Mario, la nuova "Madre Teresa di Calcutta"?

Mario, la nuova "Madre Teresa di Calcutta"?

Maggio 18, 2021 - 18:53
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Chi stravince e chi esce con le "ossa rotte". Ma comunque si può sperare nel "perdono". Nonostante la batosta a Gianini viene dato il vicesindaco...

Mario Branda è uscito da stravincitore dal ballottaggio di domenica 16 maggio 2021 e il Plr con le “ossa rotte”. A ben vedere, il dato saliente non sono tanto gli oltre 3’000 voti di distacco dati da Branda a Gianini (che pur pesano come un macigno), ma i 2’000 voti preferenziali ricevuti da Branda in più rispetto al primo turno del 18 aprile (mentre Gianini ha sostanzialmente marciato sul posto). Ergo, 2’000 persone a Bellinzona non avevano particolare simpatia per Mario Branda, e infatti non l'hanno votato al primo turno del 18 aprile (2’000 sono anche i voti persi da Branda per strada rispetto al 2017), ma pur di non vedere Gianini sindaco hanno deciso di votare il candidato sindaco socialista al ballottagio. E visto che tutto sommato Gianini era l’esponente più forte, preparato e apprezzato di cui il Plr poteva disporre (dopo l’addio di Bersani, nessun altro Plr avrebbe potuto andare in ballottaggio e, non pensare, illudendosi, di vincere, ma evitare che gli si ridesse in faccia), sembra proprio che il problema sia il Plr, che non è amato al di sé stesso.

 

 

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Il Plr bellinzonese è riuscito in un’impresa di “tafazzismo” veramente epica. Andando in ballottaggio è riuscito a: 

1. certificare che al di fuori del proprio elettorato c’è un “muro” alla prospettiva di un loro ritorno al sindacato; 

2.incoronare Branda come leader indiscusso di Bellinzona; 

3. ma soprattutto “bruciare” il suo esponente più quotato (che prima di questo ballottaggio, dopo il ritiro di Bersani, quasi tutti davano come “successore naturale” al sindacato della Città).

Il tutto per far forse spazio a future giovani leve (leggasi Käppeli) fra tre o forse sette anni, che è ancora poi da vedere se riusciranno nell’impresa (i segnali del 18 aprile e del 16 maggio non sono particolarmente incoraggianti).

 

 

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Ma il 16 maggio non si è solo mandato a schiantarsi un municipale e possibile futuro sindaco, ma pure un possibile leader emergente del Plr cantonale.

Lo scorso novembre tanti avevano lodato la brillante conduzione di Simone Gianini del congresso del Plr per eleggere il nuovo presidente cantonale (in pratica aveva ricevuto più apprezzamenti dei tre candidati alla presidenza messi insieme). Tant’è che molti si sono chiesti: “ma perché non si è candidato lui alla presidenza?”. Adesso il leader emergente Gianini è nient'altro che un'"anatra zoppa". 

 

 

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Ma la “stoffa” dei leader la si vede anche (forse soprattutto) nella gestione delle sconfitte. Qualche minuto dopo la comunicazione ufficiale della clamorosa batosta, Gianini dichiara in diretta alla Rsi che la ripartizione dei dicasteri è già decisa e lui si tiene il Dicastero Territorio e Mobilità. Ma non dovrebbe essere l’intero collegio municipale (che si riunirà poi il giorno dopo) a decidere?

 

 

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Eppur così è stato. Nella seduta post-ballottaggio del 17 aprile il Municipio di Bellinzona ha riconfermato tutta la ripartizione provvisoria dei dicasteri, con le Finanze a Käppeli e Territorio/Mobilità e vicesindacato a Gianini. Branda, dall’alto dei suoi 9’000 preferenziali, 1’500 sopra la maggioranza assoluta dei votanti, ha scelto la via della continuità e della collaborazione con il Plr, soprassedendo alla sfida lanciata per il ballottaggio. Non proprio l’indicazione che era emersa dalle urne il 16 maggio...

 

 

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Certo, il vicesindaco è più che altro una carica onorifica e ci può anche stare che il partito di maggioranza relativa lo detenga. Però anche i bambini sanno che se si lancia la sfida e la si perde, per di più male, poi si fa “penitenza”. Un po’ facile lanciare sfide e poi cadere in piedi, confidando nella (forse troppa) “carità” e “perdono” degli avversari. 

 

 

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Certo è che è difficile pensare che il Plr non “pagherà pegno” da qualche parte. Vedremo come "evolve" la situazione…

 

 

 

 

 

 

franniga