A Lugano c'è un nuovo centro(sinistra) e la destra indietreggia. Analisi del voto

A Lugano c'è un nuovo centro(sinistra) e la destra indietreggia. Analisi del voto

Maggio 04, 2021 - 22:50
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Tutti concordano che il Plr ha perso le elezioni comunali a Lugano. È vero, ma la Lega ha perso di più e l'Udc non ha recuperato tutto quello che ha perso la Lega. In otto anni la destra luganese passa da oltre il 35% di voti a poco più del 30%. Il "mainstream" mediatico non se ne accorge...

Anche il Ps di Lugano va male quanto la Lega e arriva ai suoi minimi storici e l'analisi del voto ci dice che a vincere a Lugano è un nuovo centro...

In queste due settimane e qualche giorno che ci separano dal voto del 18 aprile 2021 per le elezioni comunali ne abbiamo sentite molte di analisi elettorali, più o meno azzeccate. Anche Ticinotoday vi espone ora alcune cifre, che evidenziano alcuni dati importanti, ma che ci sembra siamo passati molto in sordina (forse per scelta). 

Guardiamo ad esempio Lugano. Abbiamo analizzato in particolare i dati del Consiglio comunale (che vengono ritenuti da qualsiasi analista serio come quelli più rappresentativi del reale peso delle formazioni politiche), confrontandoli con quelli delle passate elezioni comunali e con quelli di Gran Consiglio e Consiglio nazionale. Ecco cosa emerge...

 

Il Plr di Lugano ha perso, ma c'è chi ha perso di più

 

Il Plr di Lugano ha perso le elezioni comunali, passando da 18 consiglieri comunali a 15! Quello che il "mainstream" mediatico non sottolinea, è che altri 2 partiti sono andati peggio: la Lega, che aveva 18 consiglieri comunali (stesso numero dei liberali) che è passata a 14, e il Ps di Lugano, che è sceso da 9 a 7 consiglieri comunali!

A Lugano può essere una magra consolazione, ma il partito di maggioranza relativa nel legislativo torna ad essere il Plr, dopo che nel 2016 si era fatto raggiungere dalla Lega (nel 2013, invece il Plr aveva 19 consiglieri comunali contro i 18 della Lega).

Nei tre partiti che hanno perso le elezioni, due, il Plr e il Ps, i rispettivi presidenti (Guido Tognola e Raoul Ghisletta) hanno rassegnato le dimissioni. Nella Lega, come sempre, nonostante la pesante sconfitta elettorale si fa finta che è andato tutto bene, mettendo in risalto la sconfitta altrui (ma se anche Ghisletta si è fatto un esame di coscienza e ha rassegnato le proprie dimissioni dalla guida sezionale dei socialisti, forse anche nella Lega qualcuno dovrebbe chiedersi se la coppia che fa il Mattino della Domenica, Quadri-Botti, abbia prodotto risultati soddisfacenti. Ma fino a quando va bene alla signora Antonella Bignasca...).

 

I numeri del Plr

Nella sconfitta comune, i risultati dei tre partiti sono comunque diversi. Il Plr  nel 2013 (presidente Grandini) in Consiglio comunale aveva fatto 4'495 schede, pari al 24.20%, arrivando a 558'331 voti di lista, pari al 30.04%; nel 2016 (presidente Viscardi) i voti di scheda sono stati 4'613 (leggera crescita di Viscardi sulla precedente presidenza Grandini), pari al 24.90%, arrivando a 575'738 voti di lista, pari al 30.7% (le schede sono il numero di "crocette" poste sulla scheda di un partito e indicano meglio la forza di un partito "in sè". A determinare la ripartizione dei seggi sono però le percentuali dei voti di lista. Una crocetta sulla scheda dà un numero di voti di lista pari al numero di candidati, a cui si aggiungono i voti di lista portati dalle crocette poste sui nomi dei candidati, che possono provenire anche da altri partiti e dalla scheda senza intestazione. Dunque un partito aumenta i suoi voti di lista anche con i preferenziali che i suoi candidati riescono a raccogliere).

Adesso, nelle elezioni comunali del 18 aprile 2021 invece il Plr ha fatto 3'451 schede (1000 in meno di quanto fatto sia da Grandini, che da Viscardi) pari al 19.2%, arrivando a 439'883 voti di lista, pari al 25.00%. Dunque, Tognola ha perso? Certo che sì. Ma non può essere dimenticato che alle elezioni cantonali 2019 per il Gran Consiglio, il Plr a Lugano ha fatto 3'630 schede, pari a 20.20%, arrivando a 667'998 voti di lista, pari al 24.25% (dunque, meno di quanto percentualmente fatto il 18 aprile 2021 per il Consiglio comunale).

Alle elezioni federali, per il Consiglio nazionale, dove fra i candidati figurava Karin Valenzano Rossi, che avrebbe dovuto fare da locomotiva elettorale (essendo di Lugano), i risultati non discostano più di tanto (se non per il troppo basso livello dei voti di lista). Infatti a Lugano, il Plr ha fatto 3'032 schede, pari al 19.39%, arrivando ad un (misero) 24'916 voti di lista, pari al 20.34% (un po' peggio del 25% raggiunto il 18 aprile in Consiglio comunale).

Bisogna sottolineare che, sia al Gran Consiglio che al Consiglio nazionale, e sia in fatto di schede che di voti di lista, nelle due votazioni del 2019 (appunto Gran Consiglio e Consiglio nazionale), la Lega è sempre leggermente sopra al Plr a Lugano. Il 18 aprile 2021 il Plr a Lugano è invece leggermente sopra alla Lega in Consiglio comunale (tanto da avere un consigliere comunale in più). Se il Plr avesse fatto a Lugano lo stesso risultato di voti di lista in percentuale, fatti per il Consiglio nazionale (ovvero il 20.34%), il Plr oggi avrebbe 12 consiglieri comunali e Antonini, Olgiati e Benicchio non siederebbero nel legislativo! Questo lo dicono i numeri, non le narrazioni professate ai propri amici giornalisti!

Dunque, Tognola ha perso, ma è dal 2019 che il Plr a Lugano ha perso per strada un migliaio di schede. Guarda caso, dopo la guerra di Bertini e Valenzano all'allora presidente sezionale, Giovanna Viscardi, che l'ha portata a dimettersi. Tognola ha cercato semplicemente di raccogliere i cocci e ha stabilizzato il partito intorno al 20% di schede (che è esattamente la percentuale che ha fatto su scala cantonale il Plr per il Consiglio nazionale nel 2019).

 

La lista per il Municipio ha fatto peggio di quella del Consiglio comunale

Quello che i giornalisti del mainstream non hanno voluto dire è che la lista per il Consiglio comunale del Plr, partendo da un livello pressoché uguale di schede da quelle ottenute dalla lista per il Municipio, ha totalizzato un netto maggior numero di voti di lista (non è così storicamente per il Plr di Lugano: sia nel 2013 sotto la presidenza Grandini, sia nel 2016 sotto la presidenza Viscardi, la lista per il Municipio ha sempre totalizzato più voti di lista di quella per il Consiglio comunale! E allora non c'erano né "Più donne", né "Ticino & Lavoro!!!"). Questo vuol dire, numeri ed istoriato alla mano, che la lista Plr per il Municipio del 2021, non è stata la locomotiva e ha saputo raccogliere meno voti dei candidati al Consiglio comunale.

Il Plr è l'unico partito dei tre grandi (assieme a Lega-Udc e Ppd) a prendere meno voti al Municipio (percentualmente) che al Consiglio comunale: Lega-Udc al Municipio 35.1%, al Consiglio comunale sommando le due liste 31.4%; Ppd al Municipio 14.7%, al Consiglio comunale 14.00%, mentre il Plr fa il 23.9% e al Consiglio comunale il 25% (mentre la lista Ps-Verdi ha fatto al Municipio il 17% e le due liste sommate al Consiglio comunale arrivano quasi al 20%, per la precisione il 19.8%).

 

La Lega perde più di tutti

Passiamo a guardare i dati del principale perdente a Lugano, ossia la Lega. Il partito di via Monte Boglia ha ottenuto nel 2013 (quando conquista il sindacato) per il Consiglio comunale 4'553 schede, pari al 24.52%, arrivando a 554'316 voti di lista, pari al 30.04%. Nel 2016 toccano il loro apice, con 4'615 schede per il Consiglio comunale pari al 24.9%, arrivando a 560'210 voti di lista, pari al 29.8% (leggera flessione percentuale). Il 18 aprile 2021 la Lega ottiene 3'389 schede, pari al 18.9% (è una debacle superiore a quella liberale, infatti i leghisti perdono quasi 1'300 schede, contro il migliaio dei liberali!), arrivando a 415'271 voti di lista, pari al 23.6% (di fatto un crollo di 7 punti percentuali, contro i 5 punti dei liberali)! Di fatto la Lega con questo risultato è più vicina ai numeri che aveva nel 2008 che nel 2013/2016 (evidentemente l'arrivo, da un anno, in via Monte Boglia di una "penna" come quella di Botti non ha portato bene!).

 

Non tutti i voti sono passati all'Udc

La Lega ha fatto peggio (anche se di poco), in fatto di voti di lista, il 18 aprile 2021, che non per il Gran Consiglio nel 2019. E non è che l'Udc abbia fatto un exploit che possa giustificare il dato. Infatti, in queste elezioni comunali a Lugano, i democentristi hanno fatto peggio, sia in fatto di schede, sia di voti di lista (anche percentualmente) di quanto hanno fatto per il Gran Consiglio nel 2019! Dunque gli ulteriori voti persi in questi due anni dai leghisti (ma si potrebbe dire anche dei liberali) non sono andati tutti all'Udc, visto che quest'ultima non ha aumentato schede, né percentuali, né voti di lista dal 2019 ad oggi (anzi, anche lei è leggermente indietreggiata, passando dal 8.13% del 2019 per il Gran Consiglio al 7.8% per il Consiglio comunale del 18 aprile 2021, mentre la Lega passa dal 23.83% del Gran Consiglio del 2019 al 23.6% in Consiglio comunale). Dunque tutti e due i partiti di destra, Lega e Udc, a Lugano leggermente arretrano sulle elezioni per il Gran Consiglio 2019. La destra (Lega e Udc) a Lugano vale un 31.4% dei voti, nel 2013 valeva un 35.15% (sommando oltre a Udc e Lega anche Area liberale, oggi confluita nei democentristi), nel 2016 un 34.9%. Dunque dal 2013 ad oggi la destra a Lugano ha perso più di 3.75 punti percentuali, ossia più del 10% del proprio elettorato. Il travaso di voti di Area liberale verso l'Udc e dei voti della Lega verso l'Udc ha una dispersione di voti che vanno altrove. Tutti quei liberali che sono convinti che i loro i voti siano andati all'Udc, dovrebbero chiedersi allora dove vanno i voti leghisti. Le percentuali (semplice aritmetica) ci dicono che in 8 anni, dal 2013 al 2021, la destra luganese non è cresciuta, ma semmai ha perso voti per strada (come detto, più di 3,5 punti percentuali, che grosso fanno più del 10% del loro elettorato).

Ora per la Lega si apre (se lo vorranno fare) una fase di analisi per verificare se con questi numeri (per carità a Lugano, non nel Cantone), il secondo seggio nel Governo cantonale si riuscirà a mantenerlo o meno (tradotto: Zali cambia idea e ricandidati anche nel 2023, se no sarà dimezzamento).

 

Socialisti al minimo storico

Arriviamo ai socialisti luganesi. Che diavolo hanno commesso negli ultimi due anni i socialisti di Lugano, per prendersi una mazzata come questa? A livello percentuale il Ps di Lugano aveva una stabilità granitica: nel 2013 hanno fatto l'11.30% di schede e il 14.42% di voti di lista; nel 2016 avevano l'11.4% di schede e il 14.2% di voti di lista. Non solo. Per le elezioni del Gran Consiglio 2019 il Ps a Lugano ha fatto l'11.62% di schede e il 14.00% di voti di lista e per il Consiglio nazionale, nonostante la concorrenza della lista verde e la presenza di una miriade di liste come quella dei "vecchi socialisti", "giovani socialisti", ecc, Raoul Ghisletta porta il partito (quello "ufficiale") a Lugano, al 12.06% di schede e il 12.86% di voti di lista.

E adesso? Il Ps a Lugano è al minimo storico al 9.4% di schede e al 12.2% di voti di lista, perdendo in Consiglio comunale in proporzione quanto ha perso la Lega, ovvero 2 seggi su 9 (la Lega 4 su 18).

L'unica cosa che è avvenuta dal 2019 ad oggi è quella di non aver candidato la granconsigliera Simona Buri (ed è troppo facile per noi dire che è stato un grave errore, l'avevamo detto già allora). Ma per il resto non si capisce come mai il Ps di Lugano si ritrova quarto partito (prima, sia nel 2013, che nel 2016 era terzo, davanti al Ppd), con un'importante erosione di voti.

Certo, ora, come i liberali, cambieranno presidenza, ma le ragioni di questa erosione sono lontane dall'essere capite.

 

Gli unici vincitori

Chi ha vinto sia come schede, che come voti di lista, sono i Verdi (anche se il proprio leader non è riuscito ad entrare in Municipio), ma soprattutto MTL, Movimento Ticino Lavoro e ancora una volta Più Donne. E cosa sono queste due formazioni politiche? Sono di destra? No. E neanche particolarmente di sinistra. Sono due partiti che potremmo definire di centro, o al limite di centrosinistra. MTL, potremmo definirlo un partito "cristiano sociale", che ha renventato un modo di far politica per ex pipidini. Più Donne nasce da una costola dei Verdi e oggi aggrega un voto trasversale, soprattutto di una sinistra moderata e di un centro che vuole tematizzare politicamente la parità di genere (che per antonomasia non è una tematica della destra nazionalpatriota).

La verità è che a Lugano è nel centro, o se si preferisce nel centrosinistra, che c'è un rimescolamento delle carte.

Questa breve legislatura di 3 anni, sarà di transizione. Poi nel 2024 vedremo se MTL e Più Donne verranno riassorbiti dai "grandi" partiti o se il fenomeno politico continuerà e si consoliderà. In questo secondo caso, a pagare il conto più alto saranno Plr e Ps.