Lombardia-Svezia: 3-1

Lombardia-Svezia: 3-1

Ottobre 19, 2020 - 12:51
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Il bravo giornalista Paolo Pagliaro è il vero "valore aggiunto" della trasmissione de La7 "Otto e mezzo", condotta da Lilli Gruber.

Proprio per questo siamo rimasti un po' perplessi nell'ascoltarlo nel servizio di lunedì scorso, a conclusione dell'ennesima puntata del talk show dedicata al coronavirus, quando tentava di "smontare" il modello svedese in fatto di gestione della pandemia da covid-19.

Come tutti sappiamo, la strategia svedese sul coronavirus è stata elaborata dall'epidemiologo di Stato Anders Tegnell. Questa strategia era (ed è) incentrata su nessun lockdown, nessun obbligo di mascherina e (senza dichiararlo letteralmente), puntare ad una lenta, ma sostanziale, "immunità di gregge".

Fondamentalmente il servizio di Pagliaro critica il modello svedese, dicendo che non è così efficace come vuol far credere l'epidemiologo di Stato Anders Tegnell. Bene. E cosa fa il buon Pagliaro? Parte citando i dati del "John Hopkins" (che come tutti sappiamo mappa quotidianamente i contagi e decessi nazione per nazione), che " sembrerebbero dargli ragione" (ad Anders Tegnell)..., per poi cercare di "smontare" il tutto attraverso l'uso abile (ma secondo noi un po' "faziosetto") dei dati.

Tutto giusto quello che dice Pagliaro nel suo servizio, ma la realtà la si può raccontare in diversi modi, dando importanza ai dati che si vuole.

Infatti Pagliaro cita il dato del sabato precedente in fatto di contagi confrontando Italia e Svezia. Ebbene nella vicina penisola c'erano 534 nuovi contagiati ogni 100 mila abitanti, mentre in Svezia erano 958 (sempre ogni 100 mila abitanti). Non solo. Pagliaro poi rincara la dose e dice nel suo servizio che "in Europa hanno più contagiati della Svezia, sempre in rapporto al numero di abitanti, solo Francia e Spagna". E aggiunge, come cigliegina sulla torta, il dato sui morti da coronovirus (dunque passa dal parametro di "contagiati" a quello di "morti"), paraganondo la Svezia ad altri tre paesi, la Norvegia, Finlandia e la Danimarca, dicendo che " il tasso di mortalità in Svezia è da 5 a 10 volte superiore a quello dei vicini di casa Danimarca Norvegia e Finlandia".

Tutto vero quello che racconta Pagliaro nel suo servizio per La7. Pagliaro è un bravo e professionale giornalista (infatti lo stimiamo molto per i suoi servizi ad "Otto e mezzo").

Ma la realtà ha più punti di vista. Si può avere una visione totalmente diversa della realtà, in base a come la si osserva, quali indicatori e criteri si prendono in esame, quali confronti si fanno e quali obiettivi si vogliono perseguire.

Ad esempio: il dato dei contagi è così rilevante se un Paese ha una strategia in cui vuole "abituare la propria popolazione a convivere con il coronavirus" (detto in altri termini se punta ad una "immunità di gregge" senza dichiararlo)? No, perché più contagi (se non devono essere ospedalizzati, o peggio ancora ricoverati in cure intense), non è un grande problema se quel Paese persegue la "convivenza con il virus".

Quello che conta sono i casi di ospedalizzazione, cure intense e decessi, almeno per una nazione che vuole persiguire la "convivenza con il coronavirus" (dicasi "immunità di gregge"). Ma a dire il vero dovrebbe essere così anche per qualsiasi altro Stato.

Ebbene, è interessante che Paolo Pagliaro metta a confronto i dati di mortalità da coronavirus fra Svezia e NorvegiaDanimarca e Finlandia. Ma cambiamo benchmark. Mettiamo a confronto il tasso di mortalità fra Svezia e ItaliaFrancia e Spagna! La Svezia ha poco più di 10 milioni di abitanti, la stessa popolazione che ha la regione Lombardia. Stando alla John Hopkins la Svezia ha avuto 5918 morti, la Lombardia (la Regioni delle prime "zone rosse", del lockdown più severo e quant'altro) stando all'Istituto Superiore di Sanità italiano (che ogni giorno il Corsera pubblica) ne ha avuti ben 17057. Più di tre volte tanto! E allora come la mettiamo?

La Regione dove lavorano i plurintervistati Burioni e Gallo è stata il vero "cimitero d'Europa" per morti da coronavirus. La Lombardia con i suoi bravi medici e primari Burioni e Gallo, avendo un sesto della popolazione nazionale italiana (che conta circa 60 milioni di abitanti, mentre la Lombardia poco più di 10 milioni) ha fatto la metà dei morti da coronovirus di tutta Italia!!!!

Lombardia delle mascherine, dei bar chiusi anticipatamente, delle discoteche chiuse e quant'altro ha più del triplo dei morti da coronovirus della Svezia, dove ad oggi manco l'obbligo della mascherina (senza contare che non ha mai chiuso le scuole ed università, non ha mai chiuso bar e ristoranti, non ha mai messo in fila indiana gli avventori dei supermercati).

Certo si può dissentire, che la densità della Lombardia è molto più alta che in Svezia. Vero. Però va anche considerato che Stoccolma ha una densità tre volte superiore a Roma, che città come Malmö e Göteborg sono simili alla capitale italiana per densità o alla densità della Provincia di MilanoBergamo e Brescia.  Qualcun'altro potrebbe dire che i Paesi nordici sono meno toccati dal coronavirus, magari perché il freddo non è un alleato del virus. Non sappiamo (anche se ci pare strano).

Quello che sappiamo è che da marzo i media italiani (e anche qualche media ticinese) ha voluto in tutte le maniere delegittimare la strategia svedese. Comprensibile che nei mesi in cui si era chiusi in casa per il cosidetto "confinamento" (da tutti definito lockdown), uno nel vedere una nazione che decideva di lasciare tutto aperto e manco obbligare i propri cittadini a portare la mascherina, potesse deriderla e definire assurda quella strategia, anche per sopportare i propri sacrifici, le proprie rinunce.

Ma a 8 mesi dall'inizio dell'emergenza di questa pandemia in Europa, i dati ci dicono che la Svezia ha sì avuto un numero molto più alto di morti di Danimarca, Norvegia e Finlandia arrivando a quasi 6 mila deceduti, ma che nazioni che hanno adottato strategie molto più restrittive (ItaliaSpagna e Gran Bretagna) hanno avuto più morti in proporzione alla propria popolazione della Svezia.

Arrotondando possiamo dire che la Svezia ha avuto un numero di morti, in proporzione agli abitanti simile alla Francia (mentre la Germania finora è andata molto meglio).

Questo Pagliaro non l'ha detto nel suo servizio per la Lilli Gruber. Ovviamente adesso vedremo la "seconda ondata" che dati produrrà, ma secondo noi, è proprio il confronto di strategie differenziate fra Stati diversi, che è interessante e meriterebbe analisi e dibattito.

Perché la Lombardia (ma il Canton Ticino non è assolutamente andato tanto meglio nei dati sui morti in rapporto alla popolazione) è stato il "cimitero d'Europa del coronavisus"?

In Lombardia, (ma il ragionamento vale anche per il nostro Cantone) le persone, soprattutto in età avanzata hanno una salute più cagionevole e compromessa che in altre regioni d'Europa?

L'inquinamento è già, almeno in parte, stato tematizzato, ma non è che in altre zone d'Europa l'inquinamento proprio non esista. È la maggior prospettiva di vita, ad incidere sulla mortalità del virus? È il sistema sanitario?

Lasciamo a Pagliaro e Gruber indagare le ragioni che hanno portato la Lombardia ad essere il "cimitero d'Europa".

Quello che noi constatiamo è che un dato viene sempre relativizzato, se non trascurato.

Il costo diretto ed indiretto delle diverse strategie di gestione del coronavirus. I 17057 morti della Lombardia, hanno recato un danno economico molto maggiore di tre volte tanto, dei 5918 morti svedesi.

Se stiamo agli articoli pubblicati qualche mese fa dal prestigioso Economist, in cui si esponeva l'analisi che saranno le future generazioni a dover pagare il conto altissimo di questa pandemia, i giovani italiani pagheranno molto di più dei giovani svedesi.

Dopo "Otto e mezzo" potrà fare molte puntate sulla fuga di giovani cervelli italiani, del fatto che in Italia per i giovani non ci sono prospettive, ecc. Ma a quel punto saranno passati 4-5 anni da oggi e nessuno si ricorderà tutte le critiche che per mesi si sono fatte al buon Anders Tegnell e alla sua strategia di "convivenza con il coronavirus".

Alla fine, se la seconda ondata non produrrà dati totalmente differenti di quelli che abbiamo finora, la strategia di Tegnell non ha fatto più morti (in proporzione alla popolazione), delle strategie messe in campo da Italia, Spagna e Gran Bretagna e ha generato costi economoci e sociali inferiori. E allora perché continuare a tacciare il modello di gestione svedese della pandemia di coronavirus come inefficente  e pericoloso, quando non produce (allo stato attuale) dati peggiori di altri Paesi come Spagna, Gran Bretagna ed Italia? Almeno si potrà discuterne tranquillamente, senza essere tacciati di negazionismo?