ll populismo, Gobbi e la guerra fra Ppd e Lega

ll populismo, Gobbi e la guerra fra Ppd e Lega

Febbraio 19, 2017 - 16:20

Filippo Contarini ha voluto proporre ai lettori di Ticinotoday un suo commento inerente la vicenda che ha visto Norman Gobbi essere sotto i riflettori per lo scandalo degli arresti all'Ufficio migrazione della Sezione della popolazione del Dipartimento istituzioni. 

Parliamo di Gobbi e di corruzione
Ho letto il buon articolo di Corrado Mordasini su gas.social, che giustamente critica la lettera anonima uscita in questi giorni e dice che non è giusto chiedere le dimissioni di Gobbi. È evidente che siamo in piena caccia alle streghe ed è giusto fermarsi e riflettere. Purtroppo nella società dell’omertà – ovvero il canton Ticino – è difficile farlo con serenità.
Vale la presunzione di innocenza. Gli accusati possono anche aver ammesso i fatti, ma non è già tutto passato in giudicato. E se anche fossero colpevoli, di quanti permessi parliamo? 20? Fa male leggere sui portali online paroloni del tipo “permessopoli”. Pare che il principale autore di questa “opoli” porti le pizze a domicilio. Essu! Ci siamo dimenticati del principio di proporzionalità?
C’è in atto una strategia di distrazione di massa. Leggo su Wikipedia che Norman Gobbi professionalmente è un esperto in comunicazione. Ecco, io penso che la comunicazione fatta su tutto il caso sia stata disastrosa. E soprattutto antidemocratica. Se Gobbi non riusciva a scardinare un presunto “sistema PPD”, non è certo giocando in questo modo allucinato che è giusto intervenire. E il governo è colpevole tanto quanto Gobbi: siete i ministri di tutti, non dei vostri partiti.
 
Il messaggio della guerra con il PPD
Si sta facendo entrare nel campo mediatico la percezione di una guerra tra la Lega e il PPD. E ora pare che l’audit sul Dipartimento verrà fatto da Pasi, che lavora con Pedrazzini. È questa la politica del Duemila? Di nuovo si vede quanto sia piccolo e asfissiante il canton Ticino. Ma sono strategie comunicative: si vuole metterla sullo scontro politico basato sul vecchio-nuovo invece di parlare di amministrazione efficace. Grazie!
E così il messaggio che passa in questi giorni è che il problema del Dipartimento di Gobbi sono i fedelissimi di Pedrazzini. Con la PPDina Gendotti ad attaccare ad alzo zero contro Gobbi usando come leva lo strumento del controllo del controllo. Come se ci fosse un iceberg in movimento, di cui si vede sola punta. Immediata la reazione della Lega, che si agita come un totano, mandando un comunicato stampa contro la partitocrazia e il giustizialismo a senso unico.
Qualcuno si è accorto, cazzarola, che in governo c’è come uomo della Lega uno dei massimi esperti cantonali di diritto penale ticinese, ovvero il giudice Zali? Perché tace? Perché i media su questo dettaglio tacciono? Distrazione di massa.
Siamo veramente scivolati in una società post-democratica. Anzi, come ho già detto e come diceva oggi Michele Serra su Repubblica: la politica ormai è morta. La democrazia è qualità e dedizione, è trasparenza. Qua invece si vede solo il potere per il potere.
 
O una guerra contro la Lega?
Mi direte: no, non è vero. È una guerra contro la Lega, che si è allargata troppo. E in guerra ogni mezzo è valido. D’altronde l’altro giorno sulla NZZ c’era un’analisi che sosteneva che l’arrivo del populismo in Europa coincide con il fallimento delle politiche di sicurezza. Non so se concordo, ma è un fatto che la sicurezza sia una questione delicata e per questo sono sempre stato anche io dell’idea che i populisti non debbano guidare il dipartimento della polizia. Perché il leghismo è di facciata – sempre. Non avendo contenuti non può nemmeno dare una linea di coerenza istituzionale nel momento più delicato dell’attività statale – ovvero il controllo. E quindi avere corruzione all’interno del dipartimento leghista delegittima tutto, anzitutto il fatto che la Lega abbia in mano la polizia: come fai a governare la società se non sai fare attività di polizia nemmeno all’interno del tuo dipartimento?
Deve essere difficile per Gobbi in questi giorni: da candidato a Ministro federale a zimbello cantonale. Ma non è comunque giusto fare la guerra alla Lega usando la legittimità dell’azione governativa come agnello sacrificale.
 
Leghisti: ma ci siete o ci fate?
Detto questo, vorrei ribadire al popolino leghista che deve finalmente capire che è la sua forma mentis a creare il problema comunicativo che stiamo vivendo. Il celodurismo legato all’odio viscerale (e allucinato) per qualsiasi cosa che non sia leggibile in ottica nazione/identità/conservatorismo non ci permette di volere una società veramente democratica. Non permette un’azione politica efficace, nonostante sia chiaro a tutti che siamo tutti stufi della partitocrazia e del dominio PPDino in tantissime parti della società.
Una lotta su questo punto si deve fare in modo democratico. E la Lega non ne è capace. Voi leghisti avete il vizietto di metterla sul complottismo e solleticate la malafede. Esemplare è quel parlare in modo sottotono di pedofilia nel dipartimento a guida socialista. Lo fate in modo di non poter rispondere: se ci si indigna perché ne parlate, allora i socialisti di sentono coinvolti. Se non ci si indigna, allora i socialisti sono coinvolti. Spalatori di merda, scaricate cattiverie inutili senza che sia pertinente: perché lo fate? A cosa vi porta? Avete fatto un po’ di blanda analisi, prima di strillare stupidaggini? Avete notato che no, nella questione Gobbi si critica la comunicazione, l’atteggiamento, le frasi razziste, ma non la legittimità dell’azione politica?
Leghisti, una volta di più dimostrate di non capirci un cazzo. E questo sì che porta problemi di sicurezza. La causa dell’arrivo del populismo e dell’insicurezza siete voi. Voi e la vostra incapacità di fare analisi, di cercare di abbattere le situazioni di dominio – anzitutto dominio del capitale, spesso porporato. Ma voi preferite i giochini di potere, e con la Chiesa ci siete sempre andati a braccetto. Potete pure esserne felici, perché aumentate i vostri voti. Ma siete vittime di voi stessi e ci state affossando, siatene coscienti.