L'ultima reticenza di Lauber

L'ultima reticenza di Lauber

Luglio 25, 2020 - 13:52
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La politica "plaude" alle dimissioni di Lauber, dopo che il Tribunale federale ha sostanzialmente confermato le violazioni dei doveri d'ufficio. 

Nonostante la formulazione alquanto ambigua - ovvero “offro le mie dimissioni alla Commissione giudiziaria competente. Ne discuterò le modalità direttamente con quest’ultima” (che faceva presupporre una sorta di “trattativa” ancora da fare e infatti ha fatto “storcere il naso” al presidente della Commissione giudiziaria Andrea Caroni) - all’indomani della comunicazione del capo della Procura federale sembra assodato che il messaggio di Michel Lauber sia “mi faccio da parte".

La decisione del Procuratore generale, finito al centro delle polemiche per i suoi incontri non verbalizzati con il capo della FIFA Gianni Infantino, giunge con la sentenza del tribunale amministrativo federale sul suo ricorso contro la decisione di decurtazione delle stipendio dell’Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico, e sembra aver raccolto il plauso di tutto lo schieramento politico. Anche i più “garantisti”, sembrano ora convinti che un passo indietro di Lauber sia più che opportuno. “Il Tribunale ha confermato sostanzialmente le violazioni dei doveri d'ufficio da parte del procuratore generale Michael Lauber accertate dall'AV-MPC e ha constatato che il procuratore generale nell'interrogatorio condotto il 12 novembre 2018 ha affermato intenzionalmente il falso all'AV-MPC, quando ha deliberatamente taciuto il terzo incontro con il Presidente della FIFA Infantino, violando così gravemente il suo dovere d'ufficio e il suo obbligo di agire lealmente”, scrive in un comunicato stampa l’autorità di vigilanza. Lauber, nel suo comunicato, aveva detto di rispettare la decisione del tribunale, ma ha nuovamente respinto l’accusa di avere mentito. “La testimonianza del procuratore generale Michael Lauber è stata per l'AV-MPC la ragione principale per l'avvio del procedimento disciplinare”, spiega ancora l’autorità di vigilanza. “Il Tribunale amministrativo federale ha confermato ulteriori violazioni dei doveri d'ufficio, ma ne ha valutato in parte diversamente la gravità. Tuttavia, come l'AV-MPC, ha concluso che il procuratore generale ha danneggiato la reputazione del Ministero pubblico della Confederazione e che non è consapevole né convinto della scorrettezza del suo operato”. La diversa valutazione del tribunale si è tradotta con una riduzione dello stipendio passata dall’8% voluto dall’autorità di vigilanza al 5%.

Restano ancora da discutere, perlomeno stando a Lauber, le "modalità" delle sue dimissioni.