LASA, che fare? Per i socialisti i messaggi sull'aeroporto non vanno.. ma non si possono lasciare "a casa" i dipendenti. Privatizzare?

LASA, che fare? Per i socialisti i messaggi sull'aeroporto non vanno.. ma non si possono lasciare "a casa" i dipendenti. Privatizzare?

Ottobre 03, 2019 - 17:00
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Ieri sera i socialisti riuniti in Comitato cantonale hanno parlato anche di aeroporto di Lugano-Agno. Dopo l'ennesima "batosta" per lo scalo luganese (rimasto suo malgrado senza voli di linea), i socialisti non sono disposti a ulteriori "atti di fede" (con soldi pubblici). Quali sono allora le prospettive in vista della votazione sui due messaggi per il rilancio dello scalo a Lugano e in Gran Consiglio?

Aeroporto di Lugano-Agno, che fare? In molti oggi se lo chiedono, anche fuori da Lugano, dopo la notizia dell'interruzione dei voli di linea da e per lo scalo Luganese. Sul tavolo oggi ci sono due messaggi, determinati per il futuro dello scalo (e soprattutto per evitare che Lasa, Lugano Airport SA, la società che gestisce lo scalo, debba depositare i bilanci): quello sui banchi del Gran Consiglio, che prevede un aumento della quota azionaria del Cantone, e quello sui banchi del Legislativo della Città di Lugano.
Ieri sera anche il Partito socialista ne ha discusso in occasione del suo comitato cantonale, dove la capogruppo socialista in Consiglio comunale a Lugano, nonché grancosigliera, Simona Buri, ha esposto la “linea” del gruppo socialista in Consiglio comunale a Lugano. Linea che coincide in grandi linee con quella del gruppo parlamentare Ps in Gran Consiglio.
Innanzitutto, i voli di linea sono ancora una prospettiva seria per lo scalo Luganese? “Assolutamente no”, ci risponde Simona Buri. “Al momento tutto dimostra che non funzionano”, mentre “ricollocarsi sull'aviazione generale può essere una soluzione”. Quello che preme ai socialisti però è che il personale dello scalo che rischia di trovarsi senza posto di lavoro, sia tutelato. “Noi (come gruppo Ps in Consiglio comunale, ndr) siamo sempre stati contrari alla ricapitalizzazione e contro a ulteriori soldi pubblici all'aeroporto”, prosegue Buri. “Ovviamente però il personale ci sta a cuore e siamo gli unici che da diversi mesi si stanno preoccupando di avere dei dati chiari su quello che potrebbe essere il piano sociale per i dipendenti che perderanno il lavoro. Tutt'ora non abbiamo questi dati, visto che ci sono sempre stati negati, dicendo che l'aeroporto avrebbe continuato a funzionare come ora (con i voli di linea, ndr)”.
Concorde anche il capogruppo socialista Ivo Durisch, che ci dice che “i voli di linea oggi non sono più praticabili. La nostra posizione è quella di non far fallire la società e fare in modo che l'Ente pubblico si impegni con un piano sociale e un ricollocamento all'interno degli enti pubblici” dei dipendenti Lasa.  Dunque per i socialisti in Gran Consiglio il messaggio cantonale “va modificato in modo che ci sia un contributo cantonale per non far fallire la società e un impegno per un ricollocamento delle persone che con la riduzione delle attività dell'aeroporto perderebbero il loro posto di lavoro”, dice Durisch. Una strada che i socialisti sono disposti a perseguire con degli emendamenti al messaggio.
Per quanto riguarda il messaggio a Lugano, ci dichiara Buri, “la speranza è quella che il Municipio ritiri il messaggio e ne presenti uno nuovo, ma possiamo già sapere che non avverrà. Ci ritroveremo a votare il messaggio tale e quale”. “Noi prepareremo un rapporto in cui diremo perché siamo contrari a questa ricapitalizzazione”, dichiara Simona Buri, “allo stato attuale si tratta di un puro “atto di fede”. Se prima come socialisti eravamo gli unici scettici ora immagino che qualcuno si possa aggiungere”. Una volta discusso con gli altri partiti l''idea è quella di “presentare un rapporto di minoranza che preveda non il fallimento di Lasa, ma un accompagnamento. "Ci andrebbe anche bene stanziare dei soldi pubblici per gestire il ricollocamento delle persone”, dichiara Buri.
Infine, il futuro dell'aeroporto, nell'ipotesi di aviazione generale, sarà sempre in mani pubbliche, oppure è ipotizzabile un'apertura (o addirittura una privatizzazione totale)?
Per Ivo Durisch “se l'aeroporto diventa di utilizzo privato potrebbe anche essere fattibile una compartecipazione privata”. Per la capogruppo in Consiglio comunale Buri “la riconversione all'aviazione generale può essere un'opzione, a patto che la finanzino i privati. Anzi, auspico che si possa incassare un affitto, se si va verso questa opzione”.
Il granconsigliere socialista Nicola Corti ci dichiara che sull'ipotesi di apertura ai privati si deve evitare “che il rischio di impresa rimanga a carico dello Stato, mentre gli eventuali utili confluiscano solo ai privati”. “Una privatizzazione pura è impensabile”, prosegue. “La possibilità di delegare ai dei privati la gestione, con assunzione piena del rischio d'impresa, invece sì, ma conservando le strutture in mano pubblica”.
La maggioranza dell'azionariato di Lasa tuttavia “sarebbe opportuno che rimanga in mano all'ente pubblico”. Una partecipazione di minoranza al capitale azionario dei privati, ma in cui “la maggioranza qualificata deve rimanere in mano pubblica, vale a dire, per prudenza, due terzi del capitale azionario”, conclude Corti.