Lo "spettro" del cronavirus: il tabù delle elezioni e la solidarietà "comunista"

Lo "spettro" del cronavirus: il tabù delle elezioni e la solidarietà "comunista"

Marzo 14, 2020 - 09:25
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14 marzo. Ancora una volta il governo adotta la "tattica del salame" nell'annunciare le misure per contenere la diffusione del coronavirus. Dopo la misura della chiusura delle scuole decisa due giorni or sono in Ticino (poi estesa ieri a tutta la Confederazione), presa che dopo alcuni Comuni aveva deciso deciso di far "di testa propria" (il direttore del Decs Manuele Bertoli incontrerà questa mattina i Comuni interessati), ieri sono state annunciate misure più incisive anche per l'economia privata. 
 
La definizione esatta di queste misure è però attesa per oggi. Ieri il presidente del Governo Christian Vitta ha parlato, come per l'amministrazione pubblica, di  "garantire le attività di base e ridurre le altre attività" anche per le aziende private. Vedremo oggi la portata di queste misure e se saranno delle semplici raccomandazioni o veri e propri divieti. Intanto il "blocco" dell'economia potrebbe giungere al di la delle decisione del Governo. Ad esempio nei cantieri ci sono già difficoltà a reperire materiale e lavoratori e, come dichiarato dal direttore della Sicc (Società impresari costruttori) Nicola Bagnovini alla Rsi, si valuta una sospensione volontaria dell'attività. 
 
Per ora dunque si attende la definizione delle nuove misure. Quello che per ora sembra ancora un tabù è un eventuale rinvio delle elezioni comunali, anche se ieri il consigliere federale Alain Berset, interrogato dai giornalisti sulle votazione del prossimo 17 maggio (Iniziativa Udc "Per un immigrazione moderata"), ha detto che "al momento opportuno verrà presa una decisione", aprendo la porta a questa ipotesi. In Ticino con tutta probabilità si voterà comunque il 5 di aprile, anche se il recente "scontro istituzionale" fra Cantone e alcuni Comuni non fa presagire nulla di buono: i Comuni (evidentemente mossi dalla pressione dei cittadini) hanno deciso di fare di testa propria. Noi rimaniamo convinti che, in un periodo d'emergenza, sarebbe meglio che la principale preoccupazione delle autorità debba essere affrontare nel migliore dei modi la situazione, senza la preoccupazione di dover pensare anche alla propria rielezione. 
 
Ma oggi, 14 marzo, ricorre anche il giorno della morte di Karl Marx (1883). Chissà come avrebbe commentato l'attuale crisi del coronavirus il filosofo, sociologo, economista e politico tedesco, "papà" del comunismo? Anche oggi "uno spettro si aggira per l'Europa" (e non solo), ma non è il comunismo. Intanto la “comunista” Cina, in cui ieri si sono registrati solo 8 nuovi contagi, ha inviato in soccorso all’Italia 31 tonnellate di materiale sanitario, oltre a personale e farmaci (ricambiando la solidarietà ricevuta nela fase più critica dell'epidemia in Cina). Chapeau.
 
Il 14 marzo di due anni fa ci lasciava anche Stephen Hawking, uno dei più noti fisici teorici del mondo. In questo video riflette sulle grandi domande che riguardano l'universo, con un'importante domanda: siamo soli perché le civiltà non durano a lungo?
 
Il 14 marzo in Svizzera è anche ricordato per il gravissimo incidente stradale avvenuto nel 2012 a Sierre, in Vallese, quando un pullman proveniente dal Belgio andò a sbattere contro la parete di un tunnel, causando 28 morti (fra cui 22 ragazzini).