Lugano. Il Plr ritornerà al potere? Ecco cosa ci dicono le federali

Lugano. Il Plr ritornerà al potere? Ecco cosa ci dicono le federali

Ottobre 25, 2019 - 14:35
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Il Plr riuscirà nella riconquista della maggioranza in Municipio a Lugano? I dati delle federali dicono di no, anzi. Molto probabilmente la sinistra ha un secondo seggio in Municipio a Lugano e potrebbe andare proprio a scapito del Plr (a meno di un crollo del Ppd o della Lega). Dai dati delle federali emerge pure un’importante crescita a Lugano dell’Udc (che però alle Nazionali va sempre meglio che alle Cantonali e alle Comunali), ma comunque rispetto alle federali di quattro anni fa è cresciuta. Potrebbe puntare addirittura a un seggio correndo da sola in Municipio a Lugano? In ogni caso l’unione di Lega/Udc dovrebbe invece garantire tre seggi in Municipio.  A sinistra, la lista Verdi - Sinistra Alternativa, potrebbe puntare a un seggio in Municipio anche da sola…

 

Nel 2013, con l’elezione di tre municipali della Lega nell’Esecutivo di Lugano, il Plr perse la storica maggioranza nella “stanza dei bottoni” della Città sul Ceresio, nonché il sindacato, passato da Giorgio Giudici a Marco Borradori nel successivo ballottaggio. Da allora le varie tornate elettorali, non solo quelle comunali, a Lugano sono state lette anche alla luce di questa contesa, utilizzando i dati che scaturiscono dalle urne quale “termometro” della possibilità per il Plr di “riprendersi il potere” (per utilizzare le parole che sovente il Mattino della Domenica attribuisce all’ex presidente del Plrt Fulvio Pelli) a Lugano. Nelle ultime tornare elettorali però un “terzo incomodo” si è fatto strada a Lugano, come per altro in altri due centri urbani del Cantone. A Bellinzona già nel 2012 il sindacato passò ai socialisti, con l’elezione di Mario Branda, mentre la maggioranza relativa in Municipio rimane nelle mani del Plr. Di Locarno ne abbiamo parlato nell’ultima “puntata” di questa rubrica (leggi qui).
 
 
Anche a Lugano, già nella tornata elettorale delle cantonali di sei mesi fa, la sinistra nel suo complesso aveva superato in termini di schede quelle raccolte dal Plr. Infatti, scriveva Ticinotoday in questo “Ultima Parola” (“Prossimo Sindaco di Lugano socialista? Le schede direbbero di sì, i voti no”) del 14 aprile 2019, “Lugano, patria di via Monte Boglia, feudo leghista e prima regno di Re Giorgio, si è svegliata l'8 aprile, tutto di un colpo rossa”. “Infatti”, continuavamo, "se uno somma le schede ottenute per l'elezione del Gran Consiglio da Ps Ticino, Verdi, Pc ed Mps-Pop (escludendo quelle dei Verdi liberali e di "Più Donne", che comunque potremmo annettere all'area progressista) sono superiori a quelle del Plr di Guido Tognola (che comunque hanno battuto la Lega!)”.
 
 
Dopo le cantonali dello scorso aprile, per quanto riguarda il Gran Consiglio, dunque, avevamo come prima forza l'unione della sinistra, seguita dai liberali e solo terza la Lega. Infatti la Lega dei Ticinesi aveva raccolto il 7 aprile a Lugano 3’578 schede, pari al 19.91% del totale. Il Plr 3’630, corrispondenti al 20.20% delle schede. La sinistra invece aveva raccolto, complessivamente, ben 3666 schede, sommando le 2’087 del Ps Ticino, le 1080 dei Verdi, le 322 di Mps-Pop (Movimento per il socialismo - Partito operaio popolare) e le 177 del Pc (Partito comunista). La sinistra si portava complessivamente così al 20.41% delle schede, superando sia la Lega (senza l’apporto dell’Udc, che passa invece al primo posto con le schede democentriste), che il Plr. 
 
 
Le federali della scorsa domenica hanno confermato la prima posizione, ma di misura in secondo posto troviamo ora la Lega, e non più il Plr. Come si osserva nella tabella 2 infatti il Plr alle federali, a Lugano, ha raccolto 3’032 schede, pari al 19,39%, mentre la Lega ha ottenuto 3091 schede, 19,76%. La sinistra nel suo complesso, è ulteriormente avanzata rispetto alle cantonali. Sommando le schede di Partito socialista (con le sue liste sottocongiunte “Giso” e “Ps 60+”) e quelle della lista Verdi - Sinistra Alternativa (che raggruppa il Forum Alternativo di Franco Cavalli, il Pop e il Pc) e le sue sottoliste (quella dei “Giovani”, quella del “Pop” e quella delle “donne”) si sono raggiunte alle federali 3807 schede, pari al 24,35% delle schede (tabella 3). Nello specifico il Ps ha raccolto 2050 schede (contenendo le perdite a solo 37 schede rispetto alle cantonali), mentre il Vsa (Verdi - Sinistra alternativa) ne ha ottenute 1’765, pari all’11.29% (tabella 2). Rispetto alle cantonali (considerando che lo scorso 7 aprile il Forum Alternativo non era presente con una lista propria, mentre a queste federali non c’era l’Mps) il differenziale per i partiti che compongono la lista Verdi - Sinistra Alternativa è di 186 schede in più. 186 schede non sono tuttavia un numero enorme: il vero balzo in avanti, la sinistra, lo ha già fatto alle Cantonali!
 
