L'app non ha convinto. Ma almeno funziona?

L'app non ha convinto. Ma almeno funziona?

Luglio 09, 2020 - 09:36

Poco più di un mese è passato dall’approvazione da parte del Parlamento federale della base legale per l’app SwissCovid, diventata disponibile all’utenza il 25 di giugno. L’app ufficiale della Confederazione per il tracciamento del coronavirus ha superato la scorsa settimana il milione di download. Non esattamente un successone, parrebbe di capire. Inizialmente si parlava di circa il 40% delle popolazione che avesse scaricato (e ovviamente utilizzi) l’app necessaria per garantire il buon funzionamento del sistema di tracciamento. L’asticella recentemente è stata abbassata a 2 milioni di persone (obbiettivo decisamente più raggiungibile).

Oggi è stata diffusa un’indagine di Comparis che indica che il 56% degli svizzeri non intende utilizzare l’app, perché non crede nella sua utilità o perché teme per la propria privacy. Ieri è emerso pure che alcuni ospedali svizzeri raccomandano al proprio personale di non utilizzarla, per evitare allarmi inutili (visto che il personale sanitario è protetto adeguatamente, con mascherine, occhiali, ecc., dal contagio).

Ma, il dato che sarebbe più interessante sapere, è quante “catene di contagio” è stato effettivamente possibile ricostruire grazie all’applicazione. Le ultime disposizioni relative al tracciamento obbligatorio nelle discoteche, adottate in Ticino come in altri Cantoni, fanno affidamento sul “buon vecchio” nome e cognome (con obbligo per i gerenti di chiedere ai clienti la carta di identità e registrare i nominativi). Il Consiglio degli Stati nella base legale per l’app di tracciamento aveva deciso di dare facoltà al Consiglio federale di interrompere l’utilizzo dell’applicazione non solo quando non sarà  più necessaria, ma anche qualora lo strumento si rivelasse inefficace. Chissà se qualcuno a Berna ci sta pensando…

03 giugno 2020

 

Il Consiglio degli Stati ha approvato oggi la base legale per l'utilizzo dell'applicazione di tracciamento dei contagi da covid sviluppata dalla Confederazione e dai due politecnici federali di Losanna e Zurigo. La "Camera Alta" ha apportato alcune lievi modifiche al disegno di legge. Il tracciamento dei contagi tramite l'applicazione dovrebbe iniziare subito dopo l'approvazione da parte delle due Camere del parlamento. Attualmente è in corso una fase di test. 

Oggi in Consiglio degli Stati la legge è stata approvata con 43 voti favorevoli, 1 contrario e un'astensione. Ora la legge dovrà passare dal Consiglio nazionale, con le tre modifiche proposte dagli Stati, il prossimo lunedì. 

Il Consiglio degli Stati ha deciso di autorizzare test gratuiti per le persone che riceveranno una notifica dall'applicazione perché sono venute a contatto con una persona contagiata. Si tratta di una modifica voluta anche per promuovere l'utilizzo dell'applicazione. 

Inoltre secondo quanto approvato dal Consiglio degli Stati il Consiglio federale avrà la facoltà di interrompere l'utilizzo dell'applicazione non solo quando non sarà più necessaria, ma anche qualora lo strumento si rivelasse inefficace. 

Inoltre il Governo è stato invitato ad esaminare la questione del riconoscimento del mancato guadagno per le persone che entrano volontariamente in quarantena a seguito di una notifica dell'applicazione. 

L'utilizzo dell'applicazione sarà volontario, lo stoccaggio dei dati decentralizzato e non sarà possibile un monitoraggio delle persone. Su queste garanzie il presidente della Commissione sicurezza sociale e sanità, Paul Rechsteiner (PS, San Gallo), ha espresso la sua soddisfazione. Inoltre è stato stabilito che le persone che sceglieranno di non utilizzare l'app non potranno essere discriminate nell'accesso a luoghi pubblici, come ristoranti o negozi, o a eventi di vario genere.