Ma chi sono Tarantino, Antognoni, Scorsese in confronto al "Tribuno"? Marco Chiesa meglio di Brad Pitt

Ma chi sono Tarantino, Antognoni, Scorsese in confronto al "Tribuno"? Marco Chiesa meglio di Brad Pitt

Ma chi sono Tarantino, Antognoni, Scorsese in confronto al "Tribuno"? Marco Chiesa meglio di Brad Pitt

Settembre 10, 2019 - 23:52
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C'è da chiedersi perché perle di pura arte come queste non siano state ospitate al Festival di Locarno. Discriminazione politica dei soliti sinistroidi festivalieri? O si aveva paura di mettere in imbarazzo le star e i vip che accorrono da tutto il mondo per il ruggito del pardo in Piazza Grande, che non sanno produrre fiction di questa qualità? Marco Chiesa più "figo" di Brad Pitt dei tempi di Thelma e Louise. Ecco a voi, casomai non l'aveste ancora visto, lo strumento di guerra (e di comunicazione) di distruzione di massa della Svp (che da noi si chiama Udc).

In Italia, dagli anni '50 agli anni '90 la sinistra aveva l'idea fissa "dell'egemonia culturale" ed ecco che il Pci e nel Psi si faceva reclutamento di massa di artisti ed intellettuali, in modo particolare di cineasti e scrittori (senza disdegnare cantautori e pittori). Ed ecco che i vari Alberto Moravia, Italo Calvino, Francesco Maselli, Francesco Rosi, Roberto Rossellini, Renato Guttuso, Dacia Maraini, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Giorgio Strehler, ecc, venivano aggregati ad uno dei due partiti sopracitati.

La sinistra italiana, ma non solo, era convinta che l'arte e la cultura fossero strumenti per diffondere gli ideali progressisti e creare consenso. Forme "altre" di comunicazione.

Oggi l'egemonia culturale è passata da sinistra a destra e nella nostra "società liquida" dove tutti possono essere un po' opinionisti sui social, tutti un po'attori e registi su youtube, tutti possono stamparsi un libro che disserti sul liberalismo, piuttosto che sulle sorti del comunismo planetario, ecco che il "tribuno" di Zurigo si dà alla comunicazione orizzontale sfornando videoclip che dovrebbero "narrare" questa "insipida" campagna elettorale.

Il "tribuno di Zurigo", alias Blocher, ha voluto darsi alla cinematografia (intersecando neorealismo con il surrealismo più sperimentale) arrivando a traguardi artistici che Michelangelo Antognoni non ha mai saputo raggiungere neanche con "Deserto rosso" o "Professione reporter", regalandoci questa perla di fiction che un Tarantino se la sogna.

La musica vi prenderà, l'interpretazione del "nostro" Marco Chiesa vi lascerà a bocca aperta (altro che "Actors Studio", i comitati cantonali alla "Bricola" forgiano meglio il talento di un attore (Chiesa surclassa il Brad Pitt di Thelma e Louise) e  la capacità espressiva di Amstutz sicuramente è maggiore di quella di Tom Cruise.

Ed è solo il primo episodio.