Lo spettro di un nuovo lockdown

Lo spettro di un nuovo lockdown

Ottobre 15, 2020 - 17:29

In molti Paesi europei oramai si parla apertamente della possibilità di istituire un nuovo lockdown, con la chiusura della attività non necessarie.

Anche in Svizzera c’è preoccupazione per l’aumento di casi per di coronavirus, ma soprattutto, in alcuni Cantoni, per l’esaurimento dei posti letto negli ospedali, che era stato in Ticino all’origine del primo lockdown della scorsa primavera.

Ora si dice che un nuovo lockdown è da evitare, nel limite del possibile.  Sicuramente è certo che ora le misure varieranno molto di più fra Cantone e Cantone, visto che dopo la scorsa primavera Berna ha deciso di delegare maggiori responsabilità ai Cantoni sulla gestione delle chiusure.

Invece quale sia questo limite, per ora, non è dato saperlo. Quanto ci siamo vicini? Prendendo il caso del Ticino, all’annuncio della chiusura della attività non essenziali, lo scorso 17 maggio, non si erano ancora superati i nuovi cento casi al giorno (vennero superati da lì a qualche giorno). Nei sette giorni precedenti si erano registrati 351 nuovi casi.  Se confrontiamo questi dati con la situazione odierna c’è poco da stare allegri. Il 14 ottobre, ieri, si sono avuti 102 nuovi casi. Negli scorsi 7 giorni abbiamo avuto 355 nuovi casi. Come chiunque dotato di buon senso a questo punto si sarebbe dovuto accorgere, però, il numero dei nuovi casi, soprattutto giornalieri, non è una cartina di tornasole particolarmente affidabile della gravità della situazione: il numero di positivi dipende dal numero di test fatti e dalla tipologia di pazienti a cui viene fatto, vi possono essere ritardi nelle comunicazione, ecc. Più interessante è osservare il numero degli ospedalizzati. Ebbene,  tornando alla scorsa primavera, i cento ospedalizzati si superarono lo scorso 16 di marzo, il 21 si superarono i 200, il 25 marzo i 300 e il 30 marzo si raggiunse il picco di 415 ospedalizzati in Ticino (stando ai dati forniti da Cantone). Venendo alla situazione attuale, siamo a 14 ospedalizzati e si sono superati i 10 qualche giorno fa. Dunque abbiamo una situazione simile sul fronte dei contagi, molto diversa per ora (in Ticino) sul fronte degli ospedalizzati. Solo nei prossimi giorni/settimane sapremo quanto i nuovi casi registrati incideranno sul numero degli ospedalizzati. Osservando però una tabella relativa alla situazione sul piano nazionale (in allegato) pare di capire che il numero degli ospedalizzati, in questa “seconda fase”, è cresciuto finora in modo molto minore in rapporto ai nuovi casi rispetto alla scorsa primavera. Sarà abbastanza per evitare di dover leggere nuovamente la comunicazione di un nuovo lockdown?

17 marzo 2020

 

Tutte le attività commerciali e produttive tra giovedì 19 marzo e sabato 21 marzo inclusi dovranno chiudere per limitare la velocità di diffusione del Coronavirus (Covid-19). Lo comunica oggi lo Stato Maggiore di Condotta. 

"Con l’obiettivo di limitare la velocità di diffusione del Coronavirus (Covid-19), in considerazione del fatto che giovedì 19 marzo è un giorno festivo, il Consiglio di Stato ha deciso di creare un ponte il giorno successivo, ordinando la chiusura di tutte le attività commerciali e produttive tra giovedì 19 e sabato 21 marzo inclusi", si legge nel comunicato.
 
In questo lasso di tempo potranno restare aperte le seguenti attività, peraltro già escluse dall’obbligo di chiusura di cui ai punti 1, 2 e 5 della RG 1298 del 14 marzo:
 

  • punti vendita di generi alimentari e di prima necessità nonché i punti vendita di articoli medici e sanitari; 
  • farmacia e drogherie; 
  • chioschi; 
  • stazioni di servizio per l'approvvigionamento dei veicoli con carburante; 
  • servizi di consegna e distribuzione di cibo a domicilio; 
  • mense sociali senza scopo di lucro, mense negli ospedali e nelle case di cura, case anziani e scolastiche non aperte al pubblico; 
  • ristoranti annessi alle strutture alberghiere limitatamente all'utilizzo da parte di clienti che vi pernottano; 
  • i servizi postali, bancari, finanziari, assicurativi e l’attività del settore agricolo, di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi

 
"Queste attività sono tenute a ridurre al minimo l’impiego di personale e a garantire il rispetto delle norme igieniche accresciute e di distanza sociale", si legge nel comunicato.
"L’ordine di chiusura non si applica alle aziende che beneficiano di un permesso federale o cantonale per urgente bisogno o indispensabilità tecnica ed economica (ai sensi degli art. 27 e 28 Ordinanza 1 alla Legge sul lavoro) e agli usuali servizi di picchetto d’urgenza", si legge. "Queste aziende sono comunque tenute a ridurre le attività per quanto tecnicamente possibile e a garantire il rispetto delle norme igieniche accresciute e di distanza sociale".
"In relazione all’Amministrazione cantonale, s’informa che rimangono aperte le attività urgenti definite dallo SMCC".
 
Segue il comunicato stampa
Possono rimanere aperte le strutture sanitarie, socio sanitarie e gli studi e strutture di professionisti della salute come da indicazione del Medico cantonale.
Lo SMCC, con l’appoggio della Polizia cantonale e delle polizie comunali, vigilerà sul rispetto delle presenti disposizioni. In caso di mancato ossequio delle stesse le autorità di perseguimento penale avvieranno immediatamente i procedimenti penali per accertare le potenziali violazioni del Codice Penale e/o di altre leggi speciali applicabili ai singoli casi.
Si rende attenta la popolazione al fatto che, in seguito alla decisione del Consiglio federale di ieri, da subito e fino almeno al 19 aprile 2020 anche in Ticino è vietato lo svolgimento di manifestazioni pubbliche o private, incluse le manifestazioni sportive e le attività societarie, così come indicato all’Art.6 cpv.1 dell’Ordinanza 2 sui provvedimenti per combattere il coronavirus (modifica del 16 marzo 2020). 
Si ricorda che per maggiori informazioni è a disposizione la hotline dello SMCC appositamente disposta per le attività commerciali (0840 117 112), che non può però fornire una consulenza giuridica sul diritto privato che regola i rapporti contrattuali tra datore di lavoro e lavoratore.