L'inesorabile avanzata democentrista

L'inesorabile avanzata democentrista

Agosto 19, 2021 - 17:44
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I vertici Udc preferirebbero Bühler, ma Galeazzi ci tiene molto. Chiunque entri in Municipio a Lugano, per l’UDC è un importante balzo in avanti. E gli occhi sono puntati sul 2023…

A Lugano, si intensificano i rumors sulla successione di Borradori in Municipio. Visto che la lista per il Municipio dell'aprile scorso vedeva Lega e Udc correre assieme, Lugano, per la prima volta in una grande città, potrebbe vedere un democentrista entrare nell'esecutivo cittadino

Ora si tratta di capire se sarà Tiziano Galeazzi, arrivato quarto ad aprile 2021 e dunque primo subentrante, o Alain Bühler, arrivato quinto sulla lista Lega-Udc, ma presidente della sezione di Lugano dell'Udc, oltre ad essere il "cocco" di Marco Chiesa.

Settimana scorsa i "rumors" davano per certe, importanti pressioni da parte dei vertici democentristi per far rinunciare Galeazzi e stendere il tappetto rosso al presidente sezionale. Ma Galeazzi ci tiene e anche molto (non è un mistero) e farlo rinunciare non è impresa semplice.

Il problema è che Galeazzi non è sempre allineato al suo partito, ma, problema molto più grande, è che l'Udc sta per preparare "un'opa" con cui scalare Lugano e ridimensionare il ruolo della Lega, candidando nel 2024 al Municipio di Lugano Marco Chiesa per farlo diventare Sindaco (e la questione avrebbe una certa rilevanza nazionale, visto che l'Udc non ha un Sindaco nelle prime 10 città svizzere).

Lo scenario sarebbe quello di avere il leghista Michele Foletti Sindaco fino al 2024, poi lotta all'ultimo voto fra Udc e Lega per il Sindacato, con vittoria del democentrista Chiesa (che godrà di un importante sostegno dalla destra liberale luganese), sconfitta di Foletti e sue dimissioni dall'esecutivo e rientro nel Municipio di Alain Bühler. Dunque nel 2024 ci sarebbero sempre 3 municipali Lega-Udc ma diversamente ripartiti fra i due partiti.

Staremo a vedere. Intanto Galeazzi deve trovare il modo di convincere i vertici Udc a poter accettare l'incarico di municipale. O magari potrebbe riconvertirsi alla Lega... .

 

 

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Udc e Lega sono alleati, ma sono anche in competizione. Che sia Galeazzi o Bühler ad entrare in Municipio a Lugano, per l'Udc ticinese sarà un importante balzo in avanti.

Nel 2023 per il Consiglio di Stato, sono pronti a candidare il loro futuro municipale e il loro consigliere nazionale Piero Marchesi. L'obiettivo è quello di "sfilare" alla Lega il posto di Claudio Zali (inviso all'Udc e alla destra liberale). Per l'Udc assolutamente non si tocca l'altro consigliere di Stato leghista, Norman Gobbi (anche perché per metà è Udc, visto la doppia tessera di partito del leventinese).

D'altronde gli affondi contro Zali da parte democentrista sono già iniziati a giugno con l'interpellanza contro la nuova sezione del Dipartimento Territorio. Zali è nel mirino e l'obiettivo è indebolirlo fino a fargli perdere le elezioni a favore di Marchesi o di uno fra Galeazzi e Bühler.

Zali nell'ultimo anno ha visto "raffredare" anche alcuni rapporti che sono stati cruciali per lui, come quelli con Andrea Pagani e soprattutto con Mauro Ermani (non ha fatto granché quando questi erano sulla graticola l'anno scorso). Ha perso buona parte del voto ambientalista e di sinistra che nel 2015 gli aveva fatto battere tutti i record (anche quelli di Borradori) in fatto di preferenziali per il Consiglio di Stato. Dunque adesso è debole e l'Udc crede che questo sia il momento giusto per fargli la festa... .

 

 

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Diciamolo, la Lega si troverebbe in una situazione migliore se solo pochi mesi fa, il 18 aprile 2021, i tre municipali leghisti uscenti avessero sostenuto con maggior convinzione (per usare un eufemismo) la candidata leghista Sabrina Aldi. Oggi il posto di Borradori lo prenderebbe lei e l'Udc non sarebbe lanciata come non mai verso nuovi obiettivi più strategici.

Ma non solo Aldi è andata male. Anche il capogruppo in Consiglio comunale Lukas Bernasconi non ha fatto una buona votazione, come Marco Bortolin. Diciamolo, nel tritacarne del 18 aprile si è salvato solo Andrea Sanvido nella Lega. Un po' poco per garantire una successione di ben tre municipali (e infatti uno ora va all'Udc).

È chiaro a tutti gli osservatori che l'Udc ora si sente pronta ad avanzare ed egemonizzare l'area politica della Lega-Udc. Negli ultimi anni ha creato un leader come Marco Chiesa, che oltre a fare l'unanimità interna, sa raccogliere consensi nella destra Ppd e Plr. E la Lega si trova senza uomini forti che possano contendere (escluso Zali, che però ad un certo punto andrà in pensione) l'ascesa di Marchesi.

A meno che, come già successo nei primi anni 2000 (vedi caso Etter), l'Udc non sia vittima di qualche scandalo inerente un proprio esponente, perché in quel caso ancora una volta bisognerebbe ricominciare da capo. 

Da qui al 2023/2024 la Lega e l'Udc saranno "Parenti e serpenti".