Lega, non plus ultra?

Lega, non plus ultra?

Aprile 14, 2019 - 20:11
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La Lega dei Ticinesi è arretrata nella tornata elettorale appena conclusa rispetto al massimo storico raggiunto quattro anni fa. Sul risultato elettorale del Gran Consiglio abbiamo interpellato tre esponenti leghisti: la granconsigliera Amanda Rückert, la consigliera nazionale Roberta Pantani e Giancarlo Seitz.

La campagna elettorale per la Lega si è chiusa con l’inaspettata, perlomeno nelle proporzioni, perdita di consensi in Gran Consiglio. Se per il Governo il movimento fondato da Giuliano Bignasca ha mantenuto i suoi due consiglieri di Stato (uno scenario diverso avrebbe sì avuto del clamoroso, visto anche l’alleanza con l’Udc), sul fronte del Gran Consiglio il movimento di Via Monte Boglia ha perso quattro seggi: dal record storico di 22 parlamentari di quattro anni or sono ai 18 attuali. Per la Lega si tratta del primo passo indietro dal 2003, in una delle sue fasi più critiche, quando elesse 11 deputati (perdendone 5 rispetto alla tornata precedente e alle federali successive, anche per "l'effetto Pesenti", vi fu al Consiglio degli Stati il quasi pareggio fra Bignasca, candidato dalla Lega, e Soldati, candidato dell'Udc). Nelle elezioni successive in Gran Consiglio la Lega elesse 15 deputati nel 2007, 21 nel 2011 e come detto 22 nel 2015.
Ecco dunque che nella Lega si iniziano a fare somme e bilanci (proprio oggi sul "Mattino della Domenica", in prima pagina, è stato pubblicato un articolo che parlava della necessità di fare autocritica) di questa tornata elettorale: si tratta di un “incidente di percorso”, un ridimensionamento naturale o punto di svolta per la Lega?
Per ora possiamo dire perlomeno che in Via Monte Boglia non "regna il panico”, secondo quando emerge dalle dichiarazioni dei tre leghisti che abbiamo interpellato. Anche se uno di essi non lesina di certo alcune critiche.
Amanda Rückert, granconsigliera rieletta (vice capogruppo della Lega nella passata Legislatura), ci dice che difficilmente ci si poteva aspettare una crescita dei deputati leghisti in Parlamento. “Il numero di deputati raggiunto nella passata tornata elettorale era storico”, ci dichiara Rückert. “Da quel risultato si poteva solo scendere".
"Se a perdere è stata in misura maggiore la Lega”, prosegue Rückert, “anche i partiti storici hanno ceduto terreno a favore delle formazioni più piccole, dall'estrema sinistra fino a ‘Più donne’, come pure a vantaggio delle schede senza intestazione".
Per nulla sorpreso del calo è uno degli esclusi eccellenti dal Gran Consiglio fra le fila leghiste lo scorso fine settimana. Giancarlo Seitz, municipale di Agno, già membro del Partito liberale e del Partito socialista, era arrivato nella Lega di Giuliano Bignasca nel 2010, l'anno prima dello storico raddoppio leghista in Governo. “Vedevo che nei nostri ritrovi elettorali c'era molta meno gente”, ci dice Giancarlo Seitz. “L'ho anche detto, ma non si è preso atto della situazione, concentrandosi sull'elezione dei due consiglieri di Stato”. Per Seitz "a differenza degli altri partiti la Lega non ha fatto una campagna elettorale strutturata. Qual è stato il programma elettorale della Lega? Quando sono passato otto anni fa con Giuliano Bignasca un programma elettorale lo avevamo preparato e nel 2011 facemmo due consiglieri di Stato”.
Una Lega troppo “a rimorchio”, elettoralmente, dei suoi due ministri? “I consiglieri di Stato hanno fatto la loro campagna personale”, ci spiega Seitz, ma “anche il movimento deve avere una sua strategia politica, che a mio avviso è mancata. Non sono i cartelloni e i santini a fare la differenza: bisogna dire chiaramente agli elettori cosa vogliamo fare”. “Peccato”, conclude Seitz, “perché i mezzi gli avevamo (abbiamo un giornale) e le cose da fare in Ticino non mancano”.
Per Amanda Rückert più che la campagna potrebbe aver inciso quanto fatto nell’ultima Legislatura. “Il lavoro fatto negli ultimi quattro anni dal gruppo parlamentare è stato molto d'appoggio al lavoro dei nostri due ministri e meno di critica al Governo, che era il ruolo tradizionale del gruppo parlamentare della Lega". A beneficiarne sono così state altre forze politiche. 
"Chi invece si è fatto maggiormente portavoce della critica al Governo è avanzato”, ci dice Rückert. “Penso che una parte del nostro elettorato, che vorrebbe una Lega meno filo-governativa, possa anche aver votato l'Mps o chi altro ha contestato il Governo. Altri la scheda senza intestazione e altri ancora non sono andati alle urne”. A beneficiarne non sono stati invece i principali avversari della Lega, poiché, conclude Rückert, “non vedo un travaso del nostro elettorato verso i partiti storici”. 

Anche per la consigliera nazionale Roberta Pantani non ci si poteva attendere una crescita. “Un calo era nella natura delle cose”, ci dichiara la deputata federale e municipale chiassese. “Era praticamente impossibile crescere ancora dopo l'exploit fatto nel 2015”. Sull’analisi del voto Pantani non si sbilancia, preferendo fare "riflessioni e analisi a mente fredda. Forse oggi è un po' prematuro”. “Bisognerà parlare con il capogruppo in Gran Consiglio e con i granconsiglieri su cosa poteva essere fatto meglio in questo quadriennio”, ci dice. Ma in ogni caso, afferma Pantani, “il nostro numero naturale di granconsiglieri, anche guardando alle tornate elettorali precedenti, è fra i 18 e i 20. Ora ne abbiamo 18, con una squadra composta da elementi validi che potranno fare un buon lavoro anche in questo quadriennio”.  

 
 
 
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