LASA: è referendum anche a Lugano. E lista rosso-verde per il Municipio

LASA: è referendum anche a Lugano. E lista rosso-verde per il Municipio

Novembre 30, 2019 - 11:34
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I socialisti di Lugano hanno deciso di lanciare referendum sul messaggio sulla ricapitalizzazione di Lasa, approvato dal Consiglio comunale lo scorso lunedì.

Il Partito socialista di Lugano era riunito oggi in assemblea, con all’ordine del giorno due importanti questioni: le alleanze in vista delle elezioni comunali del prossimo aprile e il lancio di un referendum sulla ricapitalizzazione di Lugano-Airport, decisa dal Consiglio comunale lo scorso 25 novembre e a cui i socialisti si erano opposti (vedi qui). 
 
Per quanto riguarda il referendum sulla ricapitalizzazione di Lasa l’assemblea socialista ha deciso di seguire la linea che già si era data lo scorso anno in occasione dell’assemblea sull’eventuale lancio di un referendum sul messaggio relativo agli hangar. In quell’occasione, era il 16 maggio 2018, i socialisti decisero di non lanciare referendum sugli hangar, ma pure che non avrebbero avallato altri stanziamenti di fondi pubblici a Lasa (vedi qui).
 
Oggi i socialisti, a larga maggioranza (solo 3 astenuti), hanno deciso di lanciare referendum contro il massaggio approvato dal Consiglio comunale di Lugano lo scorso lunedì.
 
Con il sostegno al referendum comunale già annunciato dai Verdi, ora la sinistra si presenta compatta a favore del referendum contro il messaggio municipale approvato dal Consiglio comunale lo scorso 25 novembre. I referendum su Lasa sul “tavolo” ora sono due: quello contro il messaggio approvato a Lugano, oggetto dell'assemblea di oggi, e quello già lanciato contro il corrispettivo messaggio cantonale approvato dal Gran Consiglio lo scorso 4 novembre, su cui Mps, Partito socialista e Verdi hanno già lanciato la raccolta firme.
 
Per quanto riguarda il referendum comunale il termine di scadenza sarà il 13 gennaio, mentre per quello cantonale è il 7 gennaio. 
 
In seguito l’assemblea si è chinata sulla questione delle alleanze.
L’assemblea socialista ha approvato l’alleanza con i Verdi e con il Partito comunista per una lista unica per il Municipio. La formula avallata dall’assemblea è quella di una lista composta da tre esponenti socialisti, tre verdi e uno del partito comunista, in cui ognuno dei partiti presenti in nella lista esprimerà un “capolista”. 
 
Ma proprio la figura dei "capolista" che, nel concreto, sarebbero i primi tre nomi a figurare in lista (per i socialisti ovviamente sarà la municipale uscente Cristina Zanini Barzaghi), è stata criticata dalla sala del membro di direzione Filippo Zanetti, che ha evidenziato come l'indicazione di un capolista poteva dare un messaggio negativo verso gli altri potenziali candidati. Alla fine la sala ha votato a larga maggioranza a favore della proposta fatta dal presidente sezionale Raoul Ghisletta e dalla direzione. Unico contrario Zanetti, ma si sono avute 4 astensioni: quella di Marco Jermini, primo presidente della sezione Ps di Lugano, dopo l'unificazione avvenuta nel 1992, nonché già presidente in questa legislatura del Consiglio comunale di Lugano, prima di dare le dimissioni dal Legislativo, e già candidato per il municipio nelle liste Ps nel 2008 e nel 2013, dove arrivò in entrambi i casi secondo, rispettivamente dietro a Nicoletta Mariolini e Cristina Zanini Barzaghi; Aurelio Sargenti, direttore del liceo di Lugano 2, già segretario della sezione socialista di Lugano (dal 2004 al 2008), nonché "bertoliano" di ferro; Alberto Leggeri, già presidente del comitato cantonale del Ps Ticino (2004-2008), nonché vicepresidente del Ps cantonale dal 2008 al 2012 (sotto la presidenza di Manuele Bertoli), e già presidente del Ps di Lugano dal 2004 al 2008; e Stefano Vassere, direttore delle biblioteche cantonali, marito della già granconsigliera Chiara Orelli, nonché già candidato al Gran Consiglio e al Consiglio comunale.