Lugano Airport. Zali ‘non le manda a dire' alla capogruppo Plr. Conflitto di interesse?

Lugano Airport. Zali ‘non le manda a dire' alla capogruppo Plr. Conflitto di interesse?

Novembre 20, 2019 - 03:00
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Ieri all'Usi, ospiti della trasmissione "Modem", il sindaco di Lugano Marco Borradori, la capogruppo in Consiglio comunale di Lugano del Ps Simona Buri e la capogruppo liberale Karin Valenzano Rossi discutevano di aeroporto. Ma il momento più "caldo" è stato l'intervento del consigliere di Stato Claudio Zali…

Non le ha mandate a dire il consigliere di Stato Claudio Zali, a capo del Dipartimento del territorio, alla capogruppo Plr in Consiglio comunale a Lugano Karin Valenzano Rossi.
 
Ieri sera, all'Aula Magna dell'Usi, si è parlato del tema che negli ultimi mesi più ha fatto parlare e scrivere, vale a dire quello dell'aeroporto di Lugano-Agno e della società anonima (di proprietà pubblica) che gestisce lo scalo, Lugano Airport Sa (LASA). 
 
Il dibattito, organizzato dalla trasmissione radiofonica "Modem" della Rete Uno della Rsi, ha visto confrontarsi sul tema il sindaco di Lugano della Lega Marco Borradori, la capogruppo socialista in Consiglio comunale Simona Buri e la capogruppo in Consiglio comunale Karin Valenzano Rossi. A prendere la parola nel dibattito di ieri sono stati però anche alcuni dei presenti fra il pubblico, in primis il consigliere di Stato Claudio Zali, ma a parlare sono stati anche, fra gli altri, il già capogruppo in Consiglio comunale del Ps Martino Rossi, il già consigliere di Stato e municipale luganese Paolo Beltraminelli, Silvio Tarchini, la presidente dell'associatione AvioTicino (associazione che ha lanciato una petizione a sostegno dell'aeroporto) e granconsigliera Plr Roberta Passardi, il consigliere comunale della Lega Rodolfo Pulino, la consigliera comunale Ppd Sara Beretta Piccoli, il direttore dell'Ire (Istituto di ricerche economiche) Rico Maggi, il segretario di Unia Giangiorgio Gargantini, il sindacalista Ocst Lorenzo Jelmini, ... . 
 
Presenti anche numerosi dipendenti dello scalo luganese, che più volte hanno applaudito gli interventi dei  favorevoli al rilancio di Lasa.
 
Oggetto del dibattito i tre rapporti che sono usciti lunedì 18 novembre dalla Commissione della gestione del Consiglio comunale di Lugano. Il prossimo lunedì il Consiglio comunale di Lugano dovrà infatti chinarsi sul messaggio municipale relativo alla ricapitalizzazione di Lasa, dopo che il Gran Consiglio ha approvato nella seduta dello scorso 4 novembre il corrispettivo messaggio cantonale, che prevede il passaggio della quota del Cantone di Lasa dal 12,5 al 40% (il messaggio approvato dal Legislativo cantonale prevede 2,4 milioni per la ricapitalizzazione di Lasa, 920’000 franchi per la copertura delle perdite previste a fine 2019 e un credito quadro di 1,5 milioni di franchi per la copertura delle perdite di esercizio della LASA previste negli anni 2020 - 2022). Come noto sul messaggio cantonale è stato lanciato un referendum. 
 
Il messaggio che invece dovrà passare dal Consiglio comunale di Lugano il prossimo lunedì, con il complemento del Municipio (giunto dopo il fallimento di Adria Airways e la conseguente cessazione dei voli di linea), prevede 3,6 milioni di franchi per la sottoscrizione del 60% del nuovo capitale azionario di Lasa, 1,38 milioni per la coperture delle perdite del 2019 e 780'000 franchi per la copertura delle perdite previste nel 2020. 
 
Lunedì, come detto, la commissione della gestione di Lugano si è riunita e dalla seduta sono usciti ben tre rapporti. Il primo, firmato dai commissari di Lega-Udc, è allineato con quanto previsto dal messaggio municipale e relativo complemento (relatore è il leghista Lukas Bernasconi). Vi è poi il messaggio sottoscritto dai socialisti (relatrice Simona Buri) che chiede di respingere il messaggio e vuole incaricare il Municipio di presentare un nuovo messaggio che preveda il finanziamento di un piano sociale per il personale non più occupabile in Lugano Airport e  "la copertura del disavanzo per il periodo transitorio necessario al raggiungimento degli accordi con i privati per il trasferimento della gestione aeroportuale a una nuova SA e per la copertura di eventuali altri costi necessari a questa transizione".
 
Ma vi è anche un messaggio "di mezzo", sottoscritto dai commissari di Plr e Ppd, con relatrice la capogruppo in Consiglio comunale Karin Valenzano Rossi. Questo rapporto prevede l'approvazione del messaggio municipale, ma con alcuni emendamenti. Nello specifico il rapporto di Valenzano Rossi chiede che il Consiglio comunale ponga dei "paletti" più stretti al futuro di Lasa, orientandolo verso la soluzione dei privati, ad esempio, chiedendo che il Municipio presenti "uno specifico messaggio municipale per il coinvolgimento di investitori privati nella gestione dello scalo aeroportuale" e chiedendo ai rappresentanti del Comune nel consiglio d'amministrazione di Lasa di decidere di "destinare parte del capitale versato per la ricapitalizzazione della società in un fondo specifico per la ristrutturazione operativa ed organizzativa della società, in particolare per il sostegno al ricollocamento del personale in esubero", di "avviare e concludere entro fine settembre 2020, di concerto con il Municipio e avvalendosi di un consulente esterno, le trattative con gli investitori privati per il loro coinvolgimento nella gestione dello scalo aeroportuale”.
 
Questo quanto era sul tavolo del dibattito di ieri sera, con i tre relatori, Borradori, Buri e Valenzano, che hanno difeso le relative posizioni. 
 
Ma il momento più "infuocato" della discussione è stato sicuramente l'intervento dal pubblico del consigliere di Stato Zali, che ha lanciato un duro attacco alla capogruppo Plr in Consiglio comunale a Lugano. Zali, ha criticato il rapporto Plr-Ppd, in quanto, ha detto, "si permette di dare ordini al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio", ma soprattutto ha lanciato un attacco alla relatrice del rapporto. "Quale è il conflitto di interesse dell’ex legale di Lasa, che oggi pugnala alle spalle la società?", ha detto Zali. La capogruppo Plr ha ribattuto che il legale di Lasa “era il mio studio legale (lo studio a cui era associata, ndr), ma non ero io. Sono assolutamente tranquilla". L'ex giudice Zali ha poi ribattuto che “l’incompatibilità vale anche per i colleghi di studio”. Zali ha pure asserito di essere in possesso di "lettere firmate" da Valenzano Rossi. A dar "man forte" a Zali è poi intervenuto Borradori: "Se le cose stanno così mi auguro che la capogruppo liberale usi un certo riservo. Non dico che non debba esprimersi sull'argomento, ma non dovrebbe votare. Addirittura essere relatrice del rapporto mi sembra fuori luogo", ha detto il sindaco. Al di là del merito non è difficile ipotizzare che su quanto sollevato da Zali potrebbero arrivare a breve interpellanze e interrogazioni. 
 
La trasmissione "Modem" diffonderà una sintesi del dibattito questa mattina alle ore 8.20 su Rete Uno e in replica alle 19.25 su Rete Due, mentre la versione integrale della serata potrà essere riascoltata sul sito della Rsi.