Lasa. Plr a "ruota libera". Ecco gli scenari per l'aeroporto di Lugano

Lasa. Plr a "ruota libera". Ecco gli scenari per l'aeroporto di Lugano

Ottobre 12, 2019 - 21:24
Posted in:

Lasa, che fare? Se lo sono chiesti ieri i liberali radicali Luganesi, riuniti in assemblea. Dalla discussione al Palacongressi sono emersi diversi elementi interessanti. Ecco la sintesi. 

Ieri sera, all’assemblea del Plr di Lugano, sono stati presentati i nomi della Commissione Cerca che dovrà selezionare i candidati alle prossime elezioni comunali (vedi qui). Si è dunque appreso che il presidente della Commissione cerca del Plr di Lugano sarà Rocco Olgiati, affiancato da Giovanna Gilardi, Giampiero Casagrande, Tiziano Dabbeni e Marco Netzer.
Ma non solo di Commissione cerca si è parlato ieri. Dopo la trattanda relativa ai preparativi per le prossime elezioni comunali, al Palacongressi si è  discusso anche di uno dei temi che negli ultimi tempi hanno fatto più parlare e scrivere a Lugano: quello dell’aeroporto. Due settimane or sono l’aeroporto di Lugano-Agno perdeva i suoi voli di linea, con il fallimento di Adria e la decisione di Swiss (che aveva “subappaltato” ad Adria la tratta fra Lugano e Kloten) di non riprendere i voli. 
Ieri è stata l’occasione in casa Plr per fare un punto della situazione. Anche se dall’assemblea non sono emerse indicazioni specifiche da parte della “base” Plr verso il suo gruppo in Consiglio comunale (come auspicava invece il presidente sezionale Guido Tognola), durante la lunga discussione sono stati portati molti elementi interessanti da parte dei vari esponenti liberali che hanno preso la parola. 
Ad “aprire le danze” sul tema è stato Tognola, presentando, dopo una cronistoria delle “vicissitudini” di Lasa (Lugano Airport SA, la società che gestisce lo scalo), i possibili scenari a cui va incontro l’aeroporto. Non prima però di lanciare una “stoccata” al consiglio d’amministrazione di Lasa. “Normalmente davanti una situazione del genere si costituisce  una cellula di crisi”, ha detto Tognola. “Il nostro membro di cda Tobiolo Gianella ha chiesto una riunione d’emergenza del cda, proposta però respinta dalla maggioranza dello stesso”.
Tornando agli scenari, esposti dal presidente sezionale, essi sono tre. 
Quello che vede i messaggi sulla ricapitalizzazione di Lasa bocciati (quello che dovrà andare in votazione nel Consiglio comunale di Lugano e quello che dovrà essere votato da Gran Consiglio), fatto che comporterebbe il fallimento di Lasa. Vi è poi quello dell’approvazione dei suddetti messaggi, su cui però grava l’incognita di un referendum (già annunciato, per quanto riguarda il messaggio cantonale, dall’Mps) e che, ha detto Tognola,  porterebbe a “deresponsabilizzare” il cda e la dirigenza rispetto alla ricerca di una valida strategie per il futuro dello scalo. 
Vi è poi una “terza via”,  con una ricapitalizzazione parziale che eviti il fallimento, che permetterebbe  però di mantenere la pressione sul cda e sulla  direzione al fine di cercare delle strategie migliori, con costi minori rispetto a quelli dei due messaggi. Il rilancio dello scalo dovrebbe essere a carico di privati (eventualmente con soluzioni miste privato-pubblico), puntando sull’aviazione generale. Ovviamente questa ipotesi non dà garanzie per il futuro lavorativo dei 77 dipendenti dello scalo. 
Nella discussione che ne è seguita sono intervenuti vari esponenti liberali presenti in sala, come il membro di cda del Lasa Tobiolo Gianella, ma anche il consigliere comunale (membro della Commissione della Gestione) Ferruccio Unternährer, che ha riservato le parole più dure nei confronti della gestione di Lasa da parte del cda, ma soprattutto da parte del management, negli ultimi anni. Il consigliere comunale ha osservato come ora i consiglieri comunali (come i granconsiglieri) si trovino  a dover votare i messaggi per evitare il fallimento dell’aeroporto. Unternährer ha però anche invitato a non confondere l’incapacità del cda e della dirigenza di far fronte alle difficolta dell’aeroporto, con l’importanza dello stesso per la Città di Lugano, anche alla luce degli scenari presenti nel rapporto dell'Università di San Gallo. Unternährer ha poi fatto un paragone con un altro trasporto pubblico andato incontro allo smantellamento, quello delle ferrovie della Lugano-Tesserete e della Lugano-Cadro-Dino, dismesse a fine anni 60'. "Allora lo smantellamento fu pure una decisione prettamente economica", ha detto Unternährer. "Allora erano superate dagli eventi e le autolinee erano molto più convenienti. Oggi, se avessimo ancora queste vie, avremmo fatto bingo". 
Per la capogruppo in Consiglio comunale Plr Karin Valenzano Rossi la linea è: “Aeroporto sì, ma non a qualsiasi costo”. Per la capogruppo va chiesto ad eventuali privati interessati di ritirare la gestione e di assumere quanti più attuali dipendenti possibili, mentre per gli esuberi è la Città che deve intervenire con un piano sociale.
Il municipale Plr Roberto Badaracco è stato molto esplicito nel dire che si deve prendere atto che “i voli di linea non ci sono più”, ma al contempo non si può mandare la società in fallimento. Lasa va dunque al momento salvata, per poi intavolare discussioni con privati per l’aviazione generale. Badaracco ha però anche osservato come il messaggio cantonale (che prevede l’aumento della partecipazione dal 12,5 al 40%) si basa sulla presenza di voli di linea e “il Cantone senza voli di linea non verserà un centesimo”. Infine il municipale ha portato all’assemblea anche la possibile posizione dei socialisti, ripferendo il parere della loro municipale (Cristina Zanini Barzaghi, ndr.), che sosterrebbe che nell’ipotesi di riorientarsi all’aviazione generale con un’apertura ai privati i socialisti non lancerebbero referendum. 
Il consigliere di Stato Christian Vitta, presente anche lui all’assemblea, ha portato l’attenzione su un punto non secondario, vista l’urgenza della ricapitalizzazione di Lasa (che di fatto rischia di non arrivare a fine anno). Un eventuale referendum sui messaggi impedirebbe di versare immediatamente i fondi destinati alla ricapitalizzazione (perlomeno fino a primavera, nell’ipotesi, tutta da verificare, che il referendum non riuscisse a raccogliere il numero necessario di firme). Vitta ha anche invitato a voler prendere atto che “questa struttura non potrà garantire nel futuro gli stessi posti di lavoro di oggi”.
Infine a parlare in assemblea è stata anche l’ex municipale di Lugano Giovanna Masoni, che negli scorsi giorni sul Corriere del Ticino ha portato la notizia che “un capofila fuoriclasse sarebbe disposto a intervenire” quale investitore privato. Masoni durante l’assemblea di ieri ha voluto specificare però l’importanza che va data al fatto che l’eventuale investitore privato non debba avere “conflitti d’interesse” (ad esempio riguardanti i “terreni”). Puntare dunque sull’aviazione generale, con la Città che deve però farsi carico dei dipendenti che perderanno il loro posto di lavoro.