Le foreste prima di tutto

Le foreste prima di tutto

Dicembre 12, 2015 - 06:10

Il Bhutan si è intenzionato a conservare "in perpetuo" il patrimonio boschivo del paese. "Senza foreste non possiamo sopravvivere"

Il Bhutan, un piccolo regno himalayano incastonato fra Cina e India, ha deciso di conservare per sempre una superficie ricoperta da foreste pari ad almeno il 60% del suo territorio nazionale. L'annuncio, con tanto di promessa nero su bianco,  è stato dato dai rappresentati della monarchia costituzionale asiatica alla conferenza sul clima in corso a Parigi, rappresentanti che hanno sottolineato la volontà del Bhutan di contribuire alla lotta contro l'incremento delle concentrazioni di carbonio nell'atmosfera e al riscaldamento climatico.
Thinley Namgyel, capo negoziatore del regno buddista alla conferenza di Parigi, ha spiegato come il Bhutan sia uno dei paesi che più sta subendo i cambiamenti climatici. Il Buthan è infatti una delle regioni a maggior rischio di desertificazione. La nostra gente", dice Namgyel, "registra da anni l'impatto di uno sviluppo globale distruttivo. I millenari passi ad alta quota, che dovrebbero essere chiusi dalla neve da fine autunno alla primavera, ora sono sempre percorribili. I ghiacciai si sono ridotti del 28%, le piogge monsoniche non arrivano in tempo, o si scatenano come uragani quando non servono, distruggendo raccolti e campagne. Le sorgenti di montagna si prosciugano, mentre a valle le inondazioni aumentano".
L'allarme che il Bhutan vuole lanciare, spiefa Namgyel,  è quello che senza uno sviluppo mondiale che sia sostenibile a rischiare non è solo l'ambiente, ma anche la vita umana: "Vediamo il disastro cancellare ghiacciai e fiumi in tutto l'Himalaya, presto non potremo più produrre energia idroelettrica, le famiglie contadine dovranno emigrare, abbandonando il territorio. Proteggere il nostro Paese avvolgendolo di foreste non è un'utopia nostalgica ispirata dal valore della biodiversità, ma l'ultima opzione che ci resta per salvarci la vita".