L'inquietante vita notturna degli smartphone

L'inquietante vita notturna degli smartphone

Agosto 12, 2019 - 07:03

Quando il telefono è inutilizzato, molte app inviano dati a società in tutto il mondo.

Geoffrey Fowler, giornalista del The Washington Post, lo scorso mese di maggio ha deciso di fare un esperimento con il proprio telefonino. Come racconta il giurista Giovanni Ziccardi, sul sito de Il Fatto Quotidiano, il giornalista statunitense ha affidato il suo iPhone a un esperto di sicurezza informatica, per un monitoraggio. 
 
L'esperimento ha mostrato che lo smartphone, "soprattutto quando lasciato solo", si è impegnato a trasmettere dati. Infatti, "molte app, con il telefono inutilizzato, inviavano informazioni sul modello, sui suoi contenuti e sui dati del proprietario a decine di società in tutto il mondo. A viaggiare, col calare della sera, erano numero di telefono, indirizzo e-mail, l’esatta posizione geografica del dispositivo, i codici identificativi e l’indirizzo IP. Molti di questi dati venivano inviati ogni cinque minuti, per garantire un processo costante di aggiornamento delle informazioni".
 
Ziccardi spiega "che il giornalista ha annotato che, in una settimana, il suo telefono ha “nutrito” di dati circa 5.400 trackers (così si chiamano questi servizi che, appunto, tracciano le attività dei nostri dispositivi), quasi esclusivamente tramite le app che utilizzava quotidianamente". Questo risvolto inquietante dell'esperimento ha fatto sorgere, in Fowler, un importante quesito: "quando queste informazioni sono trasmesse, vengono eliminati tutti i dati che ci potrebbero identificare (e, quindi, nonostante questa intensa attività di comunicazione verso l’esterno, la nostra privacy sarebbe rispettata) o, al contrario, queste app trasmettono anche dati che ci rendono chiaramente identificabili?".
 
I dati generati dall'attività degli smartphone, osserva Il Fatto Quotidiano, "sono parte di quei dati che oggi nutrono la cosiddetta personal data economy, ossia un sistema commerciale e di mercato che ha adottato come standard la profilazione sia a fini di marketing, sia a fini di previsione (e, alcuni dicono, anche di condizionamento) dell’orientamento politico".