 
Tuttavia un’altra lista, oltre al Vsa, ha conosciuto una forte progressione in questa tornata elettorale. Si tratta di quella dell’Udc e delle sue liste sottocongiunte (quella dei “Giovani”, quella degli “Agrari” e quella dell’Udf, Unione democratica federale). Il partito del consigliere nazionale Marco Chiesa (e forse futuro consigliere agli Stati dopo il ballottaggio del 17 novembre) nella Città sul Ceresio ha raccolto alle federali 2’050 schede, incrementate di quasi 900 schede rispetto alle cantonali, anche se, va precisato, l’Udc beneficia sempre di una forte crescita alle federali rispetto alle altre tornate elettorali. Alle cantonali del 2015 l’Udc si era fermata a Lugano al 5,28% delle schede, per poi passare all’11,49% delle federali dello stesso anno. Alle comunali del 2016 a Lugano l’Udc raccoglieva solo il 3,8% di schede in Consiglio comunale (senza però una lista per il Municipio a fare da “traino”, visto che correva per l’Esecutivo assieme alla Lega). Alle scorse cantonali nella Città sul Ceresio l’Udc si è assestata al 6,47% per quanto riguarda le schede. 
Per quanto riguarda i dati della scorsa domenica l’Udc supera addirittura il Ppd, che di schede ne ha raccolte a Lugano 1’965 (vedi tabella 2). Se consideriamo i voti di lista l’Udc ha superato addirittura il Partito socialista, con il 14,17% dei voti di lista, contro il 13,99% dei socialisti (sempre tabella 2), diventando il terzo partito a Lugano alle federali!
 
 
Per quanto riguarda l’area della destra l’exploit dell’Udc ha più che compensato a Lugano la debacle della Lega. Infatti se sommiamo le schede delle due formazioni si raggiungono le 5’141 schede (tabella 3), pari al 32,87% delle schede. Rispetto alle cantonali (dove Lega e Udc correvano assieme per il Consiglio di Stato, ma con liste separate per il Gran Consiglio) l’incremento delle schede di Lega-Udc a Lugano è stato di 401 schede. 
 
 
Guardiamo ora all’appuntamento elettorale delle prossime Comunali alla luce dei dati di queste federali. Tenendo in considerazione il dato delle schede e relative percentuali ottenute dalle varie formazioni politiche alle federali, emerge che l’Udc potrebbe forse addirittura puntare ad un seggio in Municipio anche correndo separata dalla Lega. Ugualmente otterrebbero un seggio Ppd (12,57%), Partito socialista (13,11%), Plr (19.39%) e Lega (19,76%). Verdi e Sinistra alternativa con l’11,29% non avrebbero un seggio “pieno”, ma sarebbero molto vicini ad ottenerlo con i resti. Di seggio, sui sette del Municipio, ne rimarrebbe a questo punto uno, che in questo scenario si contenderebbero Lega e Plr, con la prima in vantaggio in base ai dati di queste federali (le cantonali davano invece ragione al Plr). La nuova composizione del Municipio di Lugano sarebbe la seguente: il Plr perderebbe un seggio, scendendo ad uno, la Lega pure, scendendo a due, ma lo guadagnerebbe l’Udc. Ppd e socialisti manterrebbero il proprio seggio e Verdi - Sinistra Alternativa farebbero il loro ingresso nell’Esecutivo. 
 
 
Prendiamo ora in esame l’ipotesi che sia Lega e Udc che Ps e Verdi - Sinistra Altenativa corrano congiunti. 
 
 
Lega/Udc, con il 32,82% (tabella 3), otterrebbe due seggi “pieni”, un seggio a testa lo otterrebbero Plr, Ppd e Ps/Verdi - Sinistra Alternativa (24,35%). I due seggi rimanenti verrebbero ripartiti con i resti, uno a Ps/Verdi Sinistra - alternativa e l’altro a Lega Udc. Di fatto fra le due opzioni (quella di liste congiunte Lega/Udc e Ps/Verdi - Sinistra Alternativa o di liste separate) non cambierebbe nulla in termini di ripartizione dei seggi: 3 a Lega/Udc, due a Ps/Verdi - Sinistra Alternativa, uno al Plr e uno al Ppd. 
Cambierebbe molto invece sul fronte della competizione interna ai partiti. Nel caso di una lista congiunta fra Lega e Udc, quest’ultimo partito, per eleggere un suo rappresentante in Municipio, esso dovrebbe giungere almeno terzo sulla lista della Lega/Udc. Il capogruppo Udc Tiziano Galeazzi, Alain Büheler o Paolo Pamini, o Marco Chiesa, dovrebbero giungere almeno in terza posizione per essere eletti (e dunque battere o Marco Borradori, o Lorenzo Quadri o Michele Foletti). Per quanto riguarda un’eventuale lista Ps/Verdi -Sinistra Alternativa, vale lo stesso: un Nicola Schoeneberger (Verdi) o un Demis Fumasoli (Pc), dovrebbe giungere almeno secondo per essere eletto. 
In casa Plr, invece, basandoci sui dati delle Comunali di tre anni fa, a spuntarla, dei municipali attuali sarebbe Michele Bertini, che nel 2016 aveva dato quasi 5’000 preferenziali di distacco a Roberto Badaracco, che nell’ipotesi di un solo seggio Plr rimarrebbe escluso dal Municipio. 
In casa Lega la classifica di tre anni fa vedeva in testa Borradori. Con oltre 2’000 preferenziali in più di Lorenzo Quadri. Il terzo in classifica, Michele Foletti, era poco più di 200 preferenziali dietro a Quadri. In base a questi dati a “saltare” nell’ipotesi di due seggi della Lega, sarebbe Foletti. Tre seggi che dovrebbero essere invece garantiti nell’ipotesi di una lista unica fra Lega e Udc. Ma un eventuale candidatura di Marco Chiesa (“invitato” recentemente da Borradori ad essere della partita) potrebbe “scalzare” un municipale leghista? Per fornire un confronto di massima, si possono guardare il dato dei voti personali raccolti per il Consiglio nazionale dai due, sottraendo quello delle schede raccolte dal partito (in realtà andrebbero sottratte le schede invariate, ovvero quelle “secche”  raccolte dal partito, in cui tutti i presenti in lista hanno ricevuto un voto, per avere un dato sul voto personale più coerente, ma questo dato non è disponibile per i singoli Comuni sul sito ufficiale del Cantone). Marco Chiesa con questo calcolo (come detto non particolarmente “scientifico”) ha raccolto 1443 preferenze, mentre Quadri si è fermato a 1060. Quattro anni or sono (entrambi erano già candidati nel 2015) lo scarto fra i due era invece a favore di Quadri per oltre 500 voti “personali”.
In casa Ppd non è ancora dato sapersi se il municipale Ppd Angelo Jelmini ha intenzione di ricandidarsi. Fra i nomi che circolano per la sua sostituzione, vi è quello del capogruppo Ppd in Consiglio comunale a Lugano,  Michel Tricarico, come quello del sindacalista Ocst Lorenzo Jelimini. Il primo, nell’ultima tornata federale, a Lugano, ha raccolto 2’053 voti personali (con 1784 schede Ppd). Lorenzo Jelmini, candidato alle federali di quattro anni fa, ne aveva raccolti a Lugano 2’125 nel 2015 (con 2066 schede Ppd). 
 
 
In casa socialista la concorrenza alla Municipale Cristina Zanini Barzaghi potrebbe essere rappresentata dalla capogruppo Simona Buri. Zanini a Lugano quattro anni fa aveva raccolto 3’043 preferenziali. Buri si era fermata a 1’397. Nel frattempo però la capogruppo a Lugano del Ps è “cresciuta” venendo eletta in Gran Consiglio. All’ultima tornata elettorale delle Cantonali Simona Buri ha raccolto a Lugano 1’254 preferenziali per il Gran Consiglio. Alle recenti federali, Cristina Zanini, ha raccolto 1’972 voti personali con 1’916 schede del Partito socialista. L’altra candidata di Lugano presente nella Lista per le federali, Chiara Orelli, ne ha raccolti, sempre a Lugano, 1’802.
 
Infine nella lista Verdi - Sinistra Alternativa prendiamo in considerazione i due nomi già citati, quello del consigliere comunale Verde Nicola Schoenenberger e quello del collega comunista Demis Fumasoli. Schoneneberger sulla lista del Municipio di Lugano di tre anni fa era giunto quarto con 1’379 preferenziali. Al Consiglio comunale ne aveva invece raccolti 1’281 sulla lista dei Verdi (che per il Legislativo correvano separati dal Ps). Sempre per il Consiglio comunale, Fumasoli, sulla lista del Partito socialista, ne aveva raccolti 1’734.
 
 
 
 
 
 
 
f.n.g