Le spiagge rischiano di scomparire?

Le spiagge rischiano di scomparire?

Giugno 27, 2020 - 19:45

La sabbia è una delle materie prime più utilizzate al mondo. La sua estrazione mette però a rischio gli ecosistemi dei mari e dei corsi d'acqua.

Anche la sabbia è un “commodity” e la sua domanda a livello mondiale sta crescendo continuamente. Con conseguenze negativi sugli ecosistemi, visto che la sua disponibilità non è infinita. Addirittura, il suo prezzo può salire fino a generale l’interesse di organizzazioni criminali, come spiega Business Insider in un articolo.

Ogni anno in tutto il mondo la domanda di sabbia è di circa 50 miliardi di tonnellate (che è più di quanto sono in grado di "produrne" tutti i fiumi del mondo messi assieme) ed è la risorsa naturale più utilizzata dopo l’acqua e l’aria, più del petrolio. I suoi utilizzi sono i più variegati, dalla cosmetica, all’industria alimentare, per fare il vetro, e ovviamente per l’edilizia, per ottenere il calcestruzzo unendola con il cemento, uno dei suoi utilizzi principali. La sabbia utilizzata è la cosiddetta “sabbia marina”, caraterizzata da granelli irregolari, mentre ad esempio la sabbia presente nei deserti non è adeguata a questi utilizzi, perché ha dei granelli troppo tondi. 

A livello mondiale la gran parte della sabbia necessaria a questi utilizzi viene raccolta dai fondali di laghi, fiumi e  marii, spesso tramite imbarcazioni dotate di speciali pompe in grado di aspirarla. Questa pratica tuttavia distrugge i fondali, visto che nel sottile strato di sabbia che li ricopre vivono i microrganismi alla base delle catene alimentari. Inoltre questa pratica provoca l’erosione delle spiagge naturali: la sabbia che viene tolta dai fondali fa “scivolare” quella sulle coste verso il fondo. Il libro “Il mondo in un granello” di Vince Beiser spiega questa problematica. Dal 2008 ad oggi il 90% delle spiagge nel mondo si è ridotto di 40 metri. Le spiagge delle mete turistiche più gettonate già oggi importano sabbia da altri luoghi. Si stima che se si continuasse di questo passo nel 2100 il 70% delle spiagge della California del sud scompariranno, spiega Beiser nel suo libro.

Negli ultimi decenni molti governi hanno deciso di regolamentare l’attività di estrazione della sabbia, ma ciò ha creato un altro problema: il mercato nero della sabbia. Le stime parlano di 100 milioni di tonnellate di sabbia nel mondo negli ultimi decenni che sono state "rubate" da organizzazioni criminali.