Lettera anonima del calciatore: "Sono gay ed è un incubo, troppi pregiudizi"

Lettera anonima del calciatore: "Sono gay ed è un incubo, troppi pregiudizi"

Luglio 14, 2020 - 17:51
Posted in:

Il Sun ha pubblicato una lettera anonima di un giocatore della Premier League, che racconta la sua esperienza e la sua difficoltà a rivelare il suo orientamento sessuale.

Una lettera aperta ma anonima, scritta da un noto giocatore della Premier League inglese, indirizzata ai vertici della Premier League e ai tifosi, è stata pubblicata integralmente dal “Sun” in accordo con la Justin Fashanu Foundation (fondazione gestita da Amal Fashanu, nipote di Justin, il primo calciatore inglese a rivelare il proprio orientamento sessuale, morto suicida all’età di 37 anni).

Nella lettera l’anonimo giocatore spiega di essere omosessuale, ma di non averlo mai voluto rivelare, a causa del timore di possibili ripercussioni, in un mondo dove vigono ancora molti pregiudizi, a rischio della propria salute mentale. “Da bambino ho sempre voluto fare il calciatore”, inizia la lettera,  “e alla fine ci sono riuscito, ma c’è qualcosa che mi rende diverso dalla maggior parte degli altri calciatori della Premier League. Io sono gay. E anche solo scriverlo in questa lettera è un grande passo per me. Ma solo i membri della mia famiglia e un ristretto gruppo di amici sono a conoscenza della mia sessualità, non mi sento ancora pronto a condividere questa cosa con i miei compagni di squadra o con il mio allenatore. Qualcosa dentro di me mi rende impossibile essere onesto con loro, spero un giorno di poterlo fare”. L’anonimo calciatore spiega di aver scoperto di essere gay a 19 anni e da allora per lui è iniziato un calvario. “Giorno dopo giorno, può diventare un autentico incubo”, spiega la lettera, “e sta influenzando sempre di più la mia salute mentale. Mi sento intrappolato e ho il terrore che dire la verità su quello che sono renda solo le cose peggiori, così anche se il cuore spesso mi dice di farlo, la mia testa mi dice sempre la stessa cosa “perché rischiare”?”. Il calciatore spiega che non crede “che il calcio sia ancora pronto per il coming-out di un giocatore, ci sono troppi pregiudizi e i calciatori hanno ancora troppa paura di compiere questo passo mentre sono in attività”. Il giocatore ringrazia la Fashanu Foundation, senza la quale, scrive, “non so dove sarei ora. So che potrei arrivare a un punto in cui sarà impossibile continuare a vivere questa bugia, se succederà, il mio progetto è di ritirarmi e fare coming-out. Potrebbe voler dire buttare via anni di carriera redditizia, ma non c’è un prezzo alla tua pace mentale e di certo non voglio vivere così per sempre”.

La Football Association ha già offerto il suo pieno appoggio all’anonimo calciatore.