Lo scandalo tedesco di Wirecard si tinge di giallo

Lo scandalo tedesco di Wirecard si tinge di giallo

Luglio 12, 2020 - 23:39
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Il Financial Times riporta di come uno dei dirigenti della società tedesca sarebbe entrato in possesso di documenti segreti relativi all'utlizzo di armi chimiche da parte della Russia. 

Si tinge di giallo, il crac finanziario della società tedesca Wirecard, azienda attiva nella tecnologia e nei servizi finanziari, diventata uno dei colossi mondiali in questo settore. Quello che è già considerato come uno dei casi di fallimento più “disdicevoli” della recente storia economica tedesca, avrebbe un correlato di addentellati con alcuni dossier di politica internazionale.

La vicenda era partita da un articolo del Financial Times lo scorso anno, che aveva riportato come nell’azienda tedesca vi fosse un ammanco di cassa da 1,9 miliardi. Il fondatore di Wirecard, Markus Braun è stato arrestato e poi rilasciato su cauzione di 5 milioni, per aver truccato i conti della società. La vicenda coinvolge anche la Bafin, l’autorità di vigilanza tedesca della borsa, accusata dal Financial Times di non aver indagato a sufficienza sulla vicenda.

Ora è lo stesso Financial Times a riferire di una “pista moscovita”. Stando a quanto rivelato dal giornale, Jan Marsalek, chief operating officer del gruppo, sarebbe entrato in possesso di documenti segreti riguardanti l’impiego di armi chimiche russe in Gran Bretagna, informazioni che avrebbe utilizzato per far valere i suoi rapporti di forza nel mondo degli affari. Fra i documenti in possesso di Marsalek vi sarebbe la formula chimica del “novichok”, una sostanza nervina (considerata la più potente al mondo), salita agli onori della cronaca per essere la sostanza che sarebbe stata utilizzata da persone legate ai servizi segreti russi per  avvelenare in Gran Bretagna l’ex spia Sergei Skripal e sua figlia nel marzo del 2018. Fra le carte in possesso di Marsalek vi sarebbero inoltre un rapporto di polizia stilato in occasione dell’avvelenamento di Skripal. Secondo le indagini Marsalek sarebbe alla volta di Manila lo scorso mesi per poi recarsi in Cina e dopo lo scoppio dello scandalo di lui si sarebbero perse le tracce.