'ndrangheta?

Luglio 21, 2020 - 20:00

“Queste famiglie sono radicate da tempo in Svizzera e sono in Svizzera per fare riciclaggio”. Si esprime così il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, intervistato dalla Rsi, in merito all’operazione andata in scena nelle prime ore di oggi, che ha portato all’arresto di 74 persone in Italia e una in Svizzera.

 

Che la ‘ndrangheta fosse presente in Svizzera e in Ticino (come in molti altri Paesi del mondo) non è una novità. Le indagini italiane hanno messo in evidenza come l’organizzazione criminale, ormai considerata la più vasta a livello internazionale, abbia ramificazioni e “basi” un po’ in tutto il mondo.

Intanto emergono nuovi dettagli sull’operazione odierna e le attività criminose della ‘ndrangheta in Svizzera. Stando all’inchiesta italiana sarebbero state trovate e sequestrate decine di armi di grosso calibro provenienti dalla Svizzera. “Sono emerse condotte legate a traffici di armi, stupefacenti e riciclaggio di denaro. Gli imputati vivono in Svizzera da molti anni e, presumibilmente, all’esecuzione di attività illegali hanno affiancato l’esercizio di attività legali, come investimenti, concessione di prestiti o persino la gestione di un ristorante, attività che costituiscono una sorta di investimento dell’organizzazione criminale in grado di rafforzarne il vigore criminale”, spiega il Ministero pubblico della Confederazione in un comunicato.

Cinque anni or sono, nell'ottobre del 2015 il procuratore Nicola Gratteri, allora  procuratore aggiunto presso il Tribunale di Reggio Calabria, era ospite a Lugano dell'Associazione degli Amici delle Forze di Polizia (guarda qui tutte le foto), e lanciava un chiaro monito alla Svizzera, che quel giorno lo ospitava.

13 ottobre 2015

 

Venerdì sera all'Hotel del la Paix, a Lugano, si è tenuta una conferenza, organizzata dall'’Associazione Amici delle Forze di Polizia svizzere, che ha riunito magistrati e esperti di criminalità. Quali relatori erano infatti presenti Nicola Gratteri, procuratore aggiunto presso il Tribunale di Reggio Calabria, Antonio Nicaso, professore universitario e coautore dei libri Nicola Gratteri, Pierluigi Pasi, già capoprocura presso il distaccamento di Lugano del Ministero pubblico federale, il procuratore pubblico Andrea Pagani e Stiliano Ordolli, Capo dell’Ufficio in materia di riciclaggio di denaro della polizia federale. A Moderare la serata c'era il consigliere nazionale Marco Romano. La conferenza è stata l'occasione per avere un confronto internazionale sull'adeguatezza delle norme legali svizzere per quanto riguarda la prevenzione dei reati finanziari, in particolare quelli collegati alle grandi organizzazioni criminali. A tal proposito è risultato abbastanza  chiaro il monito lanciato da Gratteri: secondo il magistrato le attuali norme legali svizzere non sono adeguate ad affrontare con efficacia il diffondersi della criminalità organizzata, in particolar modo per quanto riguarda le inflitrazioni delle mafie nel tessuto economico.
Fra i presenti all'Hotel de la Paix c'erano il giudice Mauro Ermanni, il granconsigliere leghista Giancarlo Seitz e il consigliere comunale PLR di Lugano Peter Rossi. Presenti pure i candidati al Consiglio nazionale Mixaris Bianchera-Pérez Concepcion ed Evarsito Roncelli per il Partito socialista e Alberto Togni per il PC.