Mascherina nelle scuole. I pedagogisti inascoltati?

Mascherina nelle scuole. I pedagogisti inascoltati?

Agosto 23, 2020 - 20:30

Il pedagogista italiano Daniele Novara espone le sue critiche sull'utilizzo della mascherine per gli allievi delle scuole. Più son giovani e più e problematico. Si sono ascoltati troppo i medici e troppo poco i pedagogisti?

Anche in Ticino c’è chi propone la mascherina obbligatoria per gli allievi delle scuole, in occasione del rientro scolastico. Questo tema è stato recentemente al centro di un’intervista a Daniele Novara, uno dei più autorevoli pedagogisti italiani e autore di numerosi libri di successo sull’educazione dei figli. Proprio alla fine dell’intervista emerge una critica verso come, in questo caso in Italia, si stata gestite e decise le misure da applicare nelle scuole per il rientro nelle classi: “Purtroppo la mia sensazione è che il governo giustamente in questa fase ascolti molto medici e scienziati. Ma forse dovrebbe cominciare a sentire anche i pedagogisti”, dice Novara.

In merito alle problematiche relativo all’imposizione della mascherine generalizzata nelle scuole, su cui in Italia sembra si voglia andare, Novara dice che, dal punto di vista dell’adattamento dei bambini di scuola elementare alla mascherina, “non vedo grossi problemi. I bambini si adattano a tutto”. “Gestire” le mascherine nelle scuole elementari è dunque fattibile, ma ciò non vuol dire ancora che non possa creare problemi. “Il fatto che loro si adattino a tutto, non significa che questo non comporti un danno latente”. Ovvero, dice Novara, “questa è una fase di grande espansione e crescita per il bambino. Imporgli di concentrarsi su mascherine e distanze di sicurezza significa compromettere in parte la sua libertà di apprendimento. Detto altrimenti: il bambino delle elementari è compatibile con la mascherina ma la mascherina e tutto il resto non sono compatibili con il suo bisogno di imparare e di imparare soprattutto attraverso la relazione e il contatto”.

Meno problemi il pedagogista ne vede alle medie. “Gli adolescenti sono più opportunisti e questa dà loro più risorse. Il bambino può solo adattarsi, loro invece riescono a organizzarsi. E invece di darsi un bacio si manderanno dei messaggi su WhatsApp. Io sono molto più preoccupato per i bambini, soprattutto quelli più piccoli”, dice Novara. Sulle scuole materne probabilmente non c’era bisogno di un pedagogista per dircelo. “Quello delle scuole materne è un problema enorme, e non parliamo poi dei nidi. A quell’età il bambino è un essere concreto, motorio, sensoriale: come fai a dirgli di tenere su la mascherina? Men che meno puoi tenerlo attaccato a uno schermo. E’ un problema molto delicato che va studiato con grande attenzione”, dice. E proprio qui aggiunge la sua richiesta di ascoltare maggiormente i pedagogisti.