Le interpellanze scaldano gli animi in Gran Consiglio

Le interpellanze scaldano gli animi in Gran Consiglio

Febbraio 22, 2021 - 19:38
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Il Gran Consiglio ha approvato la modifica al regolamento delle interpellanze. A sorpresa per quele pretore di Cevio elegge Vanoni. 

Ha preso oggi avvio la seduta del Gran Consiglio, riunito nuovamente in seduta “extra muros” a Mendrisio. Diversi i temi all’ordine del giorno del Gran Consiglio.

Ad occupare per quasi due ore la seduta è stata la trattando della modifica del regolamento delle interpellanze, che prevedeva una limitazione delle interpellanze che ogni deputato può presentare a una per seduta, nonché la trasformazione automatica in interrogazione dell’interpellanza qualora non fosse riconosciuta la sua urgenza. Competente per la decisione sull’urgenza l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio).

Una modifica ritenuta dai partiti più piccoli (MPS, Più Donne, Partito comunista, che non fanno parte delle commissioni) come una limitazione alla propria possibilità di esprimersi. La proposta di revisione uscita dalla Commissione si basava su due iniziative, presentate per limitare l’eccessivo numero di interpellanze giunte, in grande crescita rispetto agli anni passati. Il dibattito in aula si è dilungato, anche alla luce dei numerosi emendamenti presentati (fra cui alcuni provocatori e ironici del deputato MPS Matteo Pronzini, presente in aula con un bavaglio, come uno che imponeva l’obbligo per i parlamentari di “applaudire” il Consiglio di Stato). Una legge “contra Pronzinos” l’ha definita il granconsigliere Andrea Stephani dei Verdi, pure schieratosi contro la proposta. I favorevoli hanno invece deciso di difendere la necessità di limitare l’abuso dello strumento delle interpellanze (ed appunto l’MPS è la forza che ne ha fatto più uso).

In votazione la modifica è stata approvata, anche se è stato pure approvato l’emendamento che chiedeva di togliere il numero massimo di un’interpellanza per seduta. Dalla prossima seduta sarà dunque l’Ufficio presidenziale a decidere l’urgenza o meno delle interpellanze (a cui il Consiglio di Stato deve rispondere durante la successiva seduta se giunte con 10 giorni di anticipo) e se non riconosciuta saranno trasformante in interrogazioni, a cui il Consiglio di Stato deve rispondere per iscritto entro 60 giorni.

Il Gran Consiglio si è pure chinato sulla nomina del pretore di Cevio in sostituzione di Siro Quadri, approdato al Tribunale penale cantonale. A sorpresa, è stata eletta Petra Vanoni, smentendo il rapporto della commissione, che invece indicava Manuel Bergamelli.

Boccia invece l’iniziativa “SÌ alla trasparenza: per l'introduzione del formulario ufficiale a inizio locazione”, che chiedeva l’obbligo di precedete contratto d’affitto ai nuovi inquilini.

In merito all’iniziativa “NO alle pigioni abusive, SÌ alla trasparenza: per l'introduzione del formulario ufficiale a inizio locazione” il Gran Consiglio ha deciso che per ottenere la cittadinanza svizzera è necessario il rimborso delle prestazioni assistenziali eventualmente percepite negli ultimi 10 anni